Alfabeto invalso

Dal 6 maggio fino a metà giugno è tempo di test Invalsi nelle scuole, con le proteste che crescono nelle piazze, in rete e nelle aule. Per spiegare a genitori, insegnanti e studenti cosa sono esattamente le prove Invalsi e perché non fanno bene rimandiamo a questi due articoli (“Invalsioni di campo” e “Perchè le Prove Invalsi fanno male“), di seguito un antidepressivo per chi alla scuola (e alla società) dei test, delle punizioni e della velocità preferisce quella dell’errore, della lentezza e della cooperazione

di Rosaria Gasparro*

A come ansia, come accanimento, come apprendimento da accertare

B come bene i bravi, i bes boh

C come crocette e cheating per chi copia, come codice a barre del competitivo

D come domande con distrattori

E come evita l’errore, è questa l’etica e l’educazione

F come falso o vero, fatti furbo

G come “gira la pagina quando lo dico io”, come griglia di correzione, come giudizio a modo mio

H come help non si può

I come impossibile insieme, segui le istruzioni, impara che questa non è la vita

L come lettura con cronometro, le lente lumache non ce la fanno, è solo per le lepri il traguardo

M come misurazione e merito

N come “no”da scrivere quando sbagli

O come orsù… l’ora passa

P come prove e punteggi, premi e punizioni

Q come quesiti e quadratini, questo è il quiz della qualità

R come risposte aperte e chiuse, come rendicontazione e rilevazione

S come somministrazione, come standard, come stress, come scelta multipla

T come test a tempo temuto e come testa che ho perduto

U come unica è la risposta

V come velocità e valutazione

Z come zuccone se non sai qual è la soluzione.

 

Sono in sciopero

Sono in sciopero. Fra un po’ uscirò per comprare una palla. C’è un bambino della mia classe che non ce l’ha. Non l’ha mai avuta, mi ha detto ieri. Per questo gli scappa dalle mani, non la prende, la perde. Non ha mai mangiato un cornetto col cioccolato. Non è mai stato al mare.

Oggi questo è il mio test. La prova vera, fuori da ogni standard, che il sistema educativo che riconosco, di istruzione e formazione, mi somministra attraverso un piccolo maestro di sette anni. Domande aperte per valutare il quoziente umano della sua maestra più grande.

La palla gliela porto al rientro. Anche il cornetto. E al mare ci andiamo a metà mese. Questa è la mia manifestazione di oggi. Il mio corteo solitario. L’attenzione ad un bambino e al suo bisogno normale di gioco, di conoscenza e di amore. L’attenzione alle persone è ciò che manca.

In sette anni di attività in cui hanno scoperto l’acqua calda, quanti bambini l’Invalsi ha portato al mare?

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* Maestra di una scuola pubblica. Altri suoi articoli sono qui.

L’adesione di Rosaria alla campagna di Comune-info “Ribellarsi facendo”

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DA LEGGERE

Invalsioni di campo

La scuola è abbandonata e arrivano le prove Invalsi che a colpi di crocette trasformano l’apprendimento in un codice a barre. Ma c’è chi sciopera. “Per dare valore a ogni bambino e al lavoro di ogni giorno. Per conservare il calore dell’imparare”

Ocse-Pisa: Pronti, partenza, via ai quiz a vita

A cosa servono i test Ocse-Pisa? Il livello di «competitività» in matematica, nelle scienze e nella lettura, è sotto la media in Italia. il «Programma di valutazione internazionale degli studenti» rimanda il nostro paese che resta in bassa classifica. La spesa per l’istruzione procapite tagliata dell’8% dal 2001, ma le politiche neoliberali insistono sull’aziendalizzazione della scuola.

I limiti delle prove Invalsi

Valutare una scuola con le prove Invalsi non ha senso. Alcune opinioni

Pratiche sensate di resistenza all’epidemia valutativa

Franco Lorenzoni e Roberta Passon, rivista gli Asini

 

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3 Risposte a “Alfabeto invalso”

  1. Luciana Bertinato
    6 maggio 2014 at 09:16 #

    LA LETTURA E IL CRONOMETRO. Oggi prove Invalsi nella scuola italiana: la LETTURA, il cronometro, la passione… Ecco ciò che Mario Lodi ha scritto a una mia alunna di classe seconda che ha difficoltà a leggere ma ama i libri le storie:

    Drizzona, 15 Febbraio 2014

    “Care bambine e bambini,
    grazie degli auguri.
    Sono contento che vi piace leggere.
    Leggere aiuta la fantasia e con quella potete inventare tante storie e fare dei bei disegni.
    Non so dove è andato il cane Febo, non lo abbiamo più trovato.
    Potete scrivere voi il finale e immaginare dove è finito Febo.
    A Giulia dico che i libri si possono leggere con calma e piano piano.
    Vi saluto con amicizia.
    Mario Lodi”

  2. letizia Di Blasi
    7 maggio 2015 at 22:31 #

    ma perché sono rimasta a scuola fino alle 20.00 per aiutare due mie colleghe ad inserire quelle orribili risposte? perché loro credono che il sistema invalsi (che a me ricorda “invalidi”) si debba applicare, mai segnali forti al ministero… sono rimasta perché credo ancora nella cooperazione, nel “modulo”, nella disponibilità verso le colleghe e nella condivisione che rispetta le differenti opinioni. è il mio ultimo anno di lavoro e di fatica per affrontare le abitudini becere, la passività verso gli “ordini” arrivati dall’alto, l’accettazione senza autonomia di giudizio (la stessa che cerco di insegnare ai miei alunni) e le quotidiane lamentele nei corridoi… sono una “disobbediente”, una pasionaria e ancora ribelle contro la bieca burocrazia che ci soffoca ormai da tempo! altro che semplificazione!!! siamo l’immobilismo fatto persona! dsa, bes… sigle vuote che ti fanno perdere tempo in scartoffie, mentre l’attenzione verso i bambini, quelli in carne, ossa, pensiero, emozioni, occhi grandi che si affidano, fatica ad esistere. sigle che ti fanno dire: prova invalsi NON STANDARD, quindi non verrà inserita, altrimenti abbasserebbe la media! vergogna vergogna ai ministri, che non sanno nulla della scuola e insistono a decidere riforme senza senso!!! tante cose andrebbero cambiate, aggiornate, io sto ancora scioperando anche se andrò in pensione, perché credo nella scuola, in tante colleghe (non è vero che le insegnanti sono tutte “brave”, ma non può deciderlo un dirigente/sceriffo!!!), nei ragazzi che saranno il futuro…

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