Il clima è finito nel nostro piatto

Non solo le multinazionali del cibo e il governo Obama ma anche buona parte degli “ambientalisti” fanno finta di non sapere che la principale fonte del gas serra creata dall’uomo è l’industria globale di sottoprodotti di origine animale. La stragrande maggioranza di tutti i terreni agricoli nel mondo sono ormai colture di cereali, molti Ogm, destinati ad alimentare gli animali-prodotti. “Intanto, gli “ambientalisti” continuano a servire carne alle loro eco-conferenze e invitano le persone come me a considerare la scelta vegan come una questione solo personale… Se la vostra idea di giustizia e di liberazione non include tutto – scrive agli “ambientalisti carnivori” Mickey Z, scrittore statunitense -, se non abbraccia tutti i terrestri, bè… indovinate un po’? Non è giustizia, non è liberazione”.

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di Mickey Z*

“A volte le persone hanno una convinzione centrale che è molto forte. Quando è presentata loro una prova che va contro tale convinzione, la nuova prova non può essere accettata. Creerebbe una sensazione che è estremamente sgradevole, chiamata dissonanza cognitiva. E poiché è così importante proteggere la convinzione centrale, le persone razionalizzeranno, ignoreranno e persino negheranno qualsiasi cosa che non si adatti alla propria convinzione centrale”

Franz Fanon, “I dannati della terra”

Nell’anno che è passato dal Superstorm Sandy, ho frequentanto un buon numero di eventi sui temi ecologici e (a meno che io fossi uno dei relatori) nessuno – ripeto, nessuno – ha accennato al fatto che la principale fonte del gas serra creata dall’uomo è l’industria globale di sottoprodotti di origine animale.

Promemoria#1: I gas serra contribuiscono in modo rilevante al cambiamento climatico.

Promemoria#2: Il cambiamento climatico ha contribuito potentemente a l’impatto e alle conseguenze di Sandy.

Sì, il clima sta cambiando. La nostra consapevolezza, la nostra strategia, la nostra volontà di abbracciare le nuove idee? Non così tanto.

Alcune domande per gli adoratori della pancetta affumicata

Perché essere ambientalisti carnivori quando perdiamo quasi 7 miliardi di tonnellate di topsoil (suolo agricolo di superficie, la terra più nutriente, ndt) ogni anno, il 75 per cento di quello originale negli Usa è già scomparso, e senza questo tipo di terriccio ricco di sostanze nutritive, la vita umana svanirà?

Battuta finale. Indovinate cosa sta causando l’85 per cento di questa erosione di topsoil: sì, l’allevamento del bestiame e le coltivazioni di mangime.

Perché essere ambientalisti carnivori, quando la stragrande maggioranza dei cereali (stima: 88-95 per cento) sono varietà geneticamente modificate?

Battuta finale. Mentre 40.000 esseri umani muoiono di fame ogni giorno, il 65 per cento delle granaglie, non testate e geneticamente modificate, viene somministrato a cinquantatre miliardi di animali terrestri spacciati.

Perché essere un ambientalista carnivoro quando ogni giorno, 200.000 ettari di foresta pluviale vengono distrutte e il 70 per cento della precedente superficie forestale in Amazzonia è ora condannata ad essere pascolo per il bestiame e colture per l’alimentazione animale?

Battuta finale. Ogni volta che si mangia un hamburger proveniente dalla foresta pluviale, si diventa corresponsabilo della distruzione di 700 chili di materia vivente: 20-30 specie di piante, 100 specie di insetti, e decine di rettili, uccelli e mammiferi.

Perché essere un ambientalista carnivoro quando il terreno utilizzato per coltivare “cibo” per gli animali 10 miliardi di acri?

Battuta finale. La produzione di bestiame consuma il 70 per cento di tutti i terreni agricoli, che si traduce in consumi e distruzione di un terzo della superficie terrestre del pianeta.

Ricapitolando

Ogni anno, il 65 per cento dei cereali geneticamente modificati non testati sono dati come alimeno a 53 miliardi di animali terrestri condannati da un settore che consuma un terzo della superficie terrestre del pianeta ed è il numero uno come fonte di gas a effetto serra provocato dall’uomo. Intanto, gli “ambientalisti ” continuano a servire carne alle loro eco-conferenze e mettono in guardia le persone come me a considerare le nostre soltanto “scelte personali”…

Gli “ambientalisti ” ordinano le pizze alle loro assemblee e seguono un “leader” come Bill McKibben che non vuole occuparsi della carne o il Dipartimento della Difesa statunitense (numero uno come inquinatore del pianeta) o fare qualsiasi cosa che possa creare problemi ad Obama.

La mia replica a questi apologeti di Obama, ambientalisti carnivori, e per questo anti-vegani: se la vostra idea di giustizia e di liberazione non include tutto, se non riguarda tutti i terrestri, bene… indovinate un po’? Non è giustizia e non è liberazione.

Compagni, se non vogliamo che la nostra eredità sia essere la non-azione, il rifiuto, e la vergogna, è il momento di abbracciare una tonalità molto più scura di verde.

#shifthappens

 

Mickey Z, ovvero Michael Zezima, è scrittore ma anche giornalista e fotografo, e vive a New York. Autore di oltre dieci libri, il più recente è il romanzo Darker Shade of Green (tra quelli tradotti in Italia «Salvate Il Soldato Potere: I falsi miti della Seconda Guerra Mondiale», Il Saggiatore). Comune-info è il sito in Italia al quale invia periodicamente i suoi articoli. Questo articolo è stato pubblicato anche su worldnewstrust.com (traduzione di Comune-info) con il titolo One Year Post-Sandy: Climate Changes, Tactics Don’t.

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5 Risposte a “Il clima è finito nel nostro piatto”

  1. Marco Vasina
    22 novembre 2013 at 09:59 #

    Sono vegetariano da 25 anni e all’inizio della mia scelta avevo lo stesso stupore espresso in quest’articolo. La scelta di un’alimentazione vegetariana mette in discussione i pilastri della nostra idea di “vivere bene” chè è profondamente radicata in noi culturalmente. Se ci aggiungiamo che attualmente il genere umano non stà passando tempi sereni, liberi ed è costretto a seguire ritmi sempre più serrati, la “CARNE” diventa una specie di oasi psicologica di pace, serenità, sicurezza. Perchè vuol dire, nella nostra scala di valori e convenzioni, benessere. Il cambiamento credo ormai potrà essere solo col mezzo della cultura che però ha tempi di realizzazione non immediati. Per me la conoscienza acquisita dai miei studi universitari di scienze biologiche (5 anni), mi ha fatto sembrare ovvia e naturale la scelta che ho subito praticato il giorno dopo che sono uscito di casa per andare a vivere da solo.

  2. Sirio
    30 gennaio 2014 at 11:20 #

    Io vorrei chiedere a chi ha tradotto questo articolo se quando lo ha fatto è andato a informarsi e a cercare le fonti di tutti questi dati. Se si è chiesto che cosa sono esattamente gli ogm, che tipo di problemi possono causare. Allora io non pretendo un articolo scientifico, ma questo articolo è incompleto ed addirittura fuorviante in alcune parti. Se volete trasmettere informazioni e valori, che io condivido tra l’altro, vi prego fatelo bene. E mettete qualche fonte, e spiegate i numeri che citate, che i numeri da soli non servono a niente.

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