Educarsi alla ribellione

L’agricoltura sociale, dicono a Capodarco, è un prezioso spazio di autoformazione. Nel loro primo campo con giovani di tutto il mondo pratica e teoria non hanno confini netti. Tra le materie: Pedagogia del Sogno, Educazione alla ribellione, Nuove Forme di Riscatto e, naturalmente, diverse ore in fattoria e in compagnia. Ribellarsi ed educarsi facendo.

edIl 19 luglio prenderà il via il primo campo Lavoro “Qui nulla è impossibile” promosso dall’associazione internazionale Noi Ragazzi del Mondo, Agricoltura Capodarco, il Consorzio Alberto Bastiani, il Cipsi e il Cnca Lazio.

Il campo ospiterà ventiquattro ragazzi, di cui dieci provenienti da tutto il mondo, selezionati dallo Yap (Youth in Action for peace), che per dieci giorni, fanno sapere i promotori, saranno protagonisti del campo. L’obiettivo? Unire agricoltura sociale e autoformazione.

L’agricoltura sociale, per gli organizzatori del campo, è una pratica inclusiva, capace di coniugare giustizia ambientale e sociale. Il campo prevede attività presso la Fattoria sociale di Capodarco a Grottaferrata (Roma) e presso la Mistica di Roma, dove oltre cento ettari di terreno ospitano laboratori sociali e parte della produzione della cooperativa Agricola Capodarco.

Durante il campo i ragazzi prenderanno dunque parte al primo corso di formazione per “Sognatori in Erba”, un modo per offrire ai giovani gli strumenti per poter tornare a sognare e sperimentare un modo di vivere diverso. Ma il “come” in questo caso è importante tanto quanto il “cosa”, per questo i ragazzi saranno i veri protagonisti del campo. Diverse saranno le materie trattate tra cui: Pedagogia del Sogno, Educazione alla ribellione e Nuove Forme di Riscatto con le testimonianze dei ragazzi della Gurfata di Locri, Don Giacomo Panizza di “Progetto sud”, Ciro Corona della Coop Resistenza che gestisce il bene confiscato “ A. Lamberti” alla Camorra di Chiaiano e tanti altri.

“I giovani che parteciperanno al campo riceveranno il Primo Diploma di Sognatore – si legge in una nota diffusa dai promotori -, che in linea con il pensiero del fondatore di Capodarco fon Franco Monterubbianesi, avranno l’arduo compito di divenire i primi diplomati “sognatori” e soggetti propulsivi di una nuova Europa… un’Europa fondata sui diritti umani garantiti e riconosciuti da uno welfare state all’altezza dei nuovi bisogni”.

 

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