Smettetela con l’economia

Alcuni studenti di università statunitensi e la rivista Adbusters hanno promosso da diversi mesi una campagna per diffondere poster, manifesti, adesivi nelle facoltà di economia, nelle aule come nelle stanze dei docenti. Creatività, ironia, dati, immagini per provocare ovunque domande, dubbi e dibattiti, per gridare No al capitalismo, per «scuotere le fondamenta della scienza economica neoclassica». E per respingere l’arroganza degli economisti. Insomma, per svuotare di senso dall’interno l’economia, cioè il capitalismo. Un sito, Kickitover.org, raccoglie i materiali della campagna. Di seguito una lettera pubblicata su Adbusters.org di uno studente dell’Università di Otago, Nuova Zelanda, che ha aderito alla campagna: racconta come la sua professoressa di economia, durante una lezione, improvvisamente è diventata un’obiettrice di economia.

 Manifesto_AP_1

Una lettera di Lukas Clark dell’Università di Otago, Nuova Zelanda

«Per il grande popolo di Adbusters.

E’ successo qualcosa oggi in una lezione su Economia del Lavoro. Qualcosa che voglio condividere con voi.

Sto promuovendo una campagna nella mia università – Kickitover.org lunghi i corridoi del Dipartimento di «Economia ovattata» – diffondendo messaggi radicali sotto le porte di docenti e tutor, condividendo le idee di Meme Wars (campagna promossa da Adbusters contro gli econimisti) con chiunque voglia ascoltare…

Ma oggi, dopo anni di lezioni di economia, dopo centinaia di ore di lezioni, la mia professoressa ha finalmente ammesso il fallimento della scienza economica. Ecco cosa è successo.

Da alcuni anni studio filosofia, politica ed economia alla mia università, ho partecipato a centinaia di ore di lezioni di economia, formule memorizzate disegnando curve di offerta e di domanda, il calcolo dei tassi di inflazione… E in tutto questo tempo, non un solo docente ha menzionato le crisi finanziarie e il ruolo svolto dagli economisti. Invece abbiamo avuto come ospiti alle lezioni analisti della Reserve Bank e consulenti del settore privato, ed sono stati pieni di speranza per il lavoro redditizio che sicuramente ci attende alla fine dei nostri studi.

MemeWarsPoster4Ho cominciato a dormire durante le lezioni, ho smesso di leggere i libri di testo… ho smesso di preoccuparmi dello studio. Poi, oggi, in una lezione di Economia del Lavoro, la professoressa ha detto qualcosa che ha attirato la mia attenzione. E’ stata una dichiarazione di passaggio (non sulle slides delle lezioni) e dubito che la maggior parte della classe abbia sentito che: «Gli economisti a volte sbagliano. Nessun governo dovrebbe basare la politica su modelli economici puri. Il risultato di tale fede cieca è la recessione del 2008».

Ero sbalordito. Dopo anni nei quali siamo stati forzatamente alimentati con i saperi neoclassici, la mia professoressa aveva appena messo un po’ in discussione tutto ciò che pensavamo di conoscere: gli economisti a volte si sbagliano; i modelli raramente riflettono il mondo reale, la fede senza la prova è roba da culti.

Dopo mi sono avvicinato alla professoressa, volevo farle sapere che avevo apprezzato il suo avvertimento. Volevo dirle, «grazie per averci insegnato a mettere in discussione la certezza sui modelli descritti da voi nei libri di testo. Grazie per aver ammesso il fallimento della vostra disciplina. Grazie per aver riconoscoito i pericoli della politica economica sbagliata». Ma invece di dire qualcosa, ho guardato la professoressa negli occhi e ho offerto un sorriso di gratitudine. Sapeva bene quello che aveva fatto…».

 

Darling! Let's get deeply into debt*Adbusters nasce in Canada nel 1992 come periodico di critica della pubblicità («rivista per l’ambiente mentale», recita il sottotitolo), per poi diffondersi in molti paesi con il magazine omonimo e ovunque con il sito adbusters.org (da cui è stato tratto questo articolo, traduzione di Comune-info). Oggi è una rete globale di artisti, scrittori e «dissidenti culturali» che ha saputo mostrare i nessi tra i temi della critica del capitalismo, le pratiche dell’anticonsumismo e la comunicazione sociale. Da Adbusters è partito l’appello con cui è nata la mobilitazione di Occupy Wall Street nel settembre 2011.

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