Imparare ad imparare

Il subcomandante Marcos ha scritto una specie di manuale di sopravvivenza per le persone, dagli zero ai novantanni, che stanno arrivando in Chiapas per prendere parte al primo corso sulla libertà secondo gli zapatisti. È pieno di rivelazioni e di consigli pratici. Un esempio? «Non portate scarpe con i tacchi a spillo perché, è vero, stanno molto bene, ma le rompereste subito». A proposito della escuelita zapatista, Gustavo Esteva ha scritto sulla Jornada che è arrivata l’ora di imparare o, meglio, di reimparare ad imparare. Non è facile, quando si tratta di libertà. La stessa lotta, senza distinzione tra mezzi e fini, che cominciava nel 1971 nella casa del doctor Margil, prima che gli zapatisti ridiventassero zapatisti

di Gustavo Esteva

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E’ arrivato il momento di imparare. Questa settimana nei caracoles si effettuerà l’inaugurazione e nella prossima avrà inizio il primo corso per apprendere la libertà con gli zapatisti. Giungeranno, da molte parti del Messico e del mondo, quanti sono stati espressamente invitati al soggiorno di apprendimento nelle comunità zapatiste. Le feste nei caracoles, dall’8 al 10 di agosto, e gli atti della cattedra Tata Juan Chavez, il 17 e il 18, saranno aperti a quanti desiderino avvicinarsi.

I lettori de La Jornada (quotidiano messicano, ndr) hanno potuto seguire, a partire dal 21 dicembre scorso, la serie di comunicati che hanno portato a questi eventi. E’ ancora possibile trovarli in rete.

Non sarà facile partecipare. Si esige di ri-apprendere ad apprendere, in particolare quando si informa che i maestri non saranno professori certificati e mancheranno pedagogisti esperti. Non si risponderà ad alcuno dei requisiti formali di un corso scolastico o di un ambiente accademico. E non si tratterà di apprendere sul mondo, ma dal mondo, e di apprendere da coloro che stanno costruendo il mondo nuovo. Vi è stato un tempo in cui si diceva che cambiare il mondo era molto difficile, forse impossibile; ciò che invece era possibile, invece, era fare un mondo nuovo. I maestri del corso saranno coloro che stanno facendo questo. Per questo è necessario ri-apprendere ad apprendere.

Ma la parte più difficile sarà il contenuto: si tratta della libertà.

229125_2000580135767_3659698_nQuesta parola origina un riferimento immediato a coloro che l’hanno persa, la libertà, e genera solidarietà con quanti sono incarcerati. Non vi è dubbio che ci si debba occupare e preoccupare di costoro: una parte consistente di loro è innocente. Si deve lottare per loro e rendere palese la profonda ingiustizia del fatto che li si incarceri mentre i veri colpevoli dell’orrore che ci circonda passeggiano impunemente nelle strade.

Citerò ancora una volta il poeta John Berger. Un tempo ci disse: se mi vedessi costretto ad impiegare una parola per esprimere ciò che accade nel mondo, penserei alla prigione. Stiamo tutti in prigione, compresi noi che affermiamo di essere liberi. Si tratta di apprendere cosa è la libertà per gli zapatisti e forse, con questo apprendimento, imparare a vedere le nostre sbarre.

Sempre di libertà parla, inevitabilmente, un comunicato opportuno e necessario che annunciava per il 19 di giugno l’apertura de La casa di tutte e di tutti a Monterrey. Si tratta della volontà di restare liberi e dei princìpi e della morale come fondamento di un comportamento rivoluzionario.

Non si può dire che sia stata famosa la casa del dottor Margil, quella che più di quattro decadi or sono vide nascere le Forze di Liberazione Nazionale. Colpita da vandali alcuni mesi fa, è ora sotto restauro. Si annuncia una pagina, nella quale verranno via via pubblicati comunicati e materiali di questa organizzazione.

Sappiamo assai poco di questa organizzazione. Il nome è circolato come per una primogenitura dell’Ezln, però poco si è detto sulla sua storia, la sua gestazione, le sua finalità. Il n. 20 di Contrahistorias, ora in circolazione, pubblica una serie di interviste di quadri dell’Ezln nelle quali si fa riferimento alle Forze di Liberazione Nazionale. Ma sono solo appunti frammentari dell’organizzazione.

Lo splendido documentario di Luisa Riley, Flor en Otomí, che è stato presentato a Città del Messico il 19 aprile 2012 e da allora circola nei circuiti alternativi, ci ha consentito di entrare nella vita di Dení Prieto e nell’orrore della casa di Nepantla ma ha accresciuto il desiderio di saperne di più e non di placarlo. E’ bello sapere che ora avremo, dalla fonte originale, il materiale che consentirà di vincere questa battaglia della memoria contro l’oblio.

zap_educacionDue elementi del comunicato con cui si dà notizia dell’apertura della Casa di tutte e di tutti mostrano la continuità con ciò che avverrà nei prossimi giorni. Con riferimento al primo comunicato delle Forze di Liberazione Nazionale del 2 agosto 1971, che circolò in copie fatte con la carta carbone fra i membri dell’organizzazione per dare notizia del primo scontro armato con lo Stato, si evidenzia con tutta chiarezza quanto oggi è in primo piano: che si trattava, già allora, di una lotta per la libertà e che, sempre da allora, i princìpi e la morale erano il fondamento di ogni comportamento, di ogni azione politica.

Questi due elementi hanno segnato la differenza, nel corso di quaranta anni, con le classi politiche, i governi, i partiti, e anche con molte forze politiche pubbliche o clandestine che si pretendevano rivoluzionarie. E’ la differenza che oggi più che mai è necessario continuare a sostenere.

 

Traduzione per Comune-info: Aldo Zanchetta.

Fonte La Jornada.

Gustavo Esteva vive a Oaxaca, in Messico. I suoi libri vengono pubblicati in diversi paesi del mondo. In Italia, sono stati tradotti: «Elogio dello zapatismo», Karma edizioni: «La Comune di Oaxaca», Carta; e, proprio in questi mesi, per l’editore Asterios gli ultimi tre: «Antistasis. L’insurrezione in corso»; «Torniamo alla Tavola» e «Senza Insegnanti». In Messico Esteva scrive regolarmente per il quotidiano La Jornada ma i suoi saggi vengono pubblicati anche in molti altri paesi. In Italia collabora con Comune-info.

Gli altri articoli di Gustavo Esteva su Comune-info li trovate qui. Questo invece è un articolo sul suo viaggio in Italia e sull’incontro con i lettori e i promotori di Comune-info: Dispersione quotidiana ribelle, il viaggio di Gustavo Esteva

 

 

Letture consigliate:

LA ESCUELITA DEGLI ZAPATISTI

Subcomandante Marcos

È tornato Durito, ora si fa chiamare Don Durito Punto Com. Ha spiegato al subcomandante Marcos che per il suo rientro letterario non ci poteva essere momento migliore che quello dell’apertura del corso intitolato «La libertà secondo gli zapatisti». Il corso si terrà nella escuelita che le comunità autonome delle montagne del Chiapas hanno preparato per accogliere ospiti che arriveranno da tutto il mondo. Marcos ha scritto una sorta di «manuale delle cattive maniere» in quattro puntate (lo trovate in fondo all’articolo di Hermann Bellinghausen che abbiamo messo a mo’ di introduzione), una guida pratica che serve a capire cose semplici: perché non bisogna portare regali alle famiglie presso cui si alloggerà; oppure perché, in quella strana scuola, non vi serve un curriculum, nemmeno quello di zapatista doc della prima ora. Lì, alla escuelita, invece del curriculum si guarda il cuore…

L’UNIVERSITA’ DELLA TERRA

Claudio Orrù e Irene Ragazzini

Una strana università messicana costruisce la sua autonomia oltre i miti dell’educazione

 

 

 

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