La Scuolina e il Dopononscuola

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C’è chi dice no… alla scuola tradizionale. Sono i genitori che si auto-organizzano per garantire ai propri figli un percorso di istruzione alternativo a quello statale. Un esempio è il progetto della Scuolina di Pieve Cesato alle porte di Faenza (in via Donesiglio 14).

Otto bimbi di età compresa tra i quattro e i dieci anni partecipano, dalle 8,30 alle 14,30, a un modo diverso di vivere la scuola, imparando dall’ambiente circostante e dal contatto con gli animali, misurandosi con “materie” come la falegnameria e il tai chi. I genitori – sei le famiglie coinvolte – dividono i costi (circa 275 euro al mese), preparano a turno i pasti e si organizzano per le pulizie.

«Il nostro è un progetto di educazione parentale non direttiva e zooantropologia – spiega Cecilia Fazioli, educatrice e mamma di due bimbi di due e sei anni –, condotto in collaborazione con l’associazione Zebra Gialla. Si inserisce nel filone dell’homeschooling, la scuola a domicilio. Ci sono orari e compiti, ma è maestro l’ambiente. La storia e la geografia si imparano non solo sui libri, ma anche attraverso viaggi ed esperienze dirette. Il contesto della Scuolina è quello della campagna, con animali che fungono da mediatori dell’apprendimento. Questo è il secondo anno della nostra esperienza, che si svolge presso l’abitazione di una coppia che ci ha messo a disposizione i locali al pianterreno. Lì abbiamo allestito il salone con parquet, l’atelier per le attività artistiche, bagno e cucina sono a misura di bimbo. Per il pomeriggio, l’intenzione è di avviare un dopononscuola, dove ogni bimbo può scegliere fra diverse attività».

timthumbIn Italia la legge dice che il genitore ha il dovere di istruire i propri figli, ma non è obbligato a seguire il percorso della scuola statale, come invece l’espressione “scuola dell’obbligo” farebbe pensare. Altre comunità educanti, basate sui principi di educazione libertaria e democratica, sono ad esempio, la Scuola dei bambini di Monte Sole a Pioppe di Salvaro (Grizzana Morandi) e il progetto I saltafossi a Cadriano di Bologna. Esistono molteplici esperienze scolastiche autogestite, realtà diverse tra loro. Alcune scuole ad esempio sono state create da gruppi che si ispirano al pensiero anarchico, altri al consumo critico, altri ancora si riallacciano al metodo montessoriano, come la Scuola amica dei bambini di Carpi.

Come e perchè avete scelto per i vostri figli questo tipo di percorso educativo?

«Le motivazioni  che hanno spinto a scegliere questo tipo di percorso educativo non sono per tutti uguali – spiega Cecilia – C’è chi l’ha scelto perché ha avuto esperienze faticose con la scuola statale, perché  il proprio figlio non era stimolato a frequentare; altri perché credono nell’importanza di una scuola che sia capace di valorizzare le individualità, dove il bambino apprenda a stare in relazione e quindi in ascolto di sé e dell’altro e questo sia da traino alla motivazione, al fare esperienza, ad apprendere. E’ una scuola che parte dai bambini, dalle loro capacità, desideri, bisogni, tempi e differenze. Riguardo al nostro progetto ricordo che tanti sono i modelli di riferimento e noi usiamo definire progetto di educazione parentale e zooantropologia, altra definizione che utilizziamo è educazione non direttiva».

Quali sono i principali vantaggi a livello pedagogico?

«I vantaggi pedagogici in parte sono quelli che ho descritto sopra; si fa una didattica attiva, dove i bambini possono fare esperienza a partire dall’ambiente che li circonda: la campagna, gli animali sono elementi ricchi di stimoli dai quali sviluppare la “lezione” che non si traduce in lezione frontale, non c’è un adulto che somministra la sua interpretazione della realtà, ma tutti insieme partecipano con le proprie ipotesi, le proprie idee. I bambini sono stimolati a ricercare, a fare connessioni, insieme all’adulto che è considerato un facilitatore e anche una guida. Dal punto di vista educativo i bambini ogni mattina iniziano prendendo posto nell’“isola” ovvero fanno il cerchio in cui raccontare come si sentono, a decidere le regole quando necessita, a fare proposte inerenti la didattica. La mattinata si conclude nuovamente con il cerchio nel quale si racconta cosa è piaciuto, come stanno e cosa non è piaciuto. I bimbi hanno la possibilità di vivere momenti di gioco libero che ha pari dignità degli altri momenti legati alla didattica, perché il gioco come si sa è anche apprendimento e viene valorizzato la possibilità che i bambini vivano una corporeità spontanea e non imbrigliata nelle regole e strutture proprie dello sport. Il progetto in particolare si caraterizza per la presenza di asini e pecore considerati maestri, ovvero l’ambiente è il principale contesto da cui apprendere, compreso gli animali che sono considerati mediatori nella relazione, nell’apprendimento. Il gruppo di otto bambini è eterogeno per età e fanno parte del progetto in maniera attiva tutti i genitori. I bambini sono seguiti da una maestra che noi abbiamo scelto e con la quale condividiamo la vita scolastica quotidianamente. I costi sono interamente a carico delle famiglie».

Non c’è il rischio che nel momento in cui i bimbi rientreranno nel percorso educativo istituzionale (ad esempio quando cominceranno le scuole medie o superiori) possano trovarsi in difficoltà o in svantaggio rispetto agli altri alunni?

«Nel proseguire il proprio percorso scolastico i bambini non è detto che incontrino delle difficoltà, anzi in molti casi sono più preparati e più autonomi. I bambini sono abituati ad uno stile educativo che spinge alla ricerca, alla curiosità, ad organizzarsi in autonomia e ad apprendere per connessioni. Ciò stimola l’apprendimento. Chi riferisce dell’esperienza di questi giovani dice che il problema principale che sentono è la mancanza di una relazione autentica, non sono a loro agio nell’ambiente scolastico perchè è poco personalizzato, ma dal punto di vista degli apprendimenti sono facilitati».

Lezione all'aperto

Lezione all’aperto

Per saperne di più, potrete visitare la Scuolina in via Donesiglio 14, in occasione del mercatino natalizio in programma per , sabato 7 dicembre (dalle ore 15 fino a sera) e domenica 8 dicembre (dalle ore 10 per tutta la giornata). Per tutte le giornate di mercatino si alterneranno momenti esperienziali creativi di mosaico, origami natalizi, creazioni di cera sciolta encaustic, bottiglie magiche, realizzazione di bambole senza cuciture, letture ad alta voce e laboratori di pasticceria per bambini…

L’associazione Zebra Gialla proporrà attività di conoscenza e relazione, con percorsi magici e coccole natalizie in compagnia degli asinelli Miranda, Fantasia, Stellina e Valentino e le simpatiche pecore Fanny e Fiocchetto. A far da sfondo, la campagna illuminata a festa, buona musica, deliziosi dolci, caldarroste, ciccolata calda e vin brulé. Inoltre…

Domenica 8 dicembre

Alle ore 17, Il cerchio dello scambio, lettura natalizia  e, a seguire, momento di gioco in cui ogni bambino potrà provare l’emozione di donare un  proprio libro (che dovrà essere impacchettato) e riceverà, a sua volta, in cambio il libro donato da un altro bambino.
Alle ore 18,30, estrazione dei premi della Lotteria degli aiuti e aperitivo di Natale.

Fonte: sabatosera.it

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