Una scuola creativa, resiliente e libera

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Tra le reti di economia solidale e i Gruppi di acquisto da qualche anno è nata la campagna Sbarchi in Piazza (Sip), che si nutre di mercati contadini e di diversi progetti. Un gruppo di Sip raccoglie insegnanti, maestri, educatori interessati a ripensare la scuola anche attraverso i principi e le pratiche di economia solidale, in cui al centro non c’è il profitto ma la costruzione di relazioni sociali diverse. Dopo i primi cartoni animati diffusi on line (CartoSip) e alcune attività nelle scuole sono nati un manifesto (“La Scuola che vorrei”) e una tavola rotonda (Pozzuoli, 1 giugno), che presentiamo qui di seguito e di cui torneremo ad occuparci nei prossimi giorni.

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di Scuole Sip/Sbarchi in Piazza

Siamo partiti da queste domande:

  • Come potrebbe diventare la scuola il centro propulsore di una nuova visione: dove è possibile pensare ad un futuro in cui ognuno possa vivere secondo le proprie capacità e competenze ed eque opportunità, nel rispetto della salute psico-fisica dell’uomo e del contesto ambientale?
  • Quali sono le esperienze che potrebbero attivare all’interno della scuola un atteggiamento Solidale e il senso della cooperazione come fine ultimo, con al centro del processo produttivo non più  il profitto, ma un patrimonio di tradizioni, prodotti, usanze, passioni da salvaguardare e trasmettere?

Dopo diverse iniziative attraverso le quali come gruppo scuola si è cercato di costruire percorsi che potessero rispondere a tali quesiti, permettendo alla scuola  di entrare in contatto con le reti, i Gas, progettualità narranti l’economia solidale o comunque un’educazione diversa, si è giunti alla conclusione che in questo percorso non si può prescindere da un cambiamento interno alla scuola, un cambiamento che riguarda il modo di PENSAREe di VIVERE la scuola.

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Oggi questa consapevolezza ci spinge a cercare il confronto con altre realtà che possano offrire nuovi spunti e nuove idee in un incontro attraverso il quale mettere in evidenza luci e ombre della scuola.

In occasione del SEMINARIO NAZIONALE  sui  Sistemi di garanzia partecipata che si terrà a Pozzuoli in data 31 maggio* , il gruppo ScuoleSIP si incontrerà il 1 giugno alle ore 16  in una tavola rotonda con altri gruppi di persone dalle diverse sensibilità e formazioni.

Un incontro che nasce dal desiderio di fermarsi  a riflettere – attraverso uno scambio diretto  di conoscenze-  sui profondi cambiamenti che la scuola sta attraversando, ma soprattutto sul concetto di educazione.

Per evitare eccessive canalizzazioni e  sistematizzazioni dall’alto la tematica  non risulterà circoscritta e specifica, ma di più ampio respiro: Luci e ombre della scuola nella ricerca di una visione educativa condivisa, verso una crescita che esuli dalla competizione, ma che sia scambio reciproco di saperi e conoscenze.

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Questo per  per favorire in una forma estemporanea  la nascita e la produzione di idee inaspettate e creative.

Come base ci poniamo il manifesto “La Scuola che vorrei”  liberamente composto da più mani (francesi  e italiane) del grupposcuolesip.

 

Una scuola dei sentimenti e delle relazioni,
capace di dare un nome alle emozioni e di so-stare nel conflitto e trovare nuove soluzioni
  1. Una scuola aperta a tutti e gratuita
  2. Una scuola resiliente, che tolleri la frustrazione dell’imprevisto e dell’errore in un processo di apprendimento che per natura non prevede ricettari
  3. Una scuola che “PENSA” in cui ci sia uno spazio di ascolto/riflessione
  4. Una scuola “mobile”che stia in relazione con il territorio
  5. Una scuola che segua i ritmi naturali della Persona e non del progresso tecnologico, che spieghi come emanciparci dai mezzi di comunicazione facendone un uso funzionale.
  6. Una scuola libera dagli schemi ma non priva di regole
  7. Una scuola che riparta dai bisogni, dai sogni e dai desideri, che faciliti chiunque nello sviluppare il proprio punto di vista.
  8. Una scuola che riconoscendo la complessità della persona si allontani da diagnosi precostituite, dai test dicotomici e da programmi di etichettamento medicalizzanti.
  9. Una scuola in cui ci sia spazio per la post-programmazione e/o per la programmazione per sfondi integratori
  10. Una scuola che navighi attraverso il SAPERE, IL SAPER FARE, IL SAPER ESSERE.
  11. Una scuola dove la creatività e le ARTI rivitalizzino il pensiero creativo e divergente
  12. Una scuola che ci racconti la DIVERSITA’ come  risorsa e non come tabù
  13. Una scuola come confronto e crocevia tra culture diverse
  14. Una scuola che favorisca l’impegno personale e la solidarietà sociale attraverso la cooperazione e la cura reciproca.
  15. Una scuola che educhi alla legalità e alla lealtà
  16. Una scuola in cui possa crescere l’amore per la Conoscenza e la Ricerca
  17. Una scuola viva,  che respiri, che promuova la Libertà di pensiero e di azione.
  18. Una scuola incentrata sul Gioco, nella ricerca continua dell’armonia tra forma e materia, tra paidia e ludus.
    1. Una scuola che insegni la “bellezza“, non in senso estetico, ma la bellezza delle idee, dei pensieri, dei progetti, delle azioni; che in mezzo alle brutture che ci circondano faccia crescere il “bello” e di conseguenza il “buono” (kalos kai agathos, come dicevano i greci) dell’impegno personale.
  19. Una scuola che lasci spazio di crescita e di confronto anche alla spiritualità (globalità della persona)
  20. Una scuola dove l’Osservazione partecipata, l’Empatia, la Fiducia e l’Alleanza siano gli ingredienti di un percorso di crescita e autonomia.
  21. Una scuola che fa tornare prepotente la voglia di tornarci, la scuola metafora accogliente del non sentirsi mai imparati, mai arrivati, del vedere davanti mille strade possibili ancora, tutte da provare e trasmissione diretta di tutto ciò ai figli, ai compagni di viaggio, di lavoro, di quotidiano.
  22. Una scuola che  sia compagna di crescita , che stimoli  l’espressione della bellezza che È in ognuno di noi, che educhi a sentire con la pancia il peso delle ingiustizie, la forza dell’amicizia, la gioia di vivere e la capacità di superare le difficoltà.
  23. Una scuola che abbia come etiche la cura dell’essere umano, la cura della terra e l’equa distribuzione delle risorse, che riavvicini gli esseri umani alla natura,ai suoi cicli, ai suoi modelli.
  24. Una scuola che faciliti la transizione verso una società più sobria, meno consumista ed energivora.

Che ci lasci sbagliare e cadere, ma che ci tenda una mano per rialzarci più forti di prima.

 

Informazioni: scuolesip@gmail.com

http://scuolesip.blogspot.com/

 

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4 Risposte a “Una scuola creativa, resiliente e libera”

  1. Paola Brioschi
    23 maggio 2014 at 19:06 #

    Bella l’idea di una scuola RESILIENTE!

  2. Maria Assunta Salineto
    23 maggio 2014 at 19:07 #

    Per una scuola “che ci lasci sbagliare e cadere, ma che ci tenda una mano per rialzarci più forti di prima”… che meraviglia: l’idea che ho io di scuola!

    (via fb)

  3. Progetto Naturaldurante
    23 maggio 2014 at 19:08 #

    RIVOLUZIONI EDUCATIVE

    (via fb)

  4. Ugo Sgrosso
    26 maggio 2014 at 12:22 #

    29 magnifiche idee.
    Per metterle in pratica occorre, a mio parere, una scuola “dentro” la società.
    Si può iniziare al più presto, con piccole cose, piccoli lavori utili, da fare insieme ad altri bambini.
    Da 16 anni in poi, ogni studente può dedicare due giorni alla settimana a veri e propri lavori a favore dei beni comuni.

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