Questo non Mi piace

Il web non è un luogo neutrale, il pericolo non si limita solo al problema dell'”adescamento pedofilo”, per crescere i bambini hanno bisogno di movimento e relazioni vere. Detto questo, uno dei nuovi riti di passaggio sembra oggi il momento, tra fine delle elementari e inizio della scuola media, nel quale  “tutti devono avere” non un semplice telefonino, ma uno smartphone e dunque affidarsi a facebook e la sua soffocante invadenza. “Il punto non deve essere demonizzare – dicono quelli dell’associazione dell’Oltrarno di Fiorenze, in gran parte genitori che promuovono iniziative sociali in un giardino del quartiere San Frediano – Ma come fare a mantenere viva una scintilla di libertà?”. C’è qualcuno che ha idee e pratiche da mettere in comune su questi temi?

sm

di Associazione Amici del Nidiaci in Oltrarno Onlus di Firenze*

Siamo un’associazione dell’Oltrarno fiorentino, con un po’ più di cento soci. Oltre a gestire un giardino per i bambini del quartiere, grazie a una convenzione con il Comune, siamo presenti in tutto il quartiere con molte iniziative.

I nostri soci sono per la maggior parte genitori di bambini che frequentano le scuole dell’infanzia ed elementari dell’Oltrarno. In quanto tali, ci troviamo o ci troveremo tutti ad affrontare una questione importante: il momento, tra fine delle elementari e inizio della scuola media, in cui “tutti devono avere” non un semplice telefonino, ma uno smartphone. Cioè in pratica il momento in cui saranno arruolati a tempo pieno nel grande dispositivo che si chiama attualmente soprattutto facebook, anche se le singole ditte vengono e vanno.

Non si tratta di uno “strumento neutrale”, ma di un dispositivo costruito dalle migliori menti del mondo per ottenere una sorveglianza totale sulle vite degli esseri umani del pianeta. I pericoli non si limitano quindi solo al problema, relativo, dell'”adescamento pedofilo”, ma riguardano tutto il complesso dell’esistenza. E’ una cosa che le famiglie hanno bisogno di capire; ma il semplice proibizionismo da parte della famiglia “eccentrica” che isola i figli risentiti dal flusso delle cose divertenti, non può certo funzionare. Per questo, un progetto deve essere collettivo, deve coinvolgere diverse famiglie insieme nelle stesse classi, e se possibile anche le scuole.

Il punto non deve essere demonizzare, perché siamo di fronte a forze di portata storica e la nostra associazione è costituita da famiglie del tutto “normali”, persone comuni, che magari vanno anche loro su facebook. Si tratta piuttosto di rendere scaltri, di far capire ai genitori prima ancora che ai bambini il motivo per cui vengono indotti a lavorare gratuitamente per le multinazionali informatiche; e di far capire che ogni cosa che possono “postare”, in un momento di esuberanza, potrà essere usata contro di loro da chiunque, ovunque e anche in un futuro lontano. Di gente la cui reputazione viene rovinata per sempre, o che perde il lavoro, a causa di un clic di troppo, sono piene le cronache.

Occorre mantenere viva una scintilla di libertà, di diritto al segreto e all’incoerenza, contro la personalità trasparente che questi media impongono: a questo proposito segnaliamo lo splendido testo del Collettivo Ippolita, “Nell’acquario di Facebook“. Questo è il problema, e non è da poco.

Ma esiste qualcuno che ci abbia lavorato o abbia voglia di lavorarci? Qualcuno in grado di parlarne, non solo con competenza tecnica, ma anche con la capacità di comunicare al di fuori della cerchia dei “tecnici”? Se si, si faccia vivo e costruiamo insieme un progetto concreto.

 

L’Amici del Nidiaci in Oltrarno Onlus di Firenze è un’associazione di un centinaio di abitanti che gestisce lo storico giardino locale del Nidiaci del rione di San Frediano. L’associazione promuove iniziative sociali per affrontare insieme piccoli e grandi problemi, a cominciare da quelli del rione, analoghi a quelli di molti quartieri, ovvero impoverimento, gentrification, sfratti e collasso delle istituzioni. Tuttavia, qui convivono felicemente artigiani, migranti dal Senegal e musicisti americani, si diffondono vecchi e nuovi saperi e pratiche di decrescita e voglia di partecipare. Questo è il blog dell’associazione: http://nidiaci.blogspot.it/.

 

*Associazione Amici del Nidiaci in Oltrarno Onlus

giardinonidiaci@gmail.com – tel. 349 157 52 38

 

DA LEGGERE:

Fantastico! Lavori e non te ne accorgi

| Sette argomenti per capire le ragioni del reddito di cittadinanza

Il bambino cresce nella decrescita…

|…nel consumismo ingrassa. Una brillante analisi di un ex pubblicitario sull’educare

La gioia di educare. Il maestro Zavalloni

| Per una scuola che sappia riscoprire manualità e contatto con la terra

Bambini senza schermo

| Appello di un maestro: i bambini hanno bisogno di un modo vero

 

Tags:, ,

1 risposta a “Questo non Mi piace”

  1. lilli
    9 gennaio 2014 at 09:58 #

    link sbagliato, quello giusto:
    http://nidiaci.blogspot.it/

Lascia un commento