Il cestino di Cappuccetto rosso

A Milano i bambini potranno portare a casa il cibo avanzato. Il resto degli sprechi alimentari delle mense (8,6 tonnellate di cibo al giorno) andranno a poveri e anziani.

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È questa la  triplice strategia messa in atto da Milano Ristorazione per combattere gli sprechi alimentari ed evitare che ogni giorno quasi 9 le tonnellate di cibo che nelle scuole non si consumano o nemmeno ci arrivano finiscano così belle dritte nella spazzatura

Doggy Bag – Tra le iniziative in programma spicca quella di far portare a casa ai bambini delle scuole milanesi frutta, pane, dolcetti e tutti quegli alimenti facilmente conservabili avanzati in mensa a pranzo. La cosiddetta “Doggy bag”, tanto cara, da secoli, agli statunitensi: una borsa di carta con cui si porta via il cibo avanzato al ristorante. L’iniziativa è stata annunciata dalla presidente della società Gabriella Iacono nella seduta congiunta delle commissioni Educazione e Partecipate a Palazzo Marino.

Lo scopo è quello di combattere lo spreco del cibo e non solo. Da Milano Ristorazione spiegano che ci sono sempre più famiglie in difficoltà economiche e bambini per i quali il pranzo in mensa è addirittura l’unico pasto completo della giornata. È per questo che portare a casa il cibo che non si mangia è un piccolo aiuto in più.

Cibo ai senza tetto –Un’altra iniziativa di MiRi all’interno del progetto di contenimento degli sprechi è quella che partirà giovedì prossimo in collaborazione con l’associazione City Angels alla quale verranno consegnati gli alimenti rimanenti nelle scuole per essere distribuirti ai senza tetto presso una nuova struttura di accoglienza con cento ospiti realizzata in uno dei locali di via Pollini sottratti alle mafie.

 “Stiamo studiando altre iniziative, per adesso limitate agli alimenti facilmente conservabili – ha detto la presidente di Milano Ristorazione, Gabriella Iacono – Nuove buone pratiche da aggiungere alla raccolta che ogni giorno Siticibo fa in un centinaio di scuole della città, dove i volontari del Banco Alimentare ritirano frutta e pane”.

Il Comune di Milano si impegna, dunque, a distribuire tutto questo ben di Dio tra quelle 2300 persone che sono a rischio povertà, ma senza dimenticare la categoria degli anziani a cui è dedicata la terza parte del progetto.

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Anziani – Le singole scuole adotteranno degli anziani. Il comune ha infatti scelto 500 persone povere che prendono il sussidio economico. L’assessore al Welfare Pierfrancesco Majorino spiega: “Abbiamo individuato un primo gruppo di circa 500 anziani, ultrasessantenni, che potranno fare riferimento alla scuola più vicina per ritirare i pasti in eccedenza che verranno raccolti nei cestini a fine pranzo”. “Ma sono tutte persone autosufficienti e con buone capacità di relazione — conclude l’assessore — . Bisogna pensare al contesto scolastico e a non turbare i bambini, perché diventi un’esperienza di solidarietà diretta, concreta e positiva. Il tutto con un’associazione del terzo settore o i custodi sociali a seguire materialmente tutte le fasi dell’operazione”.

Milano senza sprechi e solidale, dunque, speriamo che altre città e altre scuole prendano esempio.

Fonte: greenme.it

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