«Maestra, tu ti fidi di me?»

1796048_611768292250992_455434832_oE’ ricreazione a abbiamo appena interrotto la nostra conversazione sulla fiducia. Ci eravamo fidati della primavera appena arrivata. Dovevamo uscire a guardare gli alberi in fiore e invece piove e fa freddo. «Di marzo non c’è da fidarsi» dice M. «E’ capriccioso, c’è il sole e prendi l’ombrello».

«E voi in chi avete fiducia?» chiedo guardandoli uno per uno, e già sento che questo è l’atteso imprevisto che ci porterà dove non sappiamo. «Io mi fido di tutti» dice S. e altri annuiscono. Solo in quattro dicono di non fidarsi, ma poi fanno la loro lista di persone a cui si affidano mettendoci dentro anche il cane.

Si fidano dei genitori, dei nonni, delle maestre e degli amici. Di quelli che mantengono le promesse. «Come mia zia» dice R. «E come te, maestra, che mantieni le promesse e dimentichi le punizioni».

Si fidano di chi sentono vicini, quelli che capiscono, che aiutano. Quelli che prestano le penne, la colla, i colori. Che danno la colazione se sei senza. Che dicono come fare il compito se non l’hai capito. Che ti coprono quando fai qualcosa di brutto, che non accusano.

S. si fida della sua fidanzatina. E tutti ridono e alzano le mani. «Anch’io, anch’io… ». «Io no, perché non ce l’ho» dice serio serio S. Si fidano degli adulti e dei bambini che sono buoni e non fanno mai del male. Delle persone su cui possono contare e che non tradiscono. Delle persone che dicono sempre la verità. Delle persone che incoraggiano e danno sicurezza.

Si fidano di sé stessi. A volte la perdono quando non sanno fare qualcosa, quando si sentono incapaci, quando fanno qualcosa di male. Per fortuna, la fiducia ritorna sempre. Non sanno come e da dove viene.

«La fiducia è dentro di me» dice F. «No, è anche fuori» ribatte P. «E’ dentro di noi ma è anche fuori» conclude sicura M. «La fiducia è come il sole di marzo, sole che splende sole che scompare… si nasconde ma c’è sempre… basta aspettare e come una rondine ritorna» dicono D. che ama le anafore e L. che cerca le somiglianze.

La fiducia negli altri spesso si rompe, quando litighiamo, quando ci sentiamo delusi e traditi. Ma il miracolo si ripete e la fiducia ritorna appena facciamo pace. L’importante è avere qualcuno su cui contare.

«Sì, certo che mi fido te» rispondo a F. che se ne va con un sorriso. Credo in te e nei tuoi compagni – avrei voluto continuare. Un atto di fede totale in voi bambini, unici veri uguali e distinti. Una fiducia incondizionata, reciproca, che crea il nostro legame di comunità. Il nostro affidarsi al domani che è già qui. La nostra promessa di futuro, su quel qualcosa che accadrà. Il dispositivo naturale del mio essere maestra, il credito che mi gioco ogni giorno. Che si esaurisce e si rinnova, si espande. Sperimenta fallimenti e sconfitte e mi rimette in piedi, la fiducia. Si mantiene da sé, smisurata e misteriosa. Una forza piena di grazia che attraversa gli errori e le cadute ed apre al possibile, al nuovo. Espressione superiore dell’impegno e della speranza che mi fa innamorare di tutto, procedendo nelle conoscenze. Che mi trascende, mi struttura e mi mette in movimento per svegliare le capacità e i valori dormienti. Perché insegnare è aspettare con scienza e coscienza il prodigio del giorno.

Ogni giorno scompongo la mia fiducia, la perdo e la rifondo nei piccoli gesti, negli sguardi timidi, nelle tenerezze, negli “scusa”, nei “non so”, nei bronci, nel perdono, nel daccapo, nel noi. Credo in me e credo in voi. So che comunque andrà faremo bene, il nostro meglio, il nostro possibile. Non importa se nessuno certificherà il nostro traguardo.

Conforme a questa fede voglio vivere. Con l’intelligenza del cuore.

Massima fiducia nel mio sociale più prossimo – i bambini – a cui va il mio “sì” senza riserve, soprattutto quando non ce la fanno, perché allora vale tutto il merito possibile la pedagogia del coraggio con il suo gioco d’azzardo di puntare su chi perde.  Sfiducia piena nell’istituzionale più lontano per manifesta incapacità di discernimento di ciò che vale.

 

Rosaria Gasparro, maestra

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  1. BLOG : La voce di quasi tutti - 26 marzo 2014

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