Che i bambini restino bambini

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di Rosaria Gasparro*

Lasciamo che i bambini restino bambini, senza accelerare la vita, senza forzarla. Ogni anticipo è un distacco da una situazione naturale di bellezza e di gioia. Perché questo è il gioco, il modo più felice di stare al mondo. Di assicurarsi benessere e salute. Di costruire relazioni, di organizzare il tempo e lo spazio. Di “regolarsi” insieme agli altri. Ogni strappo al tempo opportuno è un rata che pagheremo caro e con sufficiente anticipo.

Ci bruciamo l’infanzia per andare dove? In analisi precoce, in trattamento riabilitativo di uno dei tanti disturbi codificati? Basterebbe un solo ormone di ansia in un bambino “precocizzato”a farci dire di no all’anticipo scolastico.

Non si tratta d’imparare l’alfabeto. Lo si può fare anche prima dei cinque anni. Si tratta della capacità di ascolto e di attenzione, in una situazione strutturata da tempi e da regole, da una campanella che suona per tutti, e continuerà così per tutta la vita.

Si tratta di interagire con adulti e coetanei diversi, quando ancora ci si ritiene al centro del mondo.

Si tratta dell’abitudine alla fatica, perché il compito è a tutti gli effetti un lavoro vero e proprio, un impegno che richiede diverse abilità.

Se ci arriviamo con i tempi giusti, saremo meglio attrezzati per affrontarne le difficoltà. Per avere una percezione positiva di ciò che siamo e sentirci motivati e mossi dal desiderio.

Per evitare fallimenti, disagi e abbandoni, serve un’altra idea di tempo e di persona. Serve un altro coraggio: quello che, per essere felici, a scuola bisogna iniziare un anno dopo. Con tutta la fiducia di base di cui riusciremo a far provvista nei primi sette anni di vita, si rallenta e si allunga anche l’esistenza, e forse sapremo gustarla e affrontarla meglio. Senza l’ansia e il mito tossico del “prima”: come partenza e come arrivo. E allora ci potremo godere finalmente il paesaggio del “durante”.

 

* Maestra di una scuola pubblica. Altri suoi articoli sono qui.

L’adesione di Rosaria alla campagna di Comune-info “Ribellarsi facendo”

 

PER APPROFONDIRE

Contro il tormentone dell’anticipo a cinque anni della scuola primaria e il colpo di grazia alla scuola dell’infanzia è appena nata una pagina facebook, questa.

Meglio la Scuola dell’Infanzia obbligatoria piuttosto che l’anticipo scolastico (Daniele Novara, pedagogista)

DA LEGGERE

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Ci vuole il tempo che ci vuole

“A scuola non si ride più, abbiamo dimenticato la saggezza di Gianni Rodari, come se in aula non potessero entrare la calma, un po’ di leggerezza e di allegria. Le cose non vanno meglio a casa. Almeno a scuola i bambini dovrebbero rallentare – scrive Luciana Bertinato, maestra -, imparare e fare le cose con il tempo che ci vuole, avere occasioni per parlare e ascoltare, giocare con la sabbia e le foglie, percepire i profumi e gli odori, scoprire il silenzio, cogliere le sfumature”. La ribellione ai domini della velocità, del Pil e della competitività comincia a scuola

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| Ripensiamo l’apprendimento: a scuola, prima di tutto, occorre rallentare

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41 Risposte a “Che i bambini restino bambini”

  1. Italo Scalese
    25 maggio 2014 at 16:26 #

    “Il Bambolo”,
    http://www.youtube.com/watch?v=3GjDpG7jmko
    Lasciateci essere bambini è il messaggio finale di questo piccolo film

    (via fb)

  2. Marisa Petrus
    25 maggio 2014 at 16:27 #

    Condivido la riflessione. In questa nostra era ci hanno detto che dobbiamo correre, correre, correre e produrre. Ma correre perché, per realizzare quale obiettivo per risparmiare tempo per che cosa? Io credo sia necessario imparare a gustare ed assaporare ogni momento. Dobbiamo re imparare a stare fermi e guardarci attorno per pensare, riflettere, capire e poi agire. Godere il “durante” BELLISSIMO!

    (via fb)

  3. Maria Pia Gemelli
    25 maggio 2014 at 16:28 #

    Condivido. Soprattutto: si vuole anticipare l’ingresso alla primaria per un SOLO motivo, il motivo di SEMPRE: TAGLI alla Scuola.

    (via fb)

  4. Tina Minerva
    25 maggio 2014 at 16:29 #

    Un anno di giochi spensierati… non ritorna più!

    (via fb)

  5. Anna Brigandi
    25 maggio 2014 at 16:30 #

    “Pienamente d’accordo! Per un’educazione lenta…”

    (via fb)

  6. Rosetta Cavallo
    25 maggio 2014 at 16:31 #

    Loro non hanno la più pallida idea di cosa voglia dire abbassarsi, inclinarsi, curvarsi, farsi piccoli e innalzarsi sino all’altezza dei sentimenti dei bambini. Loro si sono semplicemente bruciati il cervello, ed è per questo che non dobbiamo permettere che ci brucino anche l’infanzia. Lottare,perseverare e credere sono le nostre uniche armi. Credere fermamente che un altro mondo e un’altra scuola sono ancora possibili.

    (via fb)

  7. Francesca Falconi
    25 maggio 2014 at 16:44 #

    Il problema non è l’età ma il nostro sistema educativo che li costringe ore dietro ad un banco ad ascoltare, se ci fosse un sistema diverso come quello montessoriano, non avrebbe nemmeno senso parlare di età

    (via fb)

  8. Matt Seawolf
    25 maggio 2014 at 16:44 #

    Ma i bambini non devono restare in una libertà quale che sia, anche se hanno pochi mesi o pochi anni. Maria Montessori ci ha insegnato che lasciare il bambino in balia della realtà così come gli si presenta (in situazioni familiari e sociali spesso davvero non soddisfacenti dei suoi bisogni), significa consegnarlo al caos: l’adulto lascia il bambino libero, ma stabilisce anche dei limiti ben precisi affinchè ci sia ordine e chiarezza sui quali il bambino costruisce la sua interiorità. E’ un periodo troppo delicato quello precedente l’educazione formale. La realtà è che fin dalla nascita i bambini e le bambine sono affidati agli adulti per la loro educazione: non esiste lasciarli fare, lasciarli essere senza un aiuto alla loro vita (che la natura d’altra parte ha previsto affidandoli all’adulto per così tanti anni durante il loro sviluppo, perchè se ne prenda cura). Il problema è che l’accesso alla scuola primaria diviene una sofferenza, un sacrificio e un grande sforzo per il bambino. Non mi sento di dire lo stesso della scuola dell’infanzia e dall’asilo nido che al meglio della loro espressione sono luoghi che sostengono la genitorialità nel periodo più importante della vita dell’uomo, da 0 a 6 anni, e con sguardo e azione competente forniscono altre e ricche opportunità e la salvaguardia di un periodo di gioco che è un fondamentale lavoro nella costruzione dell’uomo.

    (via fb)

  9. Fortunata Finocchiaro
    25 maggio 2014 at 16:45 #

    Per recuperare un anno, perché non ridurre la durata delle medie superiori portandole dai 5 ai 4 anni, allineandoci agli altri paesi europei?

    (via fb)

  10. Simone Fin
    25 maggio 2014 at 16:46 #

    https://www.youtube.com/watch?v=TVQPF3phre4

    (via fb)

  11. Annalisa Penzo
    25 maggio 2014 at 16:47 #

    Concordo pienamente

    (via fb)

  12. Anna Celeste
    25 maggio 2014 at 22:59 #

    Se i vari ministri entrassero in classe prima di sparare certe ……….bipi bip……si renderebbero conto delle cavolate che dicono. Non sanno la fatica fisica che fanno i bimbi di 5 anni a stare seduti mentre avrebbero solo voglia di giocare, non sanno che non guadagnano niente ma perdono solo la possibilità di giocare ed imparare giocando con i coetanei….

    (via fb)

  13. Marialuisa Iandoli
    25 maggio 2014 at 23:00 #

    Parole sacrosante. Li riempiamo di tutto l’inutile possibile, ma gli togliamo la dignità di “persone”, solo perché non possono difendersi da una politica di inetti che, arrivati al potere non per elezione ma per manovre di potere, credono di poter decidere della vita di chi, come i bambini,sono innocenti per definizione

    (via fb)

  14. Teresa Madia
    25 maggio 2014 at 23:01 #

    Ma questi ministri prima di parlare pensano? Secondo me lo fanno per dimostrare che fanno qualcosa senza pensare alle conseguenze

    (via fb)

  15. Vin Zo Gramegna
    25 maggio 2014 at 23:03 #

    La scuola è per i bambini e dei bambini

    (via fb)

  16. Alessandra Mori
    25 maggio 2014 at 23:07 #

    Verissimo sempre più tagli!

    (via fb)

  17. Patania Nunziata
    25 maggio 2014 at 23:08 #

    Esperienza personale riguardo l’anticipo. Non dico il nome del piccolo per correttezza. Tre anni or sono ho iniziato un nuovo ciclo : 1^ primaria. Tra gli alunni ,20 , di cui uno dei bimbi autistico, c’era lui, il mio piccolo che avrebbe compiuto i 6 anni nel mese di aprile dell’anno successivo. Si rifiutava di scrivere , rifiutava le regole di classe, trascorreva il suo tempo girando e giocando tra i banchi. Un giorno lo chiamai fuori dalla classe, gli dissi che volevo parlare con lui. Mi guardava con curiosità, C. gli dico, perchè assumi questo atteggiamento di rifiuto, se non stai attento , se non segui, rimarrai indietro; hai visto i compagnetti quanta voglia hanno di imparare? Mi guarda con un sorriso dolcissimo, come un bambino di 5 anni possiede e mi rispose: maestra, loro hanno 6 anni, io ne ho 5 e devo giocare! Rimasi senza parole….

    (via fb)

    • Paola Limone
      25 maggio 2014 at 23:10 #

      Fantastica risposta, secondo me “dentro” ha già 15 anni:-))

      (via fb)

    • Cati Taddeo
      25 maggio 2014 at 23:12 #

      Ha ragione lui! C’è un tempo per scrivere, leggere e contare ed un tempo, il suo, per giocare. No all’anticipo!

      (via fb)

  18. Nuccia Fino
    25 maggio 2014 at 23:11 #

    L’anticipo è per alcuni bambini , soprattutto primogeniti o figli unici , abbastanza faticoso e quella fatica li fa arrancare per tutto il quinquennio. Alle nostre parole di docenti, però, altri adulti non danno valore…

    (via fb)

  19. Tommasina la Rocca
    25 maggio 2014 at 23:14 #

    I bambini devono vivere la loro fase di crescita, il gioco è fondamentale per iniziare a conoscersi e a conoscere, a sviluppare le relazioni, gli affetti, i ruoli che costituiscono il fondamento per una crescita sana e armoniosa… bruciare questo periodo importantissimo vuol dire pregiudicare ogni altro discorso di crescita….

    (via fb)

  20. Emerenziana Monti
    25 maggio 2014 at 23:17 #

    Oggi crescono già troppo in fretta purtroppo. Uno psicologo in prima elementare mi aveva consigliato di passare mio figlio direttamente in seconda, visto che scolasticamente era più avanti degli altri, ma ci vuole anche la crescita psicologica giusta e la bellezza per un bambino è crescere piano e godersi ogni età, infatti non l’ho fatto.

    (via fb)

  21. Antonella Moretti
    25 maggio 2014 at 23:21 #

    Anch’io sono molto preoccupata di questa idea balzana!

    (via fb)

  22. Klara Shestani
    25 maggio 2014 at 23:22 #

    http://www.youtube.com/watch?v=SVeNeN4MoNU

  23. Loredana Appi
    25 maggio 2014 at 23:26 #

    Non si può…diamogli tempo!

    (via fb)

  24. Ligia Aquino
    25 maggio 2014 at 23:29 #

    A aceleração e a antecipação são as pragas dessa cultura desenvolvimentista e consumista.

    (L’accelerazione e l’anticipazione sono parassiti dello sviluppo e della cultura consumistica, ndr).

    (via fb)

  25. Maria Lizio
    26 maggio 2014 at 09:16 #

    Anticipare per arrivare dove?

    (via fb)

  26. Santina Camarda
    26 maggio 2014 at 09:16 #

    La ministra ha idee geniali!

    (via fb)

  27. Cristina Matarazzo
    26 maggio 2014 at 09:31 #

    D’accordo su tutti i fronti i bambini non vanno forzati hanno bisogno dei loro tempi smettiamola con questi pseudo ministri che non vivono la realtà della nostra scuola!

    (via fb)

  28. Eliana Pintus
    26 maggio 2014 at 09:32 #

    Secondo me è ingiusto forzare.

    E poi se a qualche bambino viene consigliato di entrare a cinque anni si può sempre fare. Deve essere una eccezione ma mai un obbligo. Per me è meglio a sei anni

    (via fb)

  29. Maria Donata Buquicchio
    26 maggio 2014 at 09:33 #

    Sono d’accordo. Lasciamo vivere ai bambini tutte le tappe naturali. Non sono mai entrati in una scuola primaria, quindi non sanno cosa significa. Sacrificare quei poveri piccoli.

    (via fb)

  30. Domitilla Salam
    26 maggio 2014 at 10:24 #

    Stracondivido! Spero che l’attuale ministro e i futuri ministri leggano questa lettera e che diventi vangelo prima di elaborare leggi ‘epocali’ per la scuola!

    (via fb)

  31. Marcella Amato
    26 maggio 2014 at 17:42 #

    lo penso da sempre! dopo più di 30 anni di carriera ne sono perfettamente convinta ! mai togliere un anno di giochi e spensieratezza! per correte dove poi?! non si revupers più!

    (via fb)

  32. Maria Grazia
    27 maggio 2014 at 13:36 #

    magari fosse così!
    La scuola in primis ke da troppi compiti e li affannano durante le vacanze, inoltre, x integrare, si danno da fare con uscite/scoperte fuori-porta e o conoscere il proprio paese! delle lezioni di sport non possono fare a meno! i genitori vengono spronati, non solo a far compiti pure Loro (!), ma a trovare spazi x farli “socializzare” a feste-compleanno, i moltissimi impegni di fine-anno scolastico comprese le feste e i saggi anke dei compagni… non so veramente come facciano. Sono una nonna in pensione da poco tempo e pensavo di dedicarmi di più alle mie nipotine, ma vederle sono un’impresa dalle troppe occupazioni ke hanno!
    Complimenti a qst sito “comune-info.net” davvero ottimo e “fuori” dalle solite news!

  33. marco onorati
    27 maggio 2014 at 17:36 #

    Mia mamma era maestra elementare, io un bambino abbastanza precoce (poi peggiorato col tempo) che aveva imparato a leggere da solo. Nato a febbraio avrei dovuto anticipare solo di pochi mesi ma la mamma maestra decise di no e si impose: “Lassemolo zogar, ora che el pol” (“Lasciamolo giocare, adesso che può”. Mia madre, profuga istriana, continuava a usare il suo dialetto ogni volta che poteva e che serviva). Grazie alla mamma e grazie a Rosaria Gasparro, non solo per questa riflessione.

  34. 19 luglio 2014 at 08:16 #

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