Apprendere per creare

ridef

Si chiama Rencontre internationale des educateirs Freinet e si svolge ogni due anni, ma è più nota come Ridef e raccoglie insegnanti ed educatori di tutto il mondo che si scambiano tecniche didattiche e pratiche educative in cui al centro c’è il protagonismo e la cratività dei bambini e delle bambine. La prossima Ridef si svolge in Italia, dal 21 al 3o luglio 2014, a Reggio Emilia, e si intitola “Abitare insieme le città delle bambine e dei bambini“.

“La Ridef è un crocicchio di culture, di lingue, di paesi, di tradizioni scolastiche, di volti e di gruppi che si incontrano nell’arco di dieci giorni intensi – scrivono quelli del Movimento di cooperazione ecudcativa (fondato da Freinet) – in cui esigenze formative di giovani insegnanti e pratica di ricerca-azione devono combinarsi e convivere alla luce delle invarianti della pedagogia Freinet: l’espressione-comunicazione, il tatonnement, l’adeguamento dell’insegnamento all’apprendimento, il metodo naturale, la co-costruzione di conoscenze, la festa, l’incontro, l’intercultura come asse del lavoro educativo”.

Di seguito il video di presentazione della Ridef e alcuni link per approfondire.

http://www.ridefitalia.org/

http://www.mce-fimem.it/home.html

http://www.facebook.com/events/1446247648934492/

DA LEGGERE

Il “Ribellarsi facendo” spiegato ai bambini 

“Ribellarsi facendo” non è solo il titolo della campagna promossa da Comune. Prima di tutto è un mondo che vogliamo raccontare, accompagnare e difendere insieme ai molti e molte, bambini e ragazzi inclusi. Un mondo diverso fatto, ad esempio, di autogestione, di cose messe in comune, di conflitti gestiti, di città e scuole a misura di bambino e di bambina, di rabbia e di affetto, di forme nuove di apprendimento e, soprattutto, di cooperazione.

La città senza orologi

| Città e bambini: il cambiamento è prima di tutto riappropriazione del tempo

Ci vuole il tempo che ci vuole

“A scuola non si ride più, abbiamo dimenticato la saggezza di Gianni Rodari, come se in aula non potessero entrare la calma, un po’ di leggerezza e di allegria. Le cose non vanno meglio a casa. Almeno a scuola i bambini dovrebbero rallentare – scrive Luciana Bertinato, maestra -, imparare e fare le cose con il tempo che ci vuole, avere occasioni per parlare e ascoltare, giocare con la sabbia e le foglie, percepire i profumi e gli odori, scoprire il silenzio, cogliere le sfumature”. La ribellione ai domini della velocità, del Pil e della competitività comincia a scuola

La gioia di educare. Il maestro Zavalloni

Per una scuola che sappia riscoprire manualità e contatto con la terra

Una Casa delle arti e del gioco per tutti

C’è una Casa dedicata alla pedagogia e al pensiero del maestro Mario-Lodi

Un apprendimento diverso al centro

Niente voti, appprendimento individualizzato, decisioni per consenso, passeggiate ed eplorazioni nel parco, pochi libri di testo, laboratori di musica e cucina, coinvolgimento dei genitori. Accade in una scuola di Torino

Cosa bolle nelle nostre pentole?

Le buone ragioni per giocare con vecchie pentole e scarti da cucina

L’educazione sottosopra

Incontro della Rete di cooperazione educativa “C’è speranza se questo accade…”

 

Le buone ragioni per giocare con vecchie pentole e scarti da cucina

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