Gli abbiamo rubato pure la creatività

1395175_10202434116283154_973201993_nI bambini di oggi hanno perso rispetto ai loro genitori e nonni un dono importante, la creatività. La causa? Sono impegnati in troppe attività organizzate, strutturate e supervisionate dagli adulti e non possono giocare liberamente tra loro, specie fuori casa. Lo spiega lo psicologo Peter Gray del Boston College citando i dati di un recente studio pubblicato in Virginia. I dati indicano che i bimbi sono divenuti emotivamente meno espressivi, meno energici, meno loquaci, dotati di minore senso dell’umorismo e immaginazione, meno vitali e non convenzionali, meno capaci di collegare tra loro cose apparentemente irrilevanti e anche di vedere le cose da una prospettiva differente. In crisi è soprattutto l’indice di elaborazione creativa’, che testa la capacità di partire da una certa idea e creare da quella qualcosa di nuovo.

Secondo Gray i bambini – stretti tra mille attività scolastiche e non – ”pagano la mancanza di tempo per annoiarsi, o per avere la libertà di coltivare hobby o immergersi in avventure di loro creazione… Stiamo privando sempre di più i bambini dell’opportunità di inventarsi da soli i propri giochi e avventure”. Basti pensare anche solo alle feste di compleanno: oggi è popolare l’uso degli animatori che intrattengono gli amichetti del festeggiato e gli organizzano i giochi. Ma questo non sarebbe necessario perché i bambini sono capaci di divertirsi da soli se lasciati liberi di farlo.

 

Fonte: Ansa (l’articolo completo è qui).

Foto: Slurpattack a Nonsoloungiardino, Spazio Ludico Urbano a Responsabilità Partecipata autoprodotto da un gruppo di abitanti – adulti, bambini e bambine -, di Firenze che, per cambiare le cose, non hanno atteso il loro sindaco. (Slurptruppen)

DA LEGGERE

Quel che resta del gioco

| La mercificazione ha aggredito ovunque l’arte del gioco: i giocattoli sono diventati personaggi con storie e caratteri già definiti. I bambini hanno sempre meno possibilità di smontare e riassemblare, possono agire esclusivamente in funzione di proprietari, non di creatori

Il “Ribellarsi facendo” spiegato ai bambini 

“Ribellarsi facendo” non è solo il titolo della campagna promossa da ‘Comune’. Prima di tutto è un mondo che vogliamo raccontare, accompagnare e difendere insieme ai molti e molte, bambini e ragazzi inclusi. Un mondo diverso fatto, ad esempio, di autogestione, di cose messe in comune, di conflitti gestiti, di città e scuole a misura di bambino e di bambina, di rabbia e di affetto, di forme nuove di apprendimento e di gioco e, soprattutto, di cooperazione.

Ci vuole il tempo che ci vuole

| A scuola i bambini dovrebbero rallentare, tra allegria e cooperazione

Un apprendimento diverso al centro

L’arte di essere bambini e bambine 

Il bambino cresce nella decrescita…

Bambini che soffrono di enciclopedite

Tags:, ,

Nessun commento

Lascia un commento