C’è un mondo che ti aspetta

“Mia cara, nel momento in cui ti scrivo non so ancora se sopravviverai. Le ultime notizie su di te attestavano solo che versavi in gravi condizioni, dopo esserti lanciata da un balcone. Non hai lasciato dubbi possibili sul perché della tua decisione: nel biglietto indirizzato ai tuoi genitori, dici che eri stanca di essere maltrattata dai tuoi compagni di scuola. Non avevi più un nome, pare: per loro eri semplicemente e ripetutamente e ossessivamente la “cicciona”. I trafiletti che riportano in modo stringato la tua vicenda, aggiungono che il tuo carattere è introverso e che non vai troppo bene negli studi: lo dicono così, come se fosse una spiegazione per il gettarsi nel vuoto a 12 anni… Ti metti addosso qualcosa che ti piace molto, e qualcuno ti dice che è inutile, non puoi essere carina ne’ per te stessa ne’ per gli altri: sei grassa, e ciò significa che qualunque vestito tu abbia addosso sei e resti brutta. Vuoi fare scherma o balletto, ma ti dicono che non hai il fisico giusto. Dimagrisci, poi se ne parla. Apri una rivista “femminile” e leggi di diete, diete e diete. Eppure sebbene le industrie della dietetica non abbiano interesse a dirtelo, perché 60/100 miliardi di profitti l’anno sono il prezzo del loro silenzio, la tua salute non dipende dal tuo peso: è una questione multidimensionale. Devi sapere che ci sono altri modelli. Altre bellezze. Troppe cose che non ti hanno detto, troppe cose che non hai visto. C’è un mondo intero che ti aspetta, c’è, credimi”

di Maria G. Di Rienzo

FGMia cara, nel momento in cui ti scrivo non so ancora se sopravviverai. Le ultime notizie su di te attestavano solo che versavi in gravi condizioni, dopo esserti lanciata da un balcone. Non hai lasciato dubbi possibili sul perché della tua decisione: nel biglietto indirizzato ai tuoi genitori, dici che eri stanca di essere maltrattata dai tuoi compagni di scuola. Non avevi più un nome, pare: per loro eri semplicemente e ripetutamente e ossessivamente la “cicciona”. I trafiletti che riportano in modo stringato la tua vicenda, aggiungono che il tuo carattere è introverso e che non vai troppo bene negli studi: lo dicono così, come se fosse una spiegazione per il gettarsi nel vuoto a 12 anni, ma vorrei che ci provassero loro ad entrare ogni giorno all’inferno e là essere vivaci e amichevoli e brillanti e molto attenti e interessati ad apprendere, mentre sulle loro teste piovono insulti, motteggi e rigetto. E non è che uscendo da scuola si stia meglio, lo so.

Vai dal medico, i tuoi esami sono a posto e mostrano che sei in perfetta salute, ma ti viene detto che comunque dovresti perdere peso.

Ti metti addosso qualcosa che ti piace molto, e qualcuno ti dice che è inutile, non puoi essere carina ne’ per te stessa ne’ per gli altri: sei grassa, e ciò significa che qualunque vestito tu abbia addosso sei e resti brutta.

Vuoi fare scherma o balletto, ma ti dicono che non hai il fisico giusto. Dimagrisci, poi se ne parla.

Apri una rivista “femminile” e leggi di diete, diete e diete. Necessario, ti spiegano: se sei grassa nessuno ti amerà, non troverai mai un lavoro, la tua vita è destinata al fallimento.

Accendi la tv e sei bombardata da annunci che pubblicizzano prodotti dietetici, da modelle anoressiche e da immagini di bambine e adolescenti (magre) ipersessualizzate.

Cerchi di capire, ma tutto quel che ottieni come risposta è la tua colpevolizzazione: sei grassa perché sei una stupida ingorda, tutto quel che ti arriva di denigrazione e svergognamento te lo meriti.

Mia cara, se tu dovessi riaprire gli occhi – e il mio cuore sta pregando per questo – spero davvero che leggerai le mie parole, o che le leggeranno i tuoi genitori e le ripeteranno a te: non credere a tutto quel che senti. Tanto per cominciare, non c’è un singolo studio scientifico a provare che tu sei “malata” : ce ne se sono invece un mucchio che provano come le persone abbiano migliorato la loro salute tramite abitudini appunto salutari, senza perdere un grammo di peso. La maggioranza di coloro che si sottopongono a diete finisce per tornare al proprio peso o addirittura per guadagnarne. Che dimagrire sia per una donna la panacea universale non ha niente di scientifico, è un “mistero della fede” che viene ripetuto sino alla nausea da ogni canale possibile, proprio perché non ha prove a sostenerlo. E i suoi devoti ti riempiono la testa di “tutti sanno” proprio perché non possono provare niente e non sanno NIENTE: di salute, di medicina, di scienza, di peso, di bellezza, e di te.

Sebbene le industrie della dietetica non abbiano interesse a dirtelo, perché 60/100 miliardi di profitti l’anno sono il prezzo del loro silenzio, la tua salute non dipende dal tuo peso: è una questione multidimensionale, non interamente controllabile e mai garantita, ma puoi dare una mano al tuo corpo se dormi abbastanza, se cerchi di evitare gli stress, se ti muovi, se mangi cose sane che oltre a nutrirti ti piacciono, se lo ami. E so anche questo, che l’ultimo punto non può essere un mero sforzo di volontà da parte tua, visto quello che hai dovuto subire.

Ma il modo in cui sei stata trattata è schifoso e sbagliato. Te lo assicuro. Persino se i tuoi tormentatori avessero ragione, e non ce l’hanno, assalirti perché il tuo corpo, tu, sei diversa da loro continua ad essere schifoso e sbagliato. Non c’è alcun argomento razionale per sostenere che se non cambi per assomigliare a loro hanno il diritto di trattarti come immondizia. Il problema non sei tu. Tu sei un essere umano degno di rispetto come chiunque altro. Tu hai gli stessi loro diritti alla vita, alla libertà e al cercare di realizzare i tuoi sogni. Il problema è chi metaforicamente ti ha spinto giù dal balcone, e sono gli stessi che hanno riempito di stronzate le teste dei tuoi compagni di scuola: sono gli adulti che guadagnano, in qualsiasi settore, dal fomentare l’odio per le persone grasse, e in seconda battuta sono gli adulti che ripetono come pappagalli le baggianate che sentono in televisione o leggono sui giornali.

Vedi la signora qui sotto? Si chiama Ragen Chastain ed è statunitense. E’ una danzatrice professionista. Coreografa, scrittrice, conferenziera. E’ una persona grassa che non si vergogna di esserlo. Lo era sin da bambina. I corpi hanno tante diverse forme, tante storie diverse, tante eredità diverse. Non possono essere tutti uguali.

Ragen

A scuola Ragen ha praticato tutti gli sport a disposizione. Ha vinto un premio come miglior studentessa a livello nazionale. Si è esibita come danzatrice alla Carnegie Hall. Ha venduto condizionatori d’aria in Africa occidentale e messo in piedi tre ditte di successo. Ha anche vinto tre Campionati nazionali di danza. Non ha mai perso un grammo, ma ama ed è amata. Da anni si occupa attivamente di ragazze e adulte a cui, come a te, l’odio ha strappato via il desiderio di vivere: “Io credo che chiunque, qualsiasi sia la sua taglia, debba essere trattato con rispetto. E’ un’inalienabile diritto umano. Credo sia impossibile dedurre la salute di una persona dal suo peso. Credo nel dare alla gente informazioni corrette e opzioni accessibili su cibo e movimento, e credo nel rispetto delle scelte altrui. Ho cominciato a fare attivismo quando ho visto persone convinte che se non diventavano pelle e ossa erano obbligate ad odiare se stesse. Non voglio dire a nessuno come deve vivere, ma allo stesso modo voglio che le mie scelte siano rispettate. Ho avuto grandi fortune nella mia vita, e ho realizzato molte cose, ma la più importante è stata apprendere ad amare me stessa e il mio corpo, e ad essere felice di vivere stando completamente al di fuori delle norme culturali vigenti sulla bellezza.”

Mia cara, lungi da me il dirti che è facile. Volevo solo mostrarti che non è impossibile. E volevo anche dirti che io proprio non riesco a trovare qualcosa di positivo in un modello che spinge le bambine come te a uccidersi. Ma tu devi sapere che ci sono altri modelli. Altre bellezze. Troppe cose che non ti hanno detto, troppe cose che non hai visto. C’è un mondo intero che ti aspetta, c’è, credimi. Non hai bisogno di andartene per trovarlo, e abbiamo bisogno di te per renderlo ancora migliore. Abbiamo bisogno di te. Tu sei importante. Se mai in qualche strano modo questo sentimento dovesse arrivare alla tua coscienza, mia cara, sappi che io ti sto aspettando.

Maria G. Di Rienzo, femminista, giornalista, formatrice e regista teatrale, è autrice del blog http://lunanuvola.wordpress.com (altri suoi articoli sono QUI).

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1 risposta a “C’è un mondo che ti aspetta”

  1. 12 agosto 2014 at 17:18 #

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