Una scuola del saper fare

Giorgia è una giovane artista e mosaicista bravissima, vive a Castel Madama, in provincia di Roma. Giorgia pensa che l’arte e il sapere fare possano aiutare grandi e piccoli a ripensare l’apprendimento e a guardare il mondo in modo diverso. Per questo ha preso alcuni ritratti, qualche tessera di marmo e di vetro colorato, un po’ di colla e ha scelto una scuola pubblica elementare della periferia di Roma per accompagnare alcuni bambini e bambine a scoprire l’arte del mosaico

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di Giorgia Lattanzi*

La scuola elementare Gandhi è a San Basilio, nella periferia est di Roma. La classe quinta A ha scelto di scoprire l’arte del mosaico. Il corso inizia con una lettura, “Il mosaico, una storia molto antica”, dove si parla di un personaggio venuto fuori dall’archeologia, un rispolverato che possiede un bagaglio culturale di tecniche per realizzare ancora molti, molti mosaici.

Prima di cominciare chiedo ai bambini e alle bambine di scrivere una poesia sul loro colore preferito. Chissà se i bambini percepiscono l’azzurro con lo stesso significato che gli è stato attribuito, come il colore di ciò che si sottrae, e chissà se le bambine sanno fin dà subito che il principe è chiamato azzurro proprio per la sua irrealtà! Con me ho un ritratto fatto con tessere di marmo e di vetro. Ci mettiamo in cerchio, sul pavimento e chiedo ai bimbi di passare la mano su questa insolita superficie tessellata. Che meraviglia far conoscere a dei nativi digitali la differenza tra una pietra naturale, un vetro artigianale e una maiolica industriale. Riassumere in pochi gesti l’uso che si può fare della materia. Differenziandola tra una pietra grezza che si trova in natura, o un’altra che si ottiene da processi artigianali che sono rimasti pressocchè invariati da millenni, quali la lavorazione del vetro colorato e infine un prodotto ottenuto da una lavorazione industriale come appunto la comune maiolica che tutti conosciamo.

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Dopo questa introduzioni passiamo ai colori, miscelare dei colori dentro piatti, per i bambini è tutt’altro che scontato, scoprire come si ottiene un colore arancio e restare seduti a terra a girare, e rigirare questa nuova scoperta. Uniamo i banchi cosi da ottenere una grande tavola, pronta ad accogliere i bambini più vivaci e impazienti, i fogli di carta con il disegno ritagliato. Tutti pronti a iniziare una nuova avventura.

Rovesciati i sacchetti pieni di tessere, è un fuggi fuggi per scegliere le tessere preferite, le mettono da un lato, le conservavano, e quando trovano dei pezzetti di vetro colorato e sgargiante un urlo di stupore tipico di quando si trova un tesoro viene lanciato in aria. L’immagine è stata divisa in più parti che a gruppi di due o tre si apprestano a ricomporre. La colla è un impasto di farina, molto simile a una crema pasticcera fatta in casa e i più simpatici del gruppo giocano a mangiarne un po’, fin quando uno di loro non l’assaggia veramente.

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Con tutte le mani impiastricciate comunque cominciamo. Le indicazioni da seguire sono molto semplici: prendete con la mano sinistra una manciata di tessere del colore necessario e con la mano sinistra incollatele una alla volta sul foglio, facendo molta attenzione a seguire la linea, ora del fiore, ora di una parte del corpo o di una nuvola. Il ragazzo disegnato è seduto su un prato circondato da fiori enomi e dietro di lui un cielo cosparso di nuvole bianche. Ha lo sguardo dritto verso l’orizzonte, verso il suo futuro. Alcuni degli alunni si distraggono, parlano e non incollano molte tessere, altri invece sono concentrati sembra che già sanno cosa fare, c’è né uno in particolare che sembra aver trovato il suo mestiere per quanta serietà ci mette. Mi domanda come si può ottenere una sfumatura ed è lui che farà i particolari più difficili della mano e del volto. Si divertono tantissimo, ridono e se trovano una tessera molto grande la innalzano come si fa con un trofeo cosi che tutti gli altri la possano vedere, e quando gli dico che possono anche incollarla lo stupore arriva alle stelle. Con quelle manine piccole, fare un mosaico è ancora più facile.

Il corso continua cosi, e tessera dopo tessera il mosaico è finito, tutto interamente composto dai bambini; uno di loro che ha realizzato la parte della mano, si guardava la sua e la rifaceva.

Infine la posa in opera fuori il muro esterno dell’edificio scolastico in via Fabriano.

Le giornate della posa sono state calde e assolate e per lavorare con un pò d’ombra la maestra aveva costruito una capanna con un telo. Dopo qualche mese una bimba di prima ha detto che si ricordava molto bene di questa primitiva costruzione.

L’esperienza è stata una vera crescita per me, per loro e per la storia dell’arte, ne siamo usciti tutti con un amico in più ” Il libero pensatore”.

 

IMG_20130607_151836_0* Artista e mosaicista, vive a Castel Madama, in provincia di Roma.

 

 

 

 

 

 

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2 Risposte a “Una scuola del saper fare”

  1. Elettra Wave
    31 maggio 2014 at 18:25 #

    Bravissima. L’arte del mosaico è affascinante e consente tramite la creatività, l’applicazione, il divertimento, di sviluppare tante abilità, di scoprire cosa significa la pazienza per raggiungere uno scopo e credo proprio che dia una grande soddisfazione sia durante il procedimento sia nel vedere il risultato. Bello!

    (via fb)

  2. Toni Agostini
    31 maggio 2014 at 18:26 #

    Ottimo…

    (via fb)

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