Il mio maestro è Geppetto bizzarro

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Una scuola pubblica che rivaluta il sapere fare, dove l’imparare facendo insieme è già un modo per costruire una società diversa, dove teoria e pratica non sono divisi con l’accetta, dove a condividere i saperi non sono soltanto gli insegnanti tradizionali, dove il riciclo e il riuso diventano pratiche quotidiane. Fantascienza? No, come dimostrano gli alunni e le alunne della quarta e della quinta elementare della scuola Gandhi (difficile trovare un nome più adeguato per iniziative di questo tipo…), quartiere San Basilio, periferia est di Roma. Nelle scorse settimane insieme ai loro insegnanti e a Stefano, falegname noto come Geppetto bizzarro – che molti in questo pezzo della città conoscono per le sue partecipazioni alle azioni di guerrilla gardening -, hanno trasformato le proprie classi in allegri laboratori di falegnameria.

Così, ad esempio, la carta vetrata è diventata per una volta importante come i fogli di carta sui cui disegnare e scrivere o i libri da leggere e studiare che normalmente affollano zaini e aule.

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Come dimostrano questa foto sperimentare le prorie abilità manuali e l’utilizzo di attrezzi e viti può essere un modo – per dirla con Noam Chomsky (guarda la videointervista Il vero significato dell’istruzione) – di fare dell’apprendere prima di tutto un’arte con cui indagare e creare il mondo. Chi lo ha detto che la scuola deve essere solo un non-luogo per test e una triste palestra di meritocrazia?

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Il corso di ri-uso sociale del legno alla scuola Gandhi è stato una buona occasione, tra le altre cose, per prendere visione delle realtà, a cominciare ad esempio dal tema dei rifiuti, e per imaparare a trasformarla con pazienza insieme agli altri. Cosa sono i rifiuti? Perché sono un problema? Come possiamo gestirlo? Come possiamo dare un volto concreto e collettivo alla riduzione dei rifiuti alla fonte, alla raccolta differenziata, al riuso e riciclo? Domande tutt’altro che astratte e inutili.

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Teoria e pratica, alla lavagna e per terra, si sono rivelate strumenti con i quali è possibile fare subito una scuola diversa, con cui costruire relazioni differenti con gli altri e con l’ambiente.

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Naturalmente laboratori di questo tipo sono anche una grande opportunità per cambiamenti immediati, ad esempio, per avere finalmente a disposizione un separatore in legno riciclato per la raccolta differenziata di carta e plastica.

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Non è un caso se Stefano e molti insegnanti hanno aderito alla campagna di Comune-info “Ribellarsi facendo”. L’adesione di, Geppetto bizzaro è qui.

 

DA LEGGERE

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| Pane e olio a merenda, orto-sinergico, recupero dei saperi: accade nel salernitano

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La gioia di educare. Il maestro Zavalloni

|Per una scuola che sappia riscoprire manualità e contatto con la terra

Meritocrazia? No, grazie

| Esalta individualismo e competizione, meglio ragionare di uguaglianza

Apprendere il mondo. Oltre i libri

L’audiodocumentario «I libri non bastano» Radio Rai3, con Esteva, Lanciano, Tonucci…

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  1. BLOG : La voce di quasi tutti - 18 febbraio 2014

    […] Una scuola pubblica che rivaluta il sapere fare, dove l’imparare facendo insieme è già un modo per costruire una società diversa, dove teoria e pratica non sono divisi con l’accetta, dove a condividere i saperi non sono soltanto gli insegnanti tradizionali […] […]

  2. ValderaSolidale » CONVERSIONE ECOLOGICA E COMUNITA’ - 2 gennaio 2015

    […] ostina a mettere in comune i suoi saperi di artigiano a grandi e piccoli della periferia di Roma. Qui un articolo su come l’arte del riciclo può trasformare scuole e relazioni […]

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