Periferia in controluce

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di Elena Risi

Non solo cronaca a San Basilio. In uno dei quartieri più “difficili” di Roma sta per partire un nuovo progetto socio-culturale, gestito da un gruppo di ragazzi che amano chiamarsi “backlight”  (controluce) e rivolto ad adolescenti tra i diciassette e i diciannove anni. “V.I.P. – Video Involves Peripheries”, è un laboratorio di video partecipativo.

L’obiettivo principale è offrire nuove conoscenze ai ragazzi a rischio di abbandono scolastico e creare un’occasione di incontro per la rielaborazione del proprio contesto sociale. Perché San Basilio? Leggendo i dati di uno degli ultimi dossier di “Save the Children”, in questo quartiere la percentuale di dispersione scolastica raggiunge addirittura il 19 per cento. Secondo questa organizzazione le ragioni che si nascondono dietro al fenomeno sono le più svariate, dalla percezione della scuola come “una perdita di tempo” alla “attrattiva esercitata da attività – anche illegali come lo spaccio – che sembrano offrire guadagno economico e soddisfazione immediati”.

Il video partecipativo non è ancora molto conosciuto in Italia, ma è molto utilizzato a livello internazionale e ha una lunga tradizione che lo vede protagonista nei contesti internazionali più disagiati già dagli anni Settanta. Da non confondere con un normale laboratorio per l’apprendimento delle tecniche video, basato normalmente su lezioni frontali secondo la logica “gerarchica” insegnante-alunno, il video partecipativo si basa su un apprendimento condiviso (partecipato appunto).

Ed è proprio questo il caso di dire che conta il viaggio e non la meta. Se nella pratica l’obiettivo finale è infatti la realizzazione di mini-documentari sulla realtà sociale in cui vivono i protagonisti, il vero scopo del video partecipativo è il processo di elaborazione dei contenuti che viene espresso dai partecipanti durante il percorso. Una sorta di messa in scena di problematiche, vizi e virtù del personale contesto sociale attraverso il filtro del proprio punto di vista.

Tra i maggiori interpreti italiani, Angelo Loy, oltre ad aver ispirato i ragazzi di  “Backlight” nella stesura del progetto, sarà supervisore durante gli incontri del laboratorio con i ragazzi. San Basilio diventerà V.I.P.?

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APPUNTAMENTO

Il 12 marzo alle 18,30  al Centro culturale Aldo Fabrizi di via Corinaldo a Roma, sarà avviato un  laboratorio sperimentale di video partecipato. Si chiama  “V.I.P.” (Video Involves Peripheries) è un progetto pensato per coinvolgere i giovani della periferia di San Basilio, cercando di  stimolare creatività e fantasia attraverso l’uso dei video autoprodotti in modo collettivo.

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