Trenta libri imperdibili della letteratura per bambini

La voce di genitori e maestri che raccontano una storia, recitano una filastrocca o la leggono ad alta voce è strumento prezioso non solo per trasmettere la passione per la lettura ma anche per immaginare mondi diversi. Da dove cominciare? Magari da alcuni classici come Robin Hood di Alexandre Dumas, Favole al telefono di Gianni Rodari e Cipì di Mario Lodi. Ecco una lista ragionata di trenta libri imperdibili. E la vostra?

 bb

di Marzia Rubega 

“Se la scintilla non scocca, niente da fare: non si leggono i classici per dovere o per rispetto, ma solo per amore”

(Italo Calvino, Perché leggere i classici)

.

Già nella primissima infanzia, la voce del genitore che recita una filastrocca, racconta una storia o la legge ad alta voce è strumento prezioso per trasmettere la passione per la lettura. Una scoperta e un piacere che si nutre del tono carezzevole e familiare dell’adulto. E proprio attraverso l’ascolto, la lettura ad alta voce, ogni bimbo può essere accompagnato a scoprire (rinnovandolo a ogni tappa della sua crescita) l’amore per i libri.

“Se a casa, un bambino ha conosciuto il gusto di ascoltare la lettura fatta dagli adulti o se gli sono state narrate fiabe e storie, a scuola si impegnerà di più per scoprire la lettura in prima persona, per riprovare quel gusto già provato”, dice Ermanno Detti, saggista e scrittore per ragazzi, nel suo libro Piccoli lettori crescono (Erickson).

Per il bimbo in età scolare, leggere insieme, in famiglia (ma anche a scuola) è un ottimo sistema per avvicinarsi ai grandi classici della letteratura per l’infanzia.

I tempi sono cambiati, i gusti e il contesto culturale ma ancora oggi i libri del passato possono ‘parlare’ al cuore dei giovani lettori. Perché affrontano temi e situazioni universali (a differenza dei libri di ‘moda’ che hanno vita breve), rivelando quella giostra di emozioni che appartiene, al di là del tempo, all’umana esistenza.

Tuttavia, non tutti i classici hanno la forza e il potere di affascinare i bambini di oggi.

Quali libri ‘non funzionano più’?

“Non vanno bene quelli scritti da autori più interessati a illustrare teorie pedagogiche che a inventare storie interessanti, più inclini ad andare nostalgicamente alla ricerca del proprio io-bambino piuttosto che, di quell’io, catturare e far rivivere piccole e grandi manifestazioni, senza indulgere a compiacimenti, sentimentalismi o moralismi” (R. Valentino Merletti, B. Tognolini, Leggimi forte, Salani).

Un altro aspetto non secondario sono le traduzioni: è importante proporre i classici in una versione fedele all’originale (senza riduzioni o adattamenti) ma attuale, vicina al linguaggio di oggi.

Le prime edizioni di celebri romanzi sono ormai datate da un punto di vista linguistico e rischierebbero di risultare incomprensibili per i più giovani. Quindi, addio all’idea di tirare fuori dalla cantina i classici ereditati dalla nonna!

Naturalmente, non c’è una ‘ricetta’ per proporre i classici: ogni bambino ha tempi, gusti e un approccio diverso alla lettura.

“Genitori, insegnanti, bibliotecari sono ‘custodi dell’immaginario’ e rendono l’esperienza della lettura diversa per ogni bambino. In base a come ha vissuto questo incontro, il giovane lettore sviluppa il suo speciale approccio”, dice Angela Articoni dell’Università di Foggia, specializzata in Letteratura per l’infanzia e creatrice di una seguitissima pagina Facebook.

Anche per questo, non è possibile (e corretto) stabilire un momento ideale e uguale per tutti, in cui invitare a prendere in mano uno specifico libro. È possibile, invece, orientarsi un po’ con l’età indicativa (spesso fornita dagli editori stessi) che non rappresenta, però, in nessun caso, una regola granitica.

La scelta del classico più ‘adatto’ cambia per ogni bambino e spetta alla sensibilità del genitore proporre quello che può incantarlo.

Per avere una mini bussola, ecco una lista ragionata di 30 classici imperdibili stilata, in parte, anche con l’aiuto dell’esperta Angela Articoni. Un viaggio nella letteratura per bambini: da “Il piccolo principe” di Antoine De Saint-Exupéry a “Un canto di Natale” di Charles Dickens, da “Favole al telefono” di Gianni Rodari a “Cipì” di Mario Lodi, da “Robin Hood” di Alexandre Dumas a “Il libro della giungla” di Rudyard Kipling, da “Alice nel paese delle meraviglie” di Lewis Carroll a “Le avventure di Pinocchio” di Carlo Collodi …. CONTINUA QUI SU NOSTROFIGLIO.IT

 

DA LEGGERE:

Una contagiosa scuola di lettura

| Scrittori diventano Piccoli Maestri di lettura. La rete si espande nelle scuole

Dimmi cosa stai leggendo

| Nei libri e nei film per bambini si insidiano sessismo e razzismo

Come si legge a un gruppo di bambini?

Per suscitare interesse, partecipazione, emozioni e senso critico dobbiamo prima di tutto provare piacere mentre leggiamo ai bambini

Social Book, biblioteche diffuse

| Se le reti di biblioteche personali incontrano altre iniziative culturali di quartiere

Il maestro Mario Lodi 

Mario Lodi, maestro, scrittore e straordinario pedagogista, è morto domenica 2 marzo. Il mestiere del maestro, diceva, non consiste solo nell’insegnare a leggere, scrivere, calcolare, ma anche nell’inventare, capire il mondo e diventare amici

Ci vuole il tempo che ci vuole “A scuola non si ride più, abbiamo dimenticato la saggezza di Gianni Rodari, come se in aula non potessero entrare la calma, un po’ di leggerezza e di allegria. Le cose non vanno meglio a casa. Almeno a scuola i bambini dovrebbero rallentare – scrive Luciana Bertinato, maestra -, imparare e fare le cose con il tempo che ci vuole, avere occasioni per parlare e ascoltare, giocare con la sabbia e le foglie, percepire i profumi e gli odori, scoprire il silenzio, cogliere le sfumature”. La ribellione ai domini della velocità, del Pil e della competitività comincia a scuola

Tags:, , ,

Nessun commento

Lascia un commento