I giovani dovrebbero sapere

Scrive il giornalista e scrittore statunitense David Swanson, rivolgendosi ai più giovani del nord del mondo: «Non restate seduti, stare seduti è un omicidio di massa. Non obbedite a nessuno che vi dica di restarvene seduti. Non cercare un leader. Non vendete la vostra coscienza a un gruppo o a uno slogan o a un partito politico. Non ascoltate neppure me, a meno che quello che dico abbia un senso».

di David Swanson*

r-OCCUPY-STUDENT-DEBT-CAMPAIGN-large570Naturalmente anche gli anziani dovrebbero conoscere queste cose, e una piccola percentuale di loro le conosce, ma l’energia sembra investita meglio nel cercare di insegnarle ai giovani che hanno meno da disimparare nel farlo.

1. L’obbedienza è estremamente pericolosa

Sembra che questo debba essere sbagliato o incompleto in modo fuorviante. E sarebbe vero se parlassimo dei bambini. Se un bambino di due anni sta per correre di fronte a un’auto, per favore gridategli “fermati!” e sperate su tutta l’obbedienza possibile.

Ma sto parlando ai giovani, non ai bambini.

Crescendo, l’obbedienza dovrebbe sempre essere condizionata. Se un grande cuoco sembra darvi istruzioni di preparare un pasto disgustosamente cattivo ma vuole che obbediate sulla parola alle sue istruzioni, potreste benissimo scegliere di farlo, considerando tollerabile il rischio. Se, tuttavia, il cuoco vi dice di tagliarvi il mignolo e voi lo fare, quello sarà un segno sicuro che avete un problema con l’obbedienza.

Non è un pericolo né futile né comico. La maggioranza dei volontari in esperimenti è disponibile a infliggere grave dolore o anche la morte ad altri esseri umani quando uno scienziato dice loro di farlo per il bene della scienza. Guardate questo video di un esperimento di questo genere.

Se l’attore che in questo esperimento interpretava uno scienziato avesse detto ai partecipanti di tagliarsi i mignoli scommetto che non lo avrebbero fatto. Ma sono stati disponibili a fare molto peggio a qualcun altro. La buona vecchia Regola d’Oro è di aiuto contro questa inadeguatezza, ma lo è anche l’opposizione all’obbedienza cieca. La maggior parte della sofferenza nel mondo non è causata da individui indipendenti, bensì da grandi numeri di persone che obbediscono a ciò cui dovrebbero opporsi.

Ecco una storia sui giornali proprio adesso [tradotta in calce – n.d.t.] a proposito di un uomo profondamente sconvolto per essere rimasto seduto a una scrivania e aver obbedito agli ordini uccidendo più di 1.600 persone. Non si trattava di un esperimento. E’ stata una tragica realtà. Guardate questo video.

Dovremmo riflettere su come non metterci in situazioni in cui ci si aspetta da noi un’obbedienza cieca. E’ possibile trovare lavori che non implichino tale aspettativa insana. E dovremmo prepararci a rifiutare istruzioni immorali ogni qual volta ci siano impartite. Come vedremo oltre, tutti ne riceviamo in continuazione.

2. Quelli al potere ci manipolano affinché accettiamo

Diversi anni fa, molti protestarono contro la guerra statunitense in Iraq. Il presidente e la maggior parte del Congresso e dei grandi canali mediatici erano indaffarati a dare l’impressione che tali proteste erano ignorate o addirittura erano controproducenti. Ma le memorie dell’ex presidente George W. Bush ricordano che il leader della maggioranza Repubblicana al Senato gli aveva detto in segreto che la pressione stava diventando troppo forte e che dovevano por fine alla guerra. Bush firmò un accordo con il governo dell’Iraq per andarsene nel giro di tre anni.

Nel 1961 l’URSS si stava ritirando da una moratoria degli esperimenti nucleari. Una protesta alla Casa Bianca sollecitò il presidente Kennedy a non fare lo stesso. Manifesti dicevano “Kennedy, non copiare i russi!”. Un dimostrante ha ricordato per decenni quell’iniziativa come futile e senza scopo, fino a quando non ha scoperto un racconto orale in un’intervista a Adrian Fisher, vicedirettore dell’Agenzia USA per Controllo delle Armi e il Disarmo. Fisher ha affermato che Kennedy aveva ritardato la ripresa degli esperimenti a causa delle proteste.

Una dilazione di una politica cui ci si oppone non è una cosa buona quanto una messa al bando permanente, ma se quei dimostranti avessero saputo di essere ascoltati sarebbero tornati giorno dopo giorno e avrebbero portato i loro amici e forse avrebbero ottenuto quella messa al bando permanente. Che immaginassero di non essere ascoltati appare ridicolo se si legge abbastanza di storia. La gente è sempre ascoltata, ma quelli al potere si spingono molti in là nel dare l’impressione di non prestare alcuna seria attenzione.

Lawrence Wittner ha intervistato Robert “Bud” McFarlane, ex consigliere per la sicurezza nazionale di Ronald Reagan, chiedendogli se la Casa Bianca avesse prestato attenzione alle proteste che chiedevano il “congelamento” della produzione di armi nucleari. “Altri dirigenti dell’amministrazione hanno affermato di avere a malapena notato il movimento per il congelamento del nucleare”, ha affermato Wittner. “Ma quando ho interrogato McFarlane al riguardo si è acceso e ha cominciando a narrare una grande campagna dell’amministrazione per contrastare e screditare il congelamento, una campagna diretta da lui … Un mese dopo ho intervistato Edwin Meese, un alto collaboratore della Casa Bianca e Procuratore Generale USA durante l’amministrazione Reagan. Quando gli ho chiesto della reazione dell’amministrazione alla campagna per il congelamento, si attenuto alla linea consueta affermando che ufficialmente ne era stata presa scarsa nota. In risposta gli ho raccontato cosa aveva rivelato McFarlane. Sul volto di questo ex dirigente governativo è comparso un sorriso imbarazzato e io ho saputo di averlo colto in fallo. ‘Se lo dice Bud’, ha osservato diplomaticamente, “deve essere vero”.

E’ buffo: persino quando contesta le bugie o la segretezza del governo, la gente tende a bersi la bugia che il governo la sta ignorando. Tuttavia nel 2011, quando un movimento relativamente piccolo ha cominciato a scendere in strada sotto la bandiera di “Occupy”, il governo ha avviato un massiccio tentativo d’infiltrazione, spionaggio, molestie, brutalità e propaganda, sempre, naturalmente, affermando di non aver notato nulla e di non aver fatto nulla riguardo a qualcosa di così poco degno di nota.

Quelli al potere non si limitano a indirizzarvi all’inazione. Si danno anche da fare per muovervi a fare molte cose che sembrano efficaci, ma non lo sono. Il modo per mantenere la nazione al sicuro, affermano, consiste nell’andare a fare la spesa! O nell’esercitare pressioni per una legge pateticamente annacquata! O nel dedicare tutta la vostra energia di attivisti alla campagna elettorale e poi andare a casa a crollare esausti non appena le elezioni sono terminate, esattamente nel momento in cui dovreste prepararvi a rivendicare iniziative da chiunque abbia vinto le elezioni. Queste attività che hanno scarso impatto sono descritte come serie ed efficaci, mentre le attività che storicamente hanno avuto un grandissimo impatto (organizzarsi, istruire, dimostrare, contestare, esercitare pressioni, disturbare, svergognare, opporsi con la nonviolenza, produrre arte e intrattenimento, creare strutture alternative) sono dipinte come screditate e inefficaci e prive di serietà.

Naturalmente essere attivi è molto più divertente di quanto si pensi. Naturalmente l’influenza che si ha è sempre possibile anche se inosservata (si potrebbe ispirare un bambino che continuerà facendo grandi cose anni dopo o conquistando leggermente un oppositore al quale ci vorranno più anni per vedere la luce). Naturalmente abbiamo il dovere morale di fare tutto ciò che possiamo indipendentemente dalla facilità del successo. Ma sono convinto che vedremmo molto più attivismo se la gente sapesse quanto è ascoltata. Perciò diteglielo! E ricordiamoci di continuare a dirlo a noi stessi.

3. Non fare nulla è obbedire a un ordine mortale

Si immagini di scrivere una storia a proposito di un villaggio che rischia la possibile distruzione e che per la maggior parte la sua popolazione non faccia nulla per evitarla.

Non è così che sono scritte le storie.

Quello è il mondo in cui viviamo, senza riconoscerlo.

Siamo istruiti a sedere a una scrivania a usare a morte il telecomando contro la terra e noi obbedientemente usiamo il telecomando. Solo che questo non sembra l’uso di un telecomando, sembra vivere. Lavoriamo e mangiamo e dormiamo e facciamo giardinaggio e compriamo porcherie al supermercato e guardiamo film e andiamo alla partita e leggiamo libri e facciamo l’amore, e non immaginiamo che forse stiamo distruggendo un pianeta. Cosa siamo, la Stella della Morte?

Ma un peccato di omissione è moralmente ed effettivamente equivalente a un peccato di azione. Dobbiamo impegnarci a salvare il pianeta e non lo stiamo facendo. Stiamo consentendo il procedere del riscaldamento globale e di altre fondamentali distruzioni ambientali. Stiamo consentendo il progresso della militarizzazione e del bellicismo. Stiamo a guardare la concentrazione della ricchezza. Vediamo la divisione della società in caste. Sappiamo che stiamo costruendo carceri e droni e autostrade e oleodotti, contemporaneamente chiudendo scuole e condannando i nostri nonni alla povertà. Siamo consapevole che con il nostro duro lavoro stiamo finanziando multimiliardari alimentando contemporaneamente sofferenze nelle masse sofferenza, rancore, rabbia, frustrazione e violenza.

Vediamo questi cicli in aggravamento e ce ne restiamo seduti a non fare nulla.

Non restate seduti. Stare seduti è un omicidio di massa. Non obbedite a nessuno che vi dica di restarvene seduti. Non cercare un leader. Non vendete la vostra coscienza a un gruppo o a uno slogan o a un partito politico. Non ascoltate neppure me, a meno che quello che dico abbia un senso.

 

I libri di David Swanson, giornalista e scrittore, comprendono «War is A Lie» [La guerra è una menzogna]. Swanson scrive su http://davidswanson.org e conduce Talk National Radio. Seguitelo su twitter @davidcnswanson e su facebook.

Fonte: Z Net Italy, traduzione di Giuseppe Volpe.

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