Pane e poesia. Versi di convivialità

La poesia è un’arte del popolo per il popolo, è un elemento fondamentale di crescita dell’individuo umano, un veicolo di comunicazione pacifica e un esercizio all’ascolto. La poesia scopre il reale e crea il nuovo, partendo sempre da una profonda domanda concreta e esistenziale

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di Marzia Coronati

“L’improvvisazione poetica” scrive Dino, amante della poesia estemporanea ”è un’arte popolare conviviale della parola. Come arte è necessaria al popolo, in quanto liturgia laica garante di valori e “identità” attraverso un vettore estetico. Come popolare si trasmette per tradizione diretta fra persone nell’ambito di una comunità di pratica, una bottega sociale. Come parola crea un senso condiviso, di cui la maestria di alcuni è portavoce, favorendo una ecologia del vivere umano”.

Marco Betti da anni si cimenta nell’ottava toscana, una strofa di otto endecasillabi improvvisata in pubblico. Gli ascoltatori danno un tema e il poeta improvvisa a braccio, un esempio di comunicazione etica, la definisce Betti, e a volte anche un modo pacifico di risoluzione dei conflitti e delle divergenze di pensiero, così come accade a volte durante i contrasti, delle vere e proprie gare di versi improvvisati in cui due o più poeti sostengono la loro posizione su temi specifici. Legata alla cultura dell’oralità e praticata soprattutto presso le comunità rurali, l’ottava sopravvive ancora in Toscana e nel Lazio, ma oggi si sta via via perdendo, a causa della disgregazione della vita comunitaria. Betti e altri poeti improvvisatori si stanno occupando di farla rivivere, attraverso incontri di improvvisazione e laboratori nelle scuole.

Del rapporto tra educazione e poesia si è occupato Raffaele Mantegazza, docente associato di Pedagogia Interculturale presso la facoltà di Scienze della formazione dell’Università di Milano Bicocca.  ”La poesia scopre il reale nel momento in cui lo inventa e lo crea di nuovo, e viceversa essa mette al mondo il nuovo nel momento in cui scopre fratture, faglie, zone d’ombra in ciò che già esiste, scoprendolo al contempo come già dato e come nuovo: la verità della poesia sta nella tensione tra questi due poli” sostiene Mantegazza. Proprio per questa capacità di scoprire il reale la poesia ha un ruolo fondamentale nella crescita e nell’educazione di una persona.

Questi i temi della puntata di questa settimana di Terranave, radiotrasmissione curata da Amisnet. Ospiti della puntata: Marco Betti (poeta improvvisatore), Raffaele Mantegazza (Università di Milano Bicocca), Domenico Gamberi (Festa della poesia estemporanea di Ribolla). In redazione: Andrea Cocco.

La rubrica Lu Cuntu è a cura di Andrea Cocco Per informazioni o consigli scrivete a radioterranave@gmail.com. Per ascoltare la puntata cliccate qui
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Terranave è trasmesso da:
Radio Flash (Torino, 97.6)  giovedì 15 (replica giovedì 20,00) Radio Kairos (Bologna, 105,85)  sabato 13,00 (replica giovedì 14,30) Radio Indygesta (Web Radio) Radio Onda d’urto (Brescia, Cremona, Piacenza, 99.6) mercoledì 13,30 Radio Ciroma (Cosenza, 105,7) giovedì 17,00 Radio Onde Furlane (Udine e Gorizia) sabato 17,30 Radio Beckwith (Torino) mercoledì 14,30 (in replica domenica 13,30) Radio Gold (Alessandria) Radio Popolare Salento (Lecce, Taranto) Radio Sonar (web radio)

 

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  1. BLOG : La voce di quasi tutti - 28 marzo 2014

    […] La poesia è un’arte del popolo per il popolo, è un elemento fondamentale di crescita dell’individuo umano, un veicolo di comunicazione pacifica e un esercizio all’ascolto. La poesia scopre il reale e crea il nuovo, partendo sempre da una profonda domanda concreta e esistenziale […] […]

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