Come si legge a un gruppo di bambini?

teaintervista a Giorgia Golfetto

Non è mai semplice stare dall’altra parte della barricata. Se la “barricata”, poi, è formata da un gruppo di personcine esigenti e vivaci, che ti osservano con gli occhi curiosi e la lingua lunga, allora la faccenda si complica ancor più. Qual è il segreto per leggere e conquistare un gruppo di bambini sconosciuti? Come si fa a tenere viva l’attenzione, a suscitare interesse e partecipazione, a emozionare i piccoli ascoltatori? Ne parliamo con una professionista del mondo della lettura ad alta voce e dell’educazione alla lettura: Giorgia Golfetto, dottore di ricerca in Scienze pedagogiche, dell’educazione e della formazione, educatrice e formatrice.

Quali “doti” personali e competenze bisogna avere per leggere a un gruppo di bambini?

“Le lettura ad alta voce è una pratica in cui le emozioni si trasmettono immediatamente sul filo delle parole e dei gesti, dunque mi sento di dire che l’unica ‘dote’ indispensabile è quella di provare piacere mentre leggiamo e mentre leggiamo una determinata storia. Viceversa, non riusciremmo a trasmettere emozioni positive e a coinvolgere i bambini. Di competenze ce ne sono molte e si possono conquistare con la formazione e l’allenamento: abilità narrative, gestione del gruppo, uso della voce e del corpo…”.

Come va usata la voce? Quali accorgimenti vanno presi?

“La voce è uno strumento musicale e come tale va usato. Va conosciuto, allenato e fatto suonare a seconda del tipo di storia, della prosa o della poesia, del discorso diretto ed indiretto, dell’età dei bambini, del luogo in cui avviene la lettura. Importante è comunque sapere che la voce non lavora da sola, ma bisogna saper gestire tutta la camunicazione non verbale: tonalità, mimica facciale, postura, gestualità”.

Con quali criteri si scelgono i libri adatti?

“È bene che un lettore scelga e legga un libro che piace prima di tutto a lui, in questo modo riuscirà ad essere comunicativo ed efficace. Per scegliere i libri è importante vederne e leggerne molti, frequentare biblioteche e librerie specializzate, farsi dare buoni consigli, andare ad ascoltare qualcun altro che legge, tenersi informati nelle riviste e nei siti dedicati alla letteratura per l’infanzia. I buoni libri hanno una loro ‘anima’ e se la sappiamo cogliere avremo già delle idee su come leggerli ad alta voce e animarli”.

Come è meglio suddividere le fasce di età dei piccoli ascoltatori?

“Non sono favorevole a distinzioni nette, però le letture funzionano meglio se i bambini che partecipano sono omogenei per fascia di età, a partire da i 9 mesi circa (ma anche prima!). Per la prima fascia possiamo considerare bambini fino ad un massimo di 18 mesi, poi via via crescendo. Più che la distinzione per età, mi pare importante sottolineare l’importanza di gruppi piccoli (5-10 bambini se molto piccoli, 10-15 se più grandicelli) e la presenza e partecipazione dei genitori, soprattutto per i bebè sotto i 3 anni”.

Qual è il modo migliore per rompere il ghiaccio?

“L’accoglienza è fondamentale. Ogni lettore può trovare il proprio modo, l’importante è creare una situazione che ‘traghetti’ il bambino dalla realtà alla dimensione della storia fantastica: una formula magica, una poesia, una canzone, un saluto speciale, qualcosa che in ogni caso sia calzato a pennello sul lettore, in modo tale che i bambini lo conoscano fin dai primi sguardi. La posizione fa la differenza, sia all’interno della stanza (evitare distrazioni), sia rispetto a chi ascolta (comunque “a misura” di bambino)”.

Quali errori è bene non commettere durante la lettura?

“Nessun errore è irreparabile! Comunque… …spegnere almeno il proprio cellulare, cerca persone, tablet o altra diavoleria elettronica! …non portare con sé solo lo stretto necessario: meglio avere sempre qualche storia in più, per poter scegliere che cosa leggere anche in itinere, in base al gruppo, all’attenzione, ai gusti, alle proprie sensazioni di lettore. …non pensare ‘sono stato un cattivo lettore’ perché tutto non era sotto controllo: i gruppi sono sempre molto diversi l’uno dall’altro e le condizioni di lettura anche. Strada facendo si impara che i bambini hanno un modo molto creativo di conoscere i libri, per noi adulti quasi ‘anarchico’! È un gioco, dobbiamo giocare anche noi!”.

Con i bambini piccoli, di 2-3 anni, ci sono dei “trucchi” per farsi ascoltare e tenere viva la loro attenzione?

“Più siamo noi stessi e animiamo la lettura con elementi che esprimono la nostra personalità e le nostre qualità (es.: chi ama cantare, proverà ad armonizzare alcune frasi/versi di un testo; chi è bravo a fare le voci, proverà a caratterizzare bene i personaggi; chi ha capacità artistiche costruirà qualche semplice complemento di scena per la lettura) più i bimbi saranno attratti da ciò che facciamo. I bambini molto piccoli amano interagire con l’oggetto libro (toccare le illustrazioni, i buchi, le alette), si sorprendono con i gesti ampi di apertura, chiusura e svolta delle pagine, ascoltano volentieri frasi ritmate e ripetute”.

È bene alternare la lettura a momenti di pausa, di osservazione autonoma dei libri, di scambio di opinione sui libri?

“A me piace molto e lo trovo un modo per conoscere il mondo dei bambini e le modalità attraverso cui loro entrano in contatto con i libri e le storie. È interessante e utile per ‘sintonizzarsi’ con i bambini utilizzare le lettura come uno strumento per interagire, conoscersi, dialogare. Secondo me questo è parte integrante dell’animare un libro e di quella che è definita lettura dialogica”.

Come comportarsi se i bambini non seguono, si alzano, interrompono la lettura con domande, sono rumorosi ecc.?

“I motivi per cui i bambini possono avere tali comportamenti sono i più vari e possono dipendere dal loro carattere, dalla giornata o dal momento specifico (magari sono solo stanchi) o da alcune modalità del lettore che non favoriscono il coinvolgimento. Non tutto è controllabile da noi, ma bisognerebbe cercare di interpretare i segnali dei bambini con un po’ di intuito e agire di conseguenza. Io cerco spesso di valorizzarli, di fali venire vicino a me come “aiutanti”, di chiamarli per nome e farli partecipare in modo più diretto alla storia”.

Come si conclude in maniera appropriata un’attività di lettura di gruppo?

“Senza fuochi d’artificio o effetti speciali… però una nostra specialità può funzionare: una brevissima storia che ci piace molto, una filastrocca, un saluto speciale. Oppure anche semplicemente un “ciao” detto con gioia ed affetto per i bambini che hanno partecipato alla lettura!”.

 

Per chiudere in bellezza, abbiamo chiesto a Giorgia di indicarci i suoi 10 libri per bambini del cuore, quelli che legge sempre con piacere e che fanno parte della sua valigia del lettore.

“I libri che seguono mi accompagnano in tutte le letture, li ho sempre in borsa, e non sono gli unici. Di alcuni si potrebbe dire che non sembrano adatti alla lettura ad alta voce (es.: La mamma, I puntini rossi), ma io ci gioco moltissimo e faccio interagire tanto i bambini piccolissimi e vedo che funzionano sia con loro che con i genitori!

– Bruno Tognolini, Antonella Abbatiello, TIRITERE, Franco Cosimo Panini, 2008.

– Stefano Bordiglioni, Chiara Carminati, Pietro Formentini, Roberto Piumini, Giusi Quarenghi, BrunoTognolini, Antonella Abbatiello, GOCCE DI VOCE. Fatatrac, 2006.

– Gianni Rodari, Sergio Endrigo, Altan, CI VUOLE UN FIORE, Gallucci, 2003.

– Mem Fox, Helen Oxembury, DIECI DITA ALLE MANI, DIECI DITA AI PIEDINI, Il Castoro, 2009.

– Antonella Abbatiello, LA COSA PIÙ IMPORTANTE, Fatatrac, 1998.

– Philip C. Stead, Helen E. Stead, IL RAFFREDDORE DI AMOS PERBACCO, Babalibri, 2011.

– Altan, I PUNTINI ROSSI, EL, 1999.

– Maria Enrica Agostinelli, SEMBRA QUESTO SEMBRA QUELLO, Salani, 2006.

– Alessandro Sanna, LA MAMMA, Emme edizioni, 2011.

– Jutta Bauer, URLO DI MAMMA, Nord.Sud, 2002.

 

Giorgia Golfetto con le sue attività promuove il progetto nazionale Nati per Leggere ed è membro del Coordinamento regionale “Nati per Leggere in Veneto”. Fa parte di “Leggereperleggere”, gruppo di lettori professionisti in Veneto, che riunisce persone, associazioni e altre realtà di gruppo che con passione e professionalità promuovono il libro e la lettura.

Fa parte del consiglio direttivo dell’Associazione culturale “La Scuola del Fare” di Castelfranco Veneto (Tv).

 

Fonte: Milkbook

Milkbook promuove la lettura ad alta voce ai bambini attraverso libri di carta e digitali. Come? Scegliendo prodotti di qualità e rendendo la lettura una piacevole routine. Perché il nome Milkbook? Perché i libri danno nutrimento, sono gustosi come il latte materno, aiutano a crescere e regalano sorrisi ai bambini di tutte le età.

 

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