Bike to school senza altri loghi

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In molte città europee è qualcosa che avviene ogni mattina. Accompagnare i bambini a scuola in bici sembra una buona idea per molti motivi. In Italia soltanto negli ultimi tempi, con il diffondersi della bici ovunque, si comincia a prendere in considerazione questa ipotesi. L’iniziativa Bike to school del 29 novembre 2013, ad esempio, ha avuto un riscontro davvero incredibile di partecipazione e mediatico. Soltanto a Roma sono state oltre trenta le scuole coinvolte con circa cinquecento bambini e bambine e almeno altrettanti genitori più un centinaio di volontari. Tutto promosso con il passaparola e autogestito.

Per una volta, moltissime testate, anche alcuni “grandi” media, hanno seguito e segnalato l’evento. Ci sono state, ad esempio, redazioni che hanno cercato Comune per contattare alcuni nostri redattori e redattrici che seguono molto da vicino questi temi.

Tuttavia, diversamente da come annunciato dal sindaco di Roma Ignazio Marino e dall’assessora Alessandra Cattoi nell’intervista su Radio Rai Uno andata in onda lunedì – fanno sapere dall’Associazione Genitori Scuola Di Donato (una delle più attive nella promozione del Bike to school) -, l’evento è stato organizzato, gestito e coordinato interamente da genitori, volontari e bambini.

“Ringraziamo comunque il Comune e gli assessori Guido Improta e Alessandra Cattoi per avere aderito con il patrocinio, la fornitura di trecento pettorine e l’ausilio dei vigili per i percorsi più delicati – dice il Coordinamento genitori e volontari Bike to school – Siamo disponibili a continuare a collaborare ma riteniamo che l’iniziativa vada mantenuta senza altri loghi”.

Un bel segno dei tempi, a proposito di cambiamento in basso più che… dal basso.

 

Galleria fotografica del Bike ti school del 29 novembre

 

 

 

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