E a Roma saltò fuori un lago

A largo Preneste, Roma est, c’è un lago. Sì, un vero lago, emerso da qualche anno, ma pochissimi romani lo conoscono. “Naturalmente” è a rischio di cementificazione. Cosa rende straordinario questo specchio di acqua e vegetazione? Le sue dimensioni, certo, diecimila metri quadrati, e il fatto che sia perfino balneabile, ma soprattutto che da oltre un mese un quartiere intero si è messo in testa che quel lago è un bene comune, ed è giusto che tutti lo conoscano per poterne godere. E così si creano dei belvedere per ammirarlo, si va nelle scuole per raccontarlo ai bambini, persone comuni si mettono in strada a diffondere volantini. Un lago di tutti che un piccolo quotidiano web come Comune-info ha immerso in un fiume di comunicazione che sta dilagando. Seguiteci con la newsletter, cliccate qui   

lag

di Giulia Barra

A largo Preneste, Roma est, c’è un lago. Si, proprio un lago. Lo sanno in pochi, anche tra quelli che abitano a pochi metri da lì. Il lago è dietro il Parco delle Energie, dietro gli edifici dismessi da tempo della Ex Fabbrica Snia. Dietro il lungo e monotono muro che costeggia via di Portonaccio, per intenderci. Insomma, questo lago è “dietro”. E infatti nessuno lo conosce. O meglio, nessuno lo conosceva: da oltre un mese un quartiere intero si è messo in testa che quel lago è di tutti, ed è giusto che tutti lo conoscano per poterne godere. E così si creano belvedere per ammirarlo, si va nelle scuole per raccontarlo ai bambini, si svolantina con qualsiasi condizione atmosferica, ognuno come può, ragazzi di centri sociali e associazioni, gente comune, e pure giornalai e benzinai, raccontano e diffondono questa scoperta.

Una bella scoperta, perché non parliamo di una pozza stagnante, ma di un lago vivo vero, connesso alla falda che ne rigenera le acque in continuazione. E di un lago grande: quasi diecimila metri quadri. Basti pensare che è più grande di quello ben più noto di Villa Borghese, e che alcuni prodi del quartiere l’hanno attraversato in canoa.

La storia della sua nascita è intrigante: il proprietario dell’area negli anni Novanta fa carte false (nel vero senso della parola) per costruire sull’area un centro commerciale, scava scava per fare i piani interrati di parcheggio (un classico dei megasupermarket) e per caso, guarda un po’, incontra la falda acquifera (forse il nome di via dell’Acqua Bullicante non è stato scelto a caso), che riprende possesso dello scavo illegittimo effettuato. Anche grazie all’acqua stessa, la situazione illecita viene alla luce e si blocca tutto. In questi vent’anni la natura, in barba agli scheletri di cemento del centro commerciale ancora presenti, si riappropria di questo angolo di città stranamente non ancora asfaltato e decide di regalare al quartiere un piccolo paradiso: intorno al lago la vegetazione si scatena, diventando casa di animali protetti, a cominciare dai germani reali, mentre nel lago non si faticano a intravedere pesci e libellule. Qualcuno, sorridendo, ha detto: “Il lago è vivo, e lotta insieme a noi”.

lag2Dopo questi vent’anni, intervallati da ulteriori tentativi di speculazione (risparmiamo ad esempio il racconto del tentativo di portare una mega struttura per i mondiali di nuoto), il simpatico proprietario (Antonio Pulcini, noto per le inchieste di Report sulle speculazioni romane) nel 2012 ritenta la fortuna, presentando un nuovo progetto per l’area: quattro torri di trenta piani, ovvero 106 metri l’una. Del lago, ovviamente, neanche l’ombra. Il bando si chiamava Relitti Urbani, un bando per “riqualificare” aree industriali dismesse, con ovviamente annessi e connessi premi di cubatura collegati al Piano Casa. Il progetto nello stesso anno supera il primo scoglio, dichiarato ammissibile ed avviabile all’attuazione urbanistica dalla giunta Alemanno.

Due mesi fa i partecipanti al Forum del Parco che autogestiscono gli spazi del Parco delle Energie, vengono casualmente a conoscenza di questo progetto, e preoccupati si attivano per diffondere la notizia del pericolo. I risultati non tardano ad arrivare: dopo un mese di mobilitazione serrata del quartiere (e non solo), le amministrazioni municipali e comunali (nel frattempo rinnovatesi nel maggio 2013) si affrettano a rassicurare che il progetto delle torri è fermo, e che non è intenzione portarlo avanti.

E ci mancherebbe altro, verrebbe da dire. Perché se proprio vogliamo essere pignoli, il Piano Regolatore di Roma in persona, su quell’area prevede verde pubblico e servizi pubblici di rango urbano. A tal proposito anni fa era partito il progetto di costruire un polo Universitario, ipotesi accettata e condivisa dal quartiere. Nel 2010 l’università Sapienza del rettore Frati si tira indietro dall’impresa, senza ovviamente dimenticarsi di pagare i Dipartimenti che avevano elaborato il progetto. Sui perché di questa decisione, quelli in buonafede prendono per buone le motivazioni del rettore, che si sarebbe tirato indietro avendo scoperto debiti annessi e connessi all’area. Quelli in malafede, insinuano che sia tutto un riassestamento di potere e favori tra rettore Frati, sindaco Alemanno, allora in carica, e Pulcini proprietario dell’area.

Ad oggi, qualcuno spera che le ultime dichiarazioni delle amministrazioni che decreterebbero lo stop definitivo del progetto delle quattro torri siano un buon segno. In queste dichiarazioni non vi è traccia di riferimenti al lago, però. Una dimenticanza? Una mancanza imbarazzata dal non avere un’idea di come sbrogliare la matassa, senza scontentare nessuno? Queste sarebbero le motivazioni più rassicuranti.

Quello che è certo è che il lago esiste, è vivo e soprattutto pulito: analisi per determinarne l’inquinamento fatte qualche anno fa sarebbero addirittura nei limiti imposti per la balneazione… insomma, così pulito da poterci fare il bagno. Ma non basta: oltre ad essere bello, vivo e vegeto, pare anche che il bellissimo lago si trovi per metà su suolo pubblico. Si, perché l’unica cosa buona di aver rinvenuto le carte del progetto delle quattro torri, è aver scoperto che c’è un’area di proprietà del Comune (che comprende anche buona parte del lago) quasi contigua al Parco delle Energie, divisa solo da una lingua di terra di proprietà privata (dove tra l’altro svettano i famosi scheletri abusivi del centro commerciale, mai demoliti dal proprietario). L’area in questione è quella dietro il già citato muro di via Portonacco, per intenderci.

Insomma, a Largo Preneste c’è un’area pubblica non costruita e verde (cosa rara ormai!) espropriata come fu l’area del parco delle Energie, conquistata grazie alle battaglie dei comitati e del quartiere, a cui non è permesso accedere. E allora si va avanti: convegni con esperti e luminari, naturalisti, architetti, urbanisti, per raccontare insieme la bellezza e l’importanza di allargare il parco a quest’area, e al contempo preservare l’ecosistema creato dal lago. Chi si sta battendo per questa lotta ci tiene a ricordare che il lago è di tutti, e anche per questo da tutti va reclamato, conquistato e difeso.

A giudicare dallo stupore di chi è andato a vederlo dopo esserselo fatto raccontare, quando lo si vede dal vivo sembra ancora più bello e più grande. Nessuno se lo aspetta, eppure sta li. E allora fatevi avanti, signore e signori! Vedere per credere. E per difendere.

 

DA LEGGERE

L’ECOSISTEMA DEL LAGO (Pdf)

Aggiornamento sugli studi dell’ecosistema del lago e prospettive future di rinaturalizzazione e tutela dell’area

Seminario naturalistico a cura del Forum Territoriale Permanente
24 Maggio 2014 – Casa del Parco delle Energie

 

Tags:, ,

70 Risposte a “E a Roma saltò fuori un lago”

  1. Marina
    4 dicembre 2013 at 16:28 #

    Meraviglia delle meraviglie!
    Questo lago DEVE diventare il mare di Roma. Ecco come si fa a riqualificare tutta l’area di Roma est.
    Posti di lavoro, allegria e divertimento!

    • stefano kr
      5 dicembre 2013 at 02:37 #

      così diventa una fogna come ostia. ma che stai fori? come può un laghetto di diecimila metri quadri diventare il mare di roma? gia se fosse il mare del quartiere diventerebbe una latrina data la popolazione del prenestino

      • Marina
        5 dicembre 2013 at 12:59 #

        Ma stai di fuori te, che diavolo ci vuoi fare con un lago balneabile, volpe??
        Tenerlo sotto una campana di vetro perché sennò diventa come ostia??
        non ci vuole niente a fare in modo che il posto rimanga decoroso e pulito e che la cittadinanza possa usufruirne gratuitamente, creando svago e posti di lavoro.
        Io vivo al Pigneto ma sono di Firenze, a Bilancino lo abbiamo fatto senza problemi, che per caso i romani devono per forza trasformare tutto in una latrina??
        non credo proprio.

        • Valerio
          5 dicembre 2013 at 20:57 #

          ha ragione stefano: con tutto il rispetto, tu sta fuori con l’accuso, questo post parla della difesa del lago, non del suo sfruttamento; è un lago, non un mare aperto!

          • Marina
            6 dicembre 2013 at 13:33 #

            Ma quale sfruttamento, fave col riporto, si chiama FRUIZIONE da parte della cittadinanza.
            Parco, canoe, balneazione, divertimento gratuito, posti di lavoro ecc. ecc.
            Oppure rimane l’ennesima ricchezza romana lasciata lì a marcire.
            Se i cittadini non possono beneficiarne non serve a nulla, se non a produrre plotoni di zanzare.
            Madonna come siete tristi e deprimenti dentro.

    • alessandra
      5 dicembre 2013 at 21:33 #

      speriamo invece che non arrivano con ruspe e lettini poco allegri e per niente divertenti

    • Giuseppe
      7 dicembre 2013 at 00:57 #

      Ecco cosa NON bisogna fare… Marina mi spiace ma sappi che il mondo va di merda proprio perchè troppe persone hanno pensato come te, le risorse naturali e gli ambienti non vanno “fruiti” come dici tu buttandoci dentro famiglie da pick nik, canoe e cose varie. Questo è un ecosistema naturale, un punto di appoggio per molte specie di uccelli, anfibi, rettili, insetti, mammiferi e l’ecosistema va protetto. Fruire un ecosistema simile significa approcciarsi con rispetto magari utilizzandone solo una metà per osservazioni naturalistiche e didattiche per le scuole o per gli appassionati e lasciare l’altra parte naturale senza che l’uomo possa avvicinarsi, così è stato fatto con molte aree umide. Questo significa avere rispetto e preservare un posto che NON E’ CASA TUA, E’ CASA DI CENTINAIA DI SPECIE DI ANIMALI E PIANTE, E NON PUOI ENTRARE SFONDANDO LA PORTA E BUTTARE TUTTI FUORI PERCHE’ TU VUOI FARE BORDELLO E DIVERTIRTI CON GLI AMICI.

      • Marina
        12 dicembre 2013 at 11:37 #

        madonna che brutta botta che hai.
        Guarda che non stiamo parlando del Parco Nazionale del Gran Paradiso, ma di un fazzoletto verde risicatissimo, che si trova nel mezzo ad un’area ultrainquinata e ad altissima densità abitativa, ma altissima proprio, dove il verde praticamente non esiste.
        te ne sei accorto che il verde a Roma est non esiste???
        quindi maremmacane, quel lago e tutto il verde che c’è intorno, DEVE essere consegnato alla cittadinanza, figuriamoci se deve rimanere in esclusiva ad anatre e zanzare.
        quanto alle piante e agli animali è assolutamente OVVIO che debbano essere tutelati, ma se pensi di fare la riserva naturalistica offlimits nel centro di Roma significa che non hai proprio idea di cose sia una riserva naturalistica, né di quali siano le esigenze di piante e animali.
        Quanto al bordello con gli amici MA CHE CAZZO DICI??? consentire a tutti i cittadini di goderne significa ESATTAMENTE IL CONTRARIO.
        è un giardino, non una discoteca.

        • Romolo
          18 dicembre 2013 at 18:53 #

          Condivido totalmente. Qui sembra sia stia parlando del Parco di Yellowstone. Si deve fare in modo che questo luogo venga conosciuto e magari fruito mediante attività canoistiche, birdwatching, etc. Ovviamente tutelando l’equilibrio dell’ecosistema, nel pieno rispetto della natura. Ci possono essere tanti modo intelligenti di farlo, quelli stupidi sono solo due: costruirci vicino indiscriminatamente e lasciarlo com’è, in abbandono e sonosciuto ai più.

    • franco boggi
      10 dicembre 2013 at 14:24 #

      Le analisi dicono che l’acqua è pulita, inoltre ci sono vari indicatori di ambiente incontaminato: la presenza di uccelli, pesci (portati molto tempo fa da dei pescatori) rane e libellule, inoltre il lago ha un immissario e un emissario di falda, che scorre nel bacino dell’Aniene, stiamo parlando di acqua pura.Per conciliare questa oasi naturale con la giusta e sana fruizione del pubblico, è possibile rendere una sponda accessibile, quella dove ora sono i ruderi, anche per un tuffo, perché no? E una non accessibile, lasciata alla natura, alle cannucce alle rane e alle libellule.

  2. sono mery
    4 dicembre 2013 at 17:43 #

    io ci abito a largo prenestre ,ed e’ stato bello scoprire che a due passi da casa mia ho un lago

    solo vedere da youtube,quelle immaggini del lago mi hanno dato una carica e un allegria,ma ci pensate quanto sarebbe bello se lo potrebbero mettere a disposizione di tutti ,io credo che finalmente il nostro quartiere darebbe molto lavoro a tante persone ,specialmente con questa crisi che ce’ oggi ,mi auguro che con l’anno nuovo ci diano questa soddisfazione ,io la butto li ma se vicino al lago se inventano de fare pure un parco giochi come a valmontone ,che ne dite….

  3. Giuliano
    4 dicembre 2013 at 17:53 #

    si vede da google earth

    • Romolo
      18 dicembre 2013 at 19:01 #

      Non riesco a trovarlo, mi sai dire le coordinate? 🙂

  4. sstefania
    4 dicembre 2013 at 18:40 #

    …ci farei noleggio canoe estate e inverno. Una vera pacchia, in piena città!!!

  5. 4 dicembre 2013 at 20:40 #

    d’estate vai con le zanzare tigre….comunque meglio che ci sia!

    • loenzo
      4 dicembre 2013 at 23:28 #

      Basta portarci qualche pesciotto che mangiandole le limita, se non è stato già fatto. Magari autoctono, così si crea davvero una zona carina.

      • Giuseppe
        7 dicembre 2013 at 00:59 #

        eh… un altro che distrugge ecosistemi infilandoci animali che non centrano nulla in una zona di natura

  6. alfredo francesconi
    4 dicembre 2013 at 21:01 #

    Io abitavo lì vicino al Pigneto, mai visto, ma occupandomi di uoto penso che sarebbe beloissimo vederci fare qualche garetta… DIFENDIAMOLO!!!

  7. Simonetta
    5 dicembre 2013 at 01:25 #

    Una meraviglia che la Natura ci regala a dispetto di tutte le offese che gli si arrecano. Spero solo che venga goduto senza che le immondizie di qualche idiota rovinino l’ambiente.
    Questi luoghi devono essere considerati sacri!!!

  8. Rita
    5 dicembre 2013 at 01:32 #

    cit.”Due mesi fa i partecipanti al Forum del Parco che autogestiscono gli spazi del Parco delle Energie, vengono CASUALMENTE a conoscenza di questo progetto” non c’è nessuna CASUALITA’ i documenti non spuntano fuori dal NULLA ma grazie all’accesso agli atti che hanno effettuato i Consiglieri del V Municipio Eleonora Guadagno e Giovanni Boccuzzi, ecco il link : http://www.eleonoraguadagno.it/wordpress/?p=122 ed è tutto documentato gli stessi attivisti del comitato EX Snia- Pigneto sono a conoscenza dei fatti.
    Possiamo fornire tutta la documentazione utile per permettervi di integrare l’articolo.
    Grazie Rita

    • Giulia Barra
      5 dicembre 2013 at 02:02 #

      Grazie per la precisazione, Rita. in ogni caso con “casualmente” si intendeva dire che nel processo non è stata coinvolta la cittadinanza, ovvero non c’è stata una comunicazione ufficiale per tempo, o percorsi partecipativi che normalmente invece dovebbero essere previsti.

  9. Comune
    5 dicembre 2013 at 01:49 #

    IL LAGO, GLOBALIST E COMUNE

    Naturalmente siamo ben contenti che i lettori di Globalist abbiano scoperto che a Roma c’è un lago, un vero lago, e che “la natura si ribella alla speculazione” (il titolo “redazionale” di Globalist). C’era sembrato, per la verità, che a ribellarsi fossero stati per primi i ragazzi della ex Snia e poi la gente del quartiere. La “natura” deve invece aver fatto il suo corso ancor prima, e noi, catturati dal fascino lacustre, non ce n’eravamo neanche accorti. Pazienza, capita.

    Globalist, la potente Syndacation che promette “cento firme e un punto di vista, il tuo” (con i mezzi tecnologici attuali – per chi ce l’ha – è davvero impossibile riuscire a tener nascosto qualcosa) ha deciso di pubblicare un pezzo che Giulia Barra ha scritto per Comune-info.net e che, presumibilmente, nei prossimi giorni destinerà anche al blog del suo intelligente e vivace collettivo: http://dauhaus.noblogs.org.

    L’articolo di Giulia è bello ed è stato straordinariamente apprezzato da 15 mila lettori di Comune. Sarà certo stato gradito anche a quelli di Globalist, sebbene Giulia sia una firma ritenuta così poco affermata da beccarsi, invece che la citazione della fonte cui aveva destinato l’articolo, una singolare “etichetta”…. QUESTO COMMENTO CONTINUA QUI: http://comune-info.net/2013/12/il-lago-globalist-e-comune-info/

  10. Marco
    5 dicembre 2013 at 10:11 #

    TERRENO CONTAMINATO:

    la ex snia viscosa produceva prodotti chimici prima che ci facessero un centro sociale
    io ci andavo con i miei amici, camminavamo su tappeti di bombole di prodotti chimici sfaldate
    che sicuramente hanno contaminato il terreno sicuri che sia baleabile???

    • toky
      5 dicembre 2013 at 10:19 #

      confermo marco…anche io ci andavo ed era pieno di eternet….il lago e’ adiacente alla snia….un po nascosto…ma ci si arriva bene!!!cmq…io lo conosco gia da 10 anni minimo…ci andavo quando facevo sega!!!

      • Giulia Barra
        5 dicembre 2013 at 11:44 #

        Ci sono delle analisi fatte l’anno scorso che sembrerebbero dire che il lago è pulito, mentre il terreno in alcune parti (vicino gli edifici della fabbrica, ma molto meno vicino il lago) ha degli inquinanti. Il Forum Territoriale Parco delle Energie si sta muovendo per far fare delle analisi ufficiali, per capire anche come intervenire eventualmente. Se volete rimanere aggiornati, anche sulle iniziative per andare a vedere il lago o incontri di approfondimento, il riferimento è http://lagoexsnia.wordpress.com/ . Se non sbaglio, il 14 Dicembre dovrebbe esserci un’iniziativa dopo pranzo per riportare i risultati del convegno fatto Domenica scorsa 1 Dicembre.. se trovo altri riferimenti magari li rigiro qui.

        • Marco
          5 dicembre 2013 at 11:56 #

          HO LE FOTO DEI PRODOTTI CHIMICI SUL TERRENO:

          L’area sicuramente inquinata e quella dell’edificio situato accanto al centro sociale.
          Per intenderci percorrendo il sentiero per entrare nel parco, si incontrano il centro sociale a sinistra e successivamente un altro edificio scarno sulla sinistra attiguo al sentiero.
          Ho foto anche delle foto del tappeto di bombolette che ricopriva l’area.
          in una si legge INSETTICIDA MONTECATINI, nell’altra NEVE ARTIFICIALE.
          ricordo che le polveri erano sparse su tutta l’area poiché le bombolette erano macerate.

          chiunque voglia le foto mi risponda lasciando la mail.

          • franco boggi
            9 dicembre 2013 at 18:07 #

            L’edificio al quale ti riferisci è il “quadrato”, attualmente un piazzale ristrutturato e coperto da un tetto fotovoltaico, dove l’estate scorsa si è svolta la manifestazione “Eclettica”. Quello è vero, conteneva prodotti chimici, perlopiù disinfestanti,e quel deposito anni fa, dopo lunghi anni d’abbandono, esplose e bruciò, ma non c’entra niente con la zona del laghetto, e il periodo di dimezzamento dei prodotti tossici che conteneva è di 10 anni circa. Il problema amianto riguarda un’altra zona ancora, sempre in quella zona, ma nemmeno quella c’entra col laghetto, però lì il problema è che l’amianto non ha tempi di dimezzamento, è eterno, come dice il nome del prodotto maledetto che hanno seminato ovunque: eternit.

        • Giulia Barra
          5 dicembre 2013 at 13:12 #

          rettifico per correttezza d’informazione, le analisi erano state annesse al progetto presentato l’hanno scorso, ma risalgono al 2006.

    • franco boggi
      23 dicembre 2013 at 16:54 #

      Il procedimento alla viscosa usava solventi (solfuro di carbonio, soda caustica e sali ammoniacali). La soda caustica (idrossido di sodio) è corrosiva. Il disolfuro di carbonio CS2, è un solfuro organico, sostanza endotermica, cioè non stabile, che acquista stabilità a temperatura elevata e si mantiene a temperatura ordinaria per inerzia chimica. È un composto infiammabile, irritante, tossico a causa della sua interazione con il sistema nervoso centrale e nocivo alla riproduzione. L’esposizione a solfuro di carbonio determina una grave malattia il solfocarbonismo, una delle prime malattie professionali riconosciute dall’INAIL. E’ improbabile, dopo 50 anni, che si possano ancora trovare delle tracce di solventi organici, anche ammesso che siano stati sversati. C’è anche da considerare che il solfuro di carbonio attualmente viene utilizzato in agricoltura quale disinfestante per le sementi e in capsule da inserire nei terreni. Per l’eventuale presenza di metalli pesanti o altri agenti mutageni, non ho elementi per affermarlo o escluderlo, ma non sono non legati alla produzione industriale della SNIA Viscosa. Nello stabilimento non sono stati utilizzati ondulati in ethernit (amianto) per le coperture, in quanto di più antica fondazione rispetto al suo utilizzo massiccio nell’edilizia, soprattutto industriale.

  11. Mauro
    5 dicembre 2013 at 11:48 #

    Si può avere qualche dettaglio in più per l’eventuale adesione ad un comitato cittadino? Se ci si organizza bene si potrebbe pensare di organizzare un presidio fisso in zona con un gazebo, in questi casi è utile far venire anche la televisione per alzare i riflettori sulla questione.
    Io a maggio inviai una segnalazione al WWF proponendo un progetto di parco pubblico con una scuola di musica e laboratori di eccellenza per la formazione di arte e cultura in zona, segnalai proprio quell’area, era la campagna nazionale “Riutilizziamo l’Italia” fui anche invitato ad un convegno a Roma… ma poi non ho più ricevuto notizie… forse se tutti segnalassero la questione… il sito è il seguente:
    http://www.wwf.it/il_pianeta/lo_stato_di_salute_del_pianeta/suolo/riutilizziamo_litalia/
    la campagna è finita, ma magari si potrebbe cercare di far pesare di più la proposta che feci all’epoca oppure comunque promuoverne un’altra sulla base delle decisioni della comunità cittadina!

    • franco boggi
      23 dicembre 2013 at 11:16 #

      Faccio parte del comitato WWF Pigneto Prenestino, e abbiamo presentato il progetto di recupero naturalistico dell’agro romano, con la riqualificazione dei parchi nel settore Roma Est, dalla ex Snia a Centocelle, nell’ambito proprio di “Riutilizziamo l’Italia”, il progetto è stato ufficialmente adottato dal WWF nazionale. Per avere tutti i dettagli e conoscere l’evoluzione del progetto, il gruppo WWF si riunisce nella “Casa del Parco delle Energie” in via Prenestina 175, tutti i primi mercoledì del mese dalle 19 circa, insieme alle altre associazioni del territorio.
      In questo periodo ovviamente si parla molto del futuro del parco, tutti insieme abbiamo sventato l’ennesimo tentativo di speculazione, l’ennesimo, ogni volta più orrendo e criminale.

  12. Elvira
    5 dicembre 2013 at 14:51 #

    Il “Lago” del rione Preneste è una risposta che la natura ha dato al proprietario del terreno e a tutti quelli che si sono dati da fare nei progetti di questa o di quella struttura da far nascere per incrementare i propri guadagni .

    La natura ha dettato legge.

    Speriamo che nessuno distrugga questo angolo meraviglioso che è sorto spontaneamente e che molti cittadini ne godano a pieno diritto.

  13. Matteo
    5 dicembre 2013 at 14:55 #

    Salve gente, fin da quando ero bambino e andavo a giocare all’ex snia, vedevo dal parco questa specie di lago. Pensavo: vabbe, sara solamente una pozza d’acqua inquinata visto il posto in cui si trova:: adesso leggendo queste notizie posso dire che mi sono sbagliato alla grande.. un lago vero e proprio nella città di Roma, in zona mia!!! se non lo vedessi non ci crederei! pero mi sorge una domanda, non c’è un altro modo per vedere il lago da più vicino? ripeto, quando l’ho visto mi trovavo nel parco dell’ex snia. e poi guardandolo da google heart, si nota la fabbrica abbandonata e distrutta piu vari edfici , anche loro distrutti. Non si potrebbe sistemare tutta quell’area e renderla un posto di assoluto relax?

  14. fabrizio
    5 dicembre 2013 at 15:53 #

    se il mare di roma è diventato una discarica è xche tutti i romani non ostiensi sono degli incivili.

    • mario
      5 dicembre 2013 at 16:47 #

      Ma in base a cosa asserite che il mare ad Ostia è una discarica? Fino a prova contraria lega ambiente ha assegnato 3 vele ad Ostia come a Sabaudia, S.Felice e S.Marinella.
      Di seguito il link http://www.legambiente.it/guida-blu-2013?page=0

      Il resto sono chiacchiere da bar.

  15. ricki
    5 dicembre 2013 at 16:03 #

    Si manco è nato già lo vedo la guerra dei poveracci (stabilimenti balneari chioschi bar, scuole kitesurf noleggi vari) e tutta la naturalezza và a farsi fottere dopo un pò cartacce e generi vari verrànno gettati a dx e manca dai vari peruviani filippini e italiani che non avendo la possibilità di andare al mare bivaccheranno nei pressi del lago come già avviene nelle varie Villa panphili e cc ecc… un bel branco di piranha prima di tutto e poi lascierei in mano alla natura coì comè…

  16. Ivan
    5 dicembre 2013 at 16:10 #

    Qualche giorno fa tramite un volantino sono venuto a conoscenza del lago di Largo Preneste. Stupefacente. Dato che mi occupo di idrogeologia sono rimasto colpito e incuriosito dal fatto che potesse esserci un lago proprio li. Ora leggendo che il lago si è creato successivamente allo scavo per i parcheggi del centro commerciale la cosa sembra più chiara: lo scavo è andato abbastanza in profondità da intercettare la falda che evidentemente è in pressione. Cioè sopra per i primi metri ci sono terreni poco permeabili o addirittura impermeabili (limi e argille). Al di sotto di questi probabilmente si trovano terreni permeabili che costituiscono un acquifero (sabbie vulcaniche, per esempio). All’interno di questi terreni permeabili c’è la falda. dato che lo specchio d’acqua si trova alla quota del piano campagna (piano di calpestio) la falda è in pressione.
    Ora dire che può diventare il mare di Roma è un tantino esagerato. Forse dire anche che ci andremo a fare tutti il bagno non è una buona idea perché tutto sommato è un laghetto e non conosciamo i tempi di ricambio dell’acqua, cioè: l’acqua si muove ne entra di nuova e va via quella “vecchia” ma in quanto tempo? rischiamo di rovinare tutto e di inquinarlo. Però un bel parco per i cittadini dove fare iniziative, uno spazio attrezzato con panchine, piste ciclabili ecc. dato in gestione al quartiere. Se ne deve occupare la gente del quartiere. Diventerebbe un bel parco a 5 stelle! 🙂

  17. Sara
    5 dicembre 2013 at 18:35 #

    sta li da una vita….e l’articolo dice un sacchio di minchiate………..è uscito fuori DOPO la cementificazione di quello che doveva essere Auchan tant’è che se ci andate ci sono le basi….poi visto che è uscito il lago si sono spostati di qualche metro….immaginate allora da quanti anni sta li….parliamo del….1993-95….

  18. nico
    5 dicembre 2013 at 18:55 #

    ciao sono nico volevo sapere a che punto si trova il lago?

  19. lory
    5 dicembre 2013 at 21:30 #

    Ma ci si può avvicinare al lago visto che sono state trovate tracce di eternit?non si rischia di contrarre malattie?

  20. Emanuele
    6 dicembre 2013 at 08:30 #

    Io vorrei conoscere e sapere chi scrive questi articoli? ma siamo sicuri dell’informazione che state dando?
    Prima cosa, è molto importante, sicuro che il lago non è contaminato?
    Poi pensando bene, primo si trova su un’area privata e quindi non accessibile, la seconda, e che il lago non è naturale, ma come scritto nell’articolo per via dei scavi che è nato. Allora iniziamo a fare tanti bei buchetti a Roma, così dalle falde (e c’è ne sono ) esce fuori l’acqua e faccciamo tanti bei laghi a Roma.

    Scrivere articoli, vuol dire fare informazione seria, il web è qualcosa di meraviglioso e non rovinatelo.

    Tra l’altro attenzione, che il lago non è detto che sia “pulito” nel senso che ci possono essere sostanze inquinanti (aminato ed altro materiale).

    Io direi di ripristinare lo stato iniziale, perchè c’è poco di essere felice, prendete il pulman o la macchina ed andate a Bracciano, Albano ed altri laghi nelle nostre vicinanze.
    Comunque vorrei conoscere la persona che scrive certe cose, perchè è un articolo senza sostanza. Area privata, acqua non naturale, inquinamento.

    • emme53
      6 dicembre 2013 at 14:27 #

      Sei sicuro di non scrivere tu cose inesatte? Hai letto l’articolo e le risposte? Un’analisi, anche se risalente al 2006, è stata fatta; poi basterebbe farne un’altra per capire lo stato attuale, compresa la presenza d’inquinanti. Il dubbio potrebbe essere rappresentato dagli edifici abbandonati e dalle sostanze disperse sul terreno, la cui bonifica comporterebbe spese non indifferenti, ma perché tanto livore? Perché, poi, uno dovrebbe andare, per forza, a Bracciano od Albano? Le cose importanti, a mio avviso, sono: 1) la rimessa in pristino dell’area, eliminando, nel possibile, rischi di contaminazioni; 2) la fruibilità del laghetto a condizioni molto stringenti di salvaguardia dello stesso, soprattutto per il rispetto di quanto verrebbe fatto per mantenerlo in vita ed utilizzabile da tutti.

  21. Aleksis
    6 dicembre 2013 at 11:48 #

    Ciao. Ma questo lago ha un nome? Exsnia mi sembra bruttissimo. Qualcuno lo vuole battezzare?

    • emme53
      6 dicembre 2013 at 14:17 #

      Il laghetto si chiama “Sandro Pertini”, almeno dalle immagini di Google Maps.

      • 6 dicembre 2013 at 16:48 #

        ci voglio andare a correre…

        • Paolo
          6 dicembre 2013 at 17:23 #

          Bello! Ci voglio provare la mia moto d’acqua. Ma quanto è lungo?

    • Paolo
      6 dicembre 2013 at 17:24 #

      Bello! Ci voglio provare la mia moto d’acqua. Ma quanto è lungo?

  22. Barbara
    6 dicembre 2013 at 20:39 #

    Vedendo da Google Maps con la modalità ‘Mappa’ si vede il lago, ma cambiando in modalità ‘Earth’ l’area sembra ritoccata al computer! Si potrebbe indagare meglio?? Mi sembra strano.

  23. Giuseppe
    7 dicembre 2013 at 01:10 #

    vi prego proteggete sto lago da tutti questi ignoranti che vogliono sfruttarlo in maniera incontrollata con canoe, pick nik, balneazione ecc… proprio non capite cosa sia il RISPETTO di una zona di natura. Questa è la casa di centinaia di specie animali e vegetali, l’uomo non deve arrivare di prepotenza e farlo diventare un parco acquatico. Conoscete il concetto di “natura” ? Rispetto ? Conservazione ? Biodiversità ? Ecosistema ? Nella natura si entra in punta di piedi, non con moto d’acqua e progetti di lavoro fantasmagorici e ingestibili. Create zone di fruizione a scopo didattico per l’osservazione dell’avifauna solo in una parte del lago lasciando il resto inaccessibile, questo è saper usare il territorio e le risorse, e non depauperare un ecosistema. Caspita ma siamo proprio all’ABC…

    • Marco
      9 dicembre 2013 at 20:44 #

      Ho potuto visionare questo lago dal mio kayak nell’ultima manifestazione
      Tanto per avere un idea,il lago ha la stessa estensione di quello di Villa Borghese,rappresenta una grande ricchezza se integrato all’interno di tutto il parco della Snia
      Il vero problema è la bonifica, che deve passare attraverso lo smantellamento del vecchio cantiere e per fare questo ci vogliono molti soldi
      Altro aspetto,questo lago è abbastanza profondo e le sponde scendono rapidamente,dunque c’e un problema di sicurezza
      Sono d’ accordo con Giuseppe……bisogna preservare l’ecosistema che si è generato
      Al momento però bisogna tenere alta l’attenzione

  24. franco boggi
    10 dicembre 2013 at 15:33 #

    L’acqua del lago è incontaminata, con uccelli, pesci, rane e libellule, il ricambio è sostenuto da un immissario e un emissario di falda, nel bacino dell’Aniene. Il lago è circa un ettaro per 10 m di profondità. Una gara di idee, realizzata anche nelle scuole, in base alle proposte di tutti, ha portato all’idea di rendere una sponda accessibile, quella dove ora sono i ruderi, sotto il Parco delle Energie, le altre rive saranno lasciate intatte, oasi per la biodiversità. Questo non è un sogno, il terreno attorno al lago è già demaniale, e le acque dei bacini sono pubbliche, mobilitiamoci tutti, la prossima puntata per vedere il lago da vicino è prevista per la befana il 6 gennaio. Per informazioni e contatti, ci sono i blog dedicati, oppure basta frequentare il Parco delle Energie e leggere gli avvisi per le riunioni.

    • franco boggi
      10 dicembre 2013 at 19:25 #

      A parte l’ingresso al lago, previsto per la Befana, c’è presto un altro importante appuntamento:
      Sabato 14 dicembre si terrà una intera giornata di informazione e festa per il Lago ExSnia, dove tutti avremo modo di vedere il lago dalla pineta del parco, conoscere, richiedere informazioni, e sapere cosa gli amministratori hanno fatto o faranno per tutelare e salvaguardare questo patrimonio naturale e allargare il parco!
      Durante la giornata verranno anche raccontati gli aspetti naturalistici (e non solo) riguardanti il Lago e il parco e ci saranno laboratori per ragazzi e bambini.
      L’appuntamento è fin dalla mattina al Parco delle Energie, via Prenestina 175.

  25. sergio toti
    13 dicembre 2013 at 18:32 #

    benissimo!! bellissimo ! visto che purtroppo finisce a puttane qualsiasi cosa “pubblica” dalla panchina al parco sono anche mie preoccupazioni che questo parco diventi , o meglio ,resti un immondezzaio ma bisogna provarci , e riprovarci , affinche le cose pubbliche si sentano come nostre ed alla fine diventeremo , spero, un pò più civili . quanto la lago in particolare ed al parco in generale penso che debba essere “PUBBLICO” ciò di tutti e non di Pulcini o di chi attualmente lo occupa utilizzato per fare i cazzi loro come per l’ex intifada , ex centri sociali ed ora fabbriche di soldi (esentasse) .

    • franco boggi
      14 dicembre 2013 at 19:34 #

      Il parco delle Energie non è un immondezzaio, come può facilmente verificare chiunque decida di farci una passeggiata, secondo me è uno dei più belli e meglio tenuti di Roma, per sbocciare del tutto e diventare veramente speciale, occorre annettere il lago, già pubblico, un lago di falda, più unico che raro.

  26. Edoardo
    21 dicembre 2013 at 12:24 #

    Salve. Sono qui solo per esprimere un pensiero: io so benissimo chi era la Snia e cosa faceva. Il Lago è espressione della natura, sia pure se “forzata” dalla mano di uomini disprezzabili.
    La natura, se potesse parlare, non gradirebbe di vedere chiamare un lago col nome di una delle aziende più inquinanti d’Italia.
    Per questo motivo il 6 dicembre ho dato il nome Sandro Pertini (il presidente più amato dagli italiani) al laghetto di Roma. Lo confesso, sono stato io.

    Oggi sono ripassato per vederlo, almeno in mappa, e ho scoperto che qualcuno aveva di nuovo attribuito il nome ExSnia. Ovviamente ho effettuato la correzione e ora si chiama di nuovo Sandro Pertini. Spero che a nessuno salti in testa di dare un nome schifoso a un lago delizioso.

    • Giulia
      21 dicembre 2013 at 12:57 #

      Ciao Edoardo, il lago è stato “nominato” così, perché dal quartiere così è identificata quell’area, non certo per esaltare magari lo sfruttamento dei lavoratori che veniva perpetrato nella fabbrica! Semmai per ricordare tutti quei genitori e nonni degli abitanti del quartiere che ci lavorarono duramente quando era in funzione.
      Spesso si utilizza la nomenclatura “storica” proprio per raccontare e ricordare qualcosa che è legato ad un luogo (mi vengono in mente l’ex Cinema Palazzo o l’ex Colorificio.. ma ce ne sono molti altri).. magari è discutibile la “bellezza” di un nome piuttosto che un altro e si può proporre un nome che sembri più bello o adeguato (e la tua azione l’ha messo in luce) ma allo stesso tempo forse dovrebbe essere il quartiere a sceglierlo, non una singola persona (che giustamente può proporlo!).
      ps. il 6 dicembre il quartiere farà la sua usuale Biciclettata della Befana, e quest’anno è previsto che il carbone più grande verrà lasciato ai proprietari che vorrebbero fare 4 torri a largo preneste… e quindi arriveremo fino al Lago!!!!
      Ci si vede li!!!! (su facebook si può cercare “lago exsnia” per rimanere aggiornati..)

  27. Comune-info
    6 aprile 2014 at 22:50 #

    Roma, festa di primavera per il Lago Ex Snia

    Un festa di primavera piuttosto riuscita quella di domanica 6 aprile al Parco dell’energie dell’Ex Snia, a due passi dal grande lago emerso da alcuni anni che i cittadini romani di questo pezzo di periferia vogliono rendere accessibile a tutti. Un bel racconto fotografico della giornata di festa e di ribellione contro chi vuole nuovo cemento (il 25 Aprile si replica e rilancia) lo trovate qui: https://www.facebook.com/lagoexsnia

  28. Comune-info
    19 aprile 2014 at 14:17 #

    IL LAGO EXNSNIA E’ BALNEABILE Il 16 febbraio sono stati raccolti due campioni dal lago exsnia di Roma per effettuare delle analisi e verificare la presenza di microrganismi e sostanze chimiche pericolose per la salute.

    “Abbiamo messo a confronto i risultati con i limiti imposti dalla normativa sulle acque per la potabilità, la balneabilità e per le acque superficiali – spiegano il gruppo di cittadini e associazioni che hanno cominciato a difendere questo lago -, intese come acque potenzialmente utilizzabili per il consumo umano dopo un trattamento. Tutti i parametri analizzati risultano essere conformi ai limiti di balneabilità e a quelli per le acque superficiali”.

    Cosa dicono i risultati? “Quello che si può concludere è che per i parametri analizzati l’acqua del lago è acqua “pulita” in quanto la presenza di batteri al di sotto dei limiti di balneabilità indica che non ci sono contaminazioni provenienti da fognature o scarichi, nemmeno di tipo pregresso, ma è la normale presenza in un lago naturale. Questi risultati sono più che positivi se si pensa alla posizione del lago, all’interno di una delle zone più densamente abitate di Roma, in cui l’inquinamento prodotto dal traffico veicolare elevato viene dilavato dalle piogge che si arricchiscono di metalli pesanti e in un’ex area industriale in cui si usavano solventi chimici. Ancora più positivi se si confrontano con quelli dei laghi in cui d’estate molti romani vanno a fare il bagno, come Bracciano e Castel Gandolfo numerose volte interdetti alla balneazione per valori di coliformi e streptococchi superiori di ben cento volte i limiti di legge”.

    E ora? “Alla luce di questi risultati, che confermano la natura sorgiva dell’acqua del lago, già dimostrata dalle carte idrogeologiche che evidenziano la profondità della falda acquifera a cinque metri dal piano di campagna, la tutela di questa risorsa preziosa deve essere immediata e abbiamo quindi inoltrato alle istituzioni competenti: richiesta per l’inserimento del lago ex Snia Viscosa, di via Prenestina 175, nel Demanio idrico lacuale; osservazione al Piano Territoriale Paesistico Regionale per la presa in atto del lago nell’area ex Snia indicata a “Paesaggio naturale” a tutela della sua elevata biodiversità. Richieste che dovrebbero essere automatiche secondo diverse normative europee sulle acque”.

    Il messaggio completo diffuso in rete dal gruppo di cittadini e associazioni è qui:
    http://lagoexsnia.wordpress.com/2014/04/17/447/

  29. Enrico
    19 luglio 2014 at 20:33 #

    Io sono dei castelli e di questo laghetto non ne avevo mai sentito parlare, dieci minuti fa su blob hanno passato una canzone rap (approposito come s’intitola?) che parlava di questo laghetto, sinceramente la natura mi sorprende sempre, certo che in una città come Roma dal dopo guerra in mano agli speculatori sarà dura tenerlo in vita, già il fatto che i nostri giornalisti asserviti al regime non ne parlano la dice lunga su che intenzioni hanno su questo regalo di madre natura.

  30. 25 agosto 2014 at 17:09 #

    Io sono del 1961, nato al Vecchio San Giovanni di Roma e cresciuto in una traversa di Via Tor de Schiavi. Vivo e lavoro da più di 20 anni a 700 km a nord della capitale ma indelebili ricordi mi legano a quella che era e rimarrà la “mia zona”. Ho giocato sin dall’infanzia al parco di Villa Gordiani, il Liceo era l’allora XXX° di Via Aquilonia l’attuale Tullio Levi Civita; ricordo ancora il “Borghetto Prenestino” quello vero fatto di casupole e baracche, quello di Citti e Davoli per intenderci, dove viveva il Professor Pratesi, insegnante di matematica, che ci dava anche ripetizioni regolarmente gratuite. Giocavo al calcio sul campo del “Roma 6” proprio su via di Portonaccio e, poi, ho praticato Judo al Judo Club Roma di Casalbertone, dove viveva un carissimo amico. Anche negli anni dell’università, spesso, utilizzando la linea del 409 o, in caso di scioperi, molte volte a piedi, ho percorso centinaia di volte via di Portonaccio o il marciapiede lungo quel monotono muro; per u paio d’anni in compagnia di una ragazza che viveva a Via dell’Acqua Bullicante (“bullicante” da proprio l’idea di acqua che gorgogliando emerge dal sottosuolo). Insomma sono un “veterano prenestino” dotato di ottima memoria vieppiù custodita dalle distanze in cui mi trovo a vivere: tuttavia non ho mai sentito parlare ne ho avuto mai riferimenti anche superficiali all’esistenza di un tale “miracolo della natura” che, come tale, mi riempie di gioia e di rinnovato amore per quei luoghi e per quella gente a cui apparterrò sempre.
    Spero, quindi, che gli abitanti del quartiere non mollino anzi che vengano coinvolti in varia maniera tutti coloro che credono che in un deserto di cemento sia decisamente necessario custodire la “sacralità” di questo ” manifestarsi libero dell’energia vitale” che costruire altri alberi da trenta piani.
    Mi terrò informato ed alle prossime iniziative farò in modo di esserci, magari con la mia famiglia che vive sulle sponde, “anche qui”, di un lago anche se di ben altre proporzioni; di certo e sin da ora contatterò gli amici di Roma per “sensibilizzarli” in merito.
    Con la speranza che questo gioiello di oasi possa preservarsi dalle grinfie palazzinare (vero flagello di Roma, altro che Attila) e pronto a battermi al fianco di chi vuole difenderlo
    porgo cordiali saluti a tutti Voi.
    (Aurelio)

    • Paolo Grassi
      1 settembre 2014 at 18:39 #

      Dalla mia denuncia dell’operazione speculativa ad oggi…una bella soddisfazione: quando alzai la mano in Commisione edilizia l’11 aprile 1990 e richiamai il progetto della Pinciana 188 sull’area della Snia Viscosa denunciandone l’operazione speculativa e poi mi attaccai al telefono per informare associazioni ambientaliste e giornali, non immaginavo che stava iniziando una lunga storia che, oltre a concludersi felicemente, avrebbe generato 24 anni dopo addirittura…un rap!
      In quel periodo tutte le aree del territorio romano destinate dal piano regolatore a verde e servizi pubblici erano diventate “bianche” per decadenza dei vincoli: una pacchia per i grossi speculatori nel delirio di onnipotenza craxiano-democristiano prima dell’arrivo di “mani pulite”.
      Questa volta si trattava dell’accoppiata Ligresti-Pulcini che aveva messo le mani su quello storico stabilimento industriale ormai dismesso. Ma già allora l’operazione presentava più di un dubbio di legittimità e presto la magistratura indagò addirittura su carte di piano regolatore ritoccate e cambiate di colore: peggio ancora rispetto all’episodio del famoso film di Franceso Rosi “Le mani sulla città”.
      Da allora ebbe inizio una battaglia che solo negli ultimi giorni ha portato all’avvio di un esproprio, all’abbatimento di un muro e all’appropriazione da parte dei cittadini dell’area della SNIA e del lago che si era formato quando le fondazioni dell’avviata maxistruttura in cemento avevano intaccato la falda acquifera. Fatalità: l’assessore regionale che firmò la concessione edilizia che generò quel lago si chiamava Tuffi!
      Ma, a proposito di battaglie, mi piace ricordare anche un piccolo-grande episodio della Resistenza romana che mi raccontò un ex dirigente della SNIA che contattai poco dopo quella seduta della Commissione edilizia. Come per altre fabbriche, quando le truppe tedesche stavano per ritirarsi dalle città, ci fu chi fece in modo che non si portassero via macchinari o materiali preziosi, ad esempio il rame dalla FATME di via delle Cave, o le filiere di platino dalla SNIA Viscosa sulla Prenestina. Queste filiere erano i cilindri finali con forellini finissimi (di qui la necessità del platino) da cui uscivano i fili di viscosa (o rayon), fibre vegetali di cui l’Italia era una produttrice d’avanguardia. Ebbene, un paio di notti prima che i tedeschi si ritirassero, stiamo intorno al 2 e 3 giugno 1944, andarono di notte padre e figlio a svitare tutte le filiere per seppellirle nel giardino di un villino al di là della Prenestina. Passarono poi nella fabbrica i militari tedeschi e ci rimasero con un palmo di naso.

  31. 23 ottobre 2014 at 15:01 #

    Non è che se un terreno diventa per qualche ragione di interesse naturalistico allora lo si può espropriare ai legittimi proprietari (tralascio qui il fatto che il lago sia in parte su territorio di proprietà del comune come mi sembra di avere letto). Mi sembra che siano tutti pronti a reclamare la nazionalizzazione del territorio degli altri, ma immagino che uno si incazzerebbe parecchio se gli venissero a dire che siccome il germano reale nidifica nel suo giardino allora dobbiamo farlo diventare un parco pubblico.

Trackbacks/Pingbacks

  1. “LAGO” PRENESTE | Un Blog un po' così - 5 dicembre 2013

    […] “LAGO” PRENESTE […]

  2. E a Roma saltò fuori un lago | Lago eXSnia - 5 dicembre 2013

    […] E a Roma saltò fuori un lago […]

  3. E a Roma saltò fuori un lago | CorvialeDomani - 6 dicembre 2013

    […] Giulia Barra […]

  4. E a Largo Preneste saltò fuori un lago | Gady Funaro - 6 dicembre 2013

    […] continua su http://comune-info.net/2013/12/largo-preneste-ce-un-lago/ […]

  5. E a Roma saltò fuori un lago | A Sud ONLUS - 10 dicembre 2013

    […] Link originale: http://comune-info.net/2013/12/largo-preneste-ce-un-lago/ […]

  6. ASSALTI FRONTALI @ LOKOMOTIV - Music Coast To Coast - 15 marzo 2015

    […] testo dedicato alla recente scoperta romana di un lago in città (per approfondire clicca qui), passando per “Mappa della libertà” che affronta le problematiche relative alle […]

  7. Roma, il quartiere Preneste si mobilita per la tutela del lago dell'Ex-Snia - Meteo Web - 25 aprile 2016

    […] quest’area, situata fra via di Portonaccio, via Prenestina e via di Casal Bertone, si trova un lago di 10.000 metri quadrati alimentato dalle acque di falda dell’Acqua […]

Lascia un commento