Certo che c’è un nome, schiave

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Dalle 7 di mattina fino alle 17, in estate come in inverno, con il sole o con la grandine, a testa china e con la schiena ricurva per 20 euro al giorno, le più fortunate per 28 euro, anche se sulla busta paga c’è scritto 46. Donne migranti e non vivono in condizioni di semischiavitù nelle campagne di molti territori, a cominciare dalla Campania come racconta questo video reportage prodotto dalla Flai Cgil dal titolo “Prima dell’alba” (regia di Annalisa Perla), che difficilmente vedremo in apertura di qualche tg.

Contrariamente a quanto si pensa, racconta il documentario di sedici minuti, sono le donne a svolgere i lavori più duri, ad esempio la raccolta delle fragole. Le difficoltà aumentano per le donne migranti non regolari, le più invisibili e sfruttate, spesso vittime di violenza quando chiedono una regolarizzazione del lavoro per il permesso di soggiorno. Accade ogni giorno. Chissà se è questo il lavoro da moltiplicare con il job act.

Questo è il sito per conoscere le iniziative, come il camper dei diritti, promosse dal sindacato: Flai Cgil Campania.

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Foto tratta da http://globalprosperity.wordpress.com

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