Ma la Folgore è un’amica della Pimpa?

folgore_ansa.JPG_370468210Andrea quando si sveglia ha un ciuffo dritto sulla testa. Dorme sempre tutto storto, dito in bocca, mezzo scoperto e si addormenta dopo aver ascoltato le storielle lette dalla mamma e, molte volte, anche dal papà. Ad Andrea piacciono gli aerei ed il volo. Dopotutto l’ippopotamo Bombo, amico della Pimpa, svolazza nel cielo in cerca di avventure e d’altra parte anche il pesce Totò è un pesce volante. All’allegra compagnia di volatori ogni tanto si aggiunge papà, che non è amico della Pimpa ma prende comunque l’aereo perché per raggiungere i posti dove papà lavora andarci in bicicletta diventa complicato.

Andrea è mio figlio, ha tre anni e mezzo e vive in quel di Pisa con il suo carico di aspettative, curiosità e, ogni tanto, ricerca di attenzioni. Ha tanti amici, Andrea, ma la sua preferita è Adele, sua coetanea e compagna di merende (nel vero senso della parola) con cui dopo il nido condivide anche le scuole materne. Sono le «Calandrini», comunali, centrali, con un ottimo staff di educatrici e una mensa tutta biologica e a chilometro zero.

Andrea non conosce ancora le leggi che regolano la vita, le sta imparando giorno dopo giorno più dall’esperienza che dalla lettura dei libri, che comunque lo incuriosiscono. Capisce il senso della solidarietà, di ciò che è giusto rispetto a ciò che non lo è, dell’importanza della cura delle relazioni dall’ambiente che frequenta. Dalla mamma e dal papà, dal fratellino Mattia, dalle amiche e dagli amici con cui si condividono valori ed aspettative rispetto al mondo.

I modellini di F35

Sa che le persone a volte litigano, ma non sa che possono uccidere. Non frequenta pistole giocattolo né carri armati o modellini di F35, avrà tempo per conoscere il lato oscuro della forza, il tutto gestito in modo semplice e comprensibile ai più: nessuna campana di vetro sotto cui chiudere un bimbo, ma una linea educativa che, come dice l’articolo 11 della costituzione, ripudia l’uso della guerra. E anche la sua propaganda surrettizia e manipolatoria.

Il 22 gennaio è arrivata a dirigenti scolastici e referenti educativi una lettera firmata Federica Ciardelli, presidente della Nicola Ciardelli Onlus, un’associazione nata in memoria del militare caduto sei anni fa a Nassiriya. L’annuncio era scontato: l’organizzazione, anche per quest’anno, della «Giornata della solidarietà». Fino al 2011 le attività della «Giornata» si svolgevano interamente all’interno della caserma Gamerra della Folgore, ma dal 2012, in seguito alle proteste di molti genitori, le attività si svolgono in città, e soprattutto quest’anno propongono all’attenzione di bambine e bambini dei «percorsi sui principi fondamentali della Costituzione» organizzati in diversi itinerari per la città. Uno dei suoi «principi fondamentali», l’articolo 11 che spiega come l’Italia ripudi la guerra come «mezzo di risoluzione delle controversie internazionali», è stato ribattezzato dall’invidiablie creatività degli organizzatori «principio internazionalista» verrà spiegato e raccontato alla 46° Brigata aerea dell’aeroporto di Pisa dal Capar, che non è un amico della Pimpa ma il Centro Addestramento Paracadutisti della Folgore.

L’anno scorso, spiegano i genitori che si sono organizzati nella Campagna «Non portiamo i bimbi in caserma» la città «è stata fortemente militarizzata: bambine e bambini trasportati con pullman militari, pattuglie di militari presenti in modo diffuso nel centro della città, lancio acrobatico di paracadutisti in ponte di mezzo, “inchino” di elicotteri militari in mezzo ai palazzi del lungarno, di fronte – continua il comitato – a bambine e bambini festanti e inconsapevoli del fatto che gli strumenti militari sono progettati per fare la guerra e non per fare animazione a gite scolastiche».

143730-995x666Nessuna alternativa

A bambine e bambini, e rispettive famiglie, a cui non è data alcuna alternativa. Non esiste la possibilità di scegliere di rimanere in classe o di assistere a lezioni alternative.

Che ogni famiglia si arrangi e per quel giorno, visto che non possiamo stare a casa né permetterci una tata per otto ore, mio figlio starà con me.

Andrea è un bambino come tanti. Nel suo mondo c’è Adele, l’orsacchiotto Ugo, i vigili del fuoco (che ammira smisuratamente) e i viaggi di papà che saltabecca avanti ed indietro per lavorare insieme a chi vorrebbe un futuro diverso e che, come la mamma, condivide un mondo di rispetto e di giustizia. Nel mondo di Andrea gli aerei trasportano Bombo, gli elicotteri sono quelli del 118 e la sigla F35 è un mistero tra i misteri. A tre anni e mezzo hai il diritto di credere in ciò che vuoi e se gli adulti hanno altre esigenze, spesso molto meno sincere e trasparenti, ridimensionino le loro curiose ambizioni e lascino lo spazio per chi vuole fare scelte diverse. Senza imporre il saluto militare a nessuno, nel rispetto della libertà di tutti.

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13 Risposte a “Ma la Folgore è un’amica della Pimpa?”

  1. Alice
    19 aprile 2013 at 08:59 #

    Condivido totalmente.

    • giancarlo
      19 aprile 2013 at 10:19 #

      Sono stato ufficiale di artiglieria. Ero fiero dell’uniforme, dei miei soldati che ho sempre trattato con rispetto e attenzione. Ho fornito loro un addestramento serio, rendendoli orgogliosi della propria preparazione.
      Poi, un giorno, a Padova, ho visto il risultato del nostro “impegno”: gli affreschi del Mantegna, la leggenda di S. Cristoforo, unici e irripetibili…
      Distrutti da un colpo di artiglieria sparato per errore da una batteria inglese. Un solo colpo di cannone, sparato da lontano, che ha distrutto e polverizzato una delle più belle pareti affrescate del mondo. Restano delle riproduzioni, sufficientemente precise da dare un’ottima idea del capolavoro perduto; e da fare rimpiangere amaramente la meraviglia scomparsa.
      Lì, ho perso definitivamente ogni illusione, ogni orgoglio, ogni brivido di fierezza per quel mestiere (che peraltro avevo lasciato da diversi anni, senza tuttavia perdere il “senso di appartenenza”).
      “Occhio per occhio, e tutti diventano ciechi” come disse Ghandi

  2. Ugo Bartolucci
    19 aprile 2013 at 10:37 #

    A tre anni ero a Carpegna, nelle Marche, seduto in macchina con i miei genitori.
    Mio padre mi racconta che, alla destra dell’auto, sfilava una colonna di paracadutisti che, poco tempo prima, aveva fatto dei lanci di addestramento; ora scendevano a valle per andare a rifocillarsi in paese. Uno di questi: baffi lunghi, basso, chiese un passaggio per sè e per alcuni suoi commilitoni. Io piansi disperato. E piangevo, piangevo. Probabilmente avevo paura dell’ignoto: chi cacchio era sto tipo? Cosa voleva? Perché era vestito così? Temevo l’ignoto. Mio padre e mia madre decisero che ero troppo terrorizzato per poter tirar su quei parà. Poi però mi spiegarono chi fossero, senza tante interpretazioni: sono dei soldati che fanno la guerra; la divisa serve per nascondersi meglio nella boscaglia; le pistole le usano contro i nemici. E io non ero loro nemico. Insomma, la paura del diverso nasce dal non conoscerlo; sia esso albanese, magrebo, di Livorno, carabiniere, dei centri sociali, della Brigata Paracadutisti Folgore. A diciotto anni scelsi la Folgore, anche se mi cacavo addosso al pensiero di lanciarmi (anche li non sapevo cosa volesse dire, per cui la temevo). Nel ’92 venni arruolato nel Terzo Battaglione Paracadutisti “Poggio Rusco” e non me ne sono mai pentito. Avessi un figlio lo porterei a visitare la caserma, tenendolo per mano e spiegandogli tutto. Poi, un giorno, quel bambino cresciuto, sceglierà cosa fare.

  3. Alberto Zoratti
    19 aprile 2013 at 12:10 #

    Caro Ugo, siamo chiaramente su posizioni diverse, ma questo non importa. La questione che pongo con il pezzo pubblicato è un’altra: è possibile accettare che la scuola non garantisca un’alternativa a chi sceglie, liberamente, di partecipare ad un evento?
    Si chiama libertà di coscienza e, intendiamoci, non riguarda la volontà o meno di andare in gita, ma di far partecipare mio figlio o quello di qualcun altro ad un evento che è chiaramente apologetico di un’idea di società.
    In famiglia non siamo persone illuse. Sappiamo che la vita ed il mondo funzionano in un certo modo e di certo non abbiamo intenzione di tenere i bambini sotto una campana di vetro. Ma voglio essere libero di evitare a mio figlio la partecipazione alla manipolazione delle manipolazioni, cioè che con la guerra si porta la pace. L’ossimoro della guerra umanitaria è, per noi che facciamo cooperazione da anni, un falso storico.
    E’ un’opinione, giusta o sbagliata, ma è pure sempre un’opinione legittima. Così come è un’opinione, e una scelta, legittima l’adesione ad una qualsiasi religione, ad un gruppo sociale, ad un evento particolare.
    La parola magica è “libertà”. Andrea a tre anni non è ancora in grado, su certe cose (non su tutte), di poter decidere per sé e le sue scelte vengono surrogate da noi.
    Si senta libero chi vuole portare il proprio figlio in caserma (magari non coinvolgendo la scuola, grazie, ma facendolo in altri momenti), ma si lasci libero chi non ce lo vuole portare.
    E se Andrea sceglierà la Folgore all’età della ragione pazienza, Cercherei di capire, sicuramente direi la mia, ma lo lascerei fare. La libertà, appunto

    Un saluto

  4. 21 aprile 2013 at 12:17 #

    PEDAGOGIA DELLA GUERRA A PISA

    Anche quest’anno, il 23 aprile, per la quinta volta si terrà a Pisa la cosiddetta “Giornata della solidarietà”, organizzata dal Comune di Pisa e dall’Associazione Ciardelli, promossa anche dalla Provincia e da un nutrito gruppo di associazioni e istituzioni (http://www.pisainformaflash.it/notizie/dettaglio.html?nId=13653).

    In tale iniziativa, bambini delle scuole pisane dell’infanzia, primarie e secondarie vengono accompagnati, in orario scolastico, in una gita per le vie della città (fino al 2011 nella caserma della Folgore) da militari armati in divisa, con tanto di dimostrazioni con elicotteri e paracadutisti.

    Forse l’immagine più rappresentativa di questa “pedagogia della guerra” è un blindato dell’esercito con un palloncino rosso, sul Ponte di Mezzo, in pieno centro città: http://pisanotizie.it/news/news_20120429_intervento_giornata_solidarieta_associazioni_pacifiste.html (foto edizione 2012)

    Di seguito altre foto interessanti dell’evento, per comprenderne il contesto, i simboli, la propaganda bellica:

    * http://iltirreno.gelocal.it/polopoly_fs/1.2981898.1325080722!/httpImage/image.jpg_gen/derivatives/landscape_660/image.jpg
    * https://lh5.googleusercontent.com/-8w3Mo8lqADU/TWrX8if4A8I/AAAAAAAAAKg/2k17ozpgYMA/s1600/esercito_bambini.png
    * http://pisanotizie.it/uploads/main_image/3f3c8f0085b600e46ccb46c36f2910a2.jpg
    * http://www.pisanotizie.it/sfPhotoGalleryPlugin/11194.jpg (bambini che osservano i paracadutisti)

    In questi anni numerose organizzazioni si sono opposte all’iniziativa, ottenendo una parziale (ma non sostanziale) modifica del programma. Inoltre, è stata scritta una tesi di laurea sull’argomento, che ha suscitato forti opposizioni (un questionario proposto nelle scuole è stato boicottato) fino a provocare de facto l’allontanamento di un docente della Facoltà di Scienze per la Pace -Rocco Altieri, relatore della tesi- e le dimissioni di un altro, Antonino Drago.

    Vi esorto alla massima diffusione e ad esprimere un vostro parere, anche comunicandolo attraverso i media e direttamente agli organizzatori dell’evento:

    * m.gazzarri@comune.pisa.it (Maurizio Gazzarri, Capo di Gabinetto del Sindaco)
    * m.chiofalo@comune.pisa.it (Maria Luisa Chiofalo, Assessora alle Politiche socio educative e scolastiche)
    * nicolaciardellionlus@libero.it (Associazione Nicola Cardelli)

  5. Alberto Zoratti
    21 aprile 2013 at 20:12 #

    Questa, per informazione e trasparenza, è la posizione di SEL Pisa
    http://www.gonews.it/articolo_193994_Giornata-della-solidariet-Sinistra-Ecologia-Libert-Educare-bambini-alla-pace-fondamentale.html
    che sceglie di surfare sulla questione per non disturbare il manovratore, la maggioranza PD al Comune, con cui ha fatto un accordo elettorale per le prossime amministrative.
    Sarebbe bastato dire che in quella giornata i militari proprio non ci devono stare. E invece, come al solito, si preferiscono le perifrasi se non le “narrazioni”.
    Che però capiscono solo loro.

  6. Comune-info
    22 aprile 2013 at 16:51 #

    Non tutti stanno a guardare, non tutti aspettano o delegano il cambiamento. A Pisa chi costruisce un’altra idea di «solidarietà», di «educazione» e di pace è la rete «Pisa contro la guerra» che promuove un presidio in piazza Garibaldi martedì 23 alle 10,30. Ecco il messaggio diffuso in rete con il quale spiegano le ragioni dell’iniziativa.

    «Come ogni anno anche questo 23 aprile, in occasione dell’anniversario della morte del maggiore Nicola Ciardelli nel corso della guerra in Iraq, verrà organizzata a Pisa una kermesse di tipo militarista che coinvolge i bambini delle scuole cittadine e promuove la Folgore e le Forze Armate come associazioni “benefiche” e non come corpi militari operanti in diversi teatri di guerra.

    Il nome dell’iniziativa è “giornata della solidarietà”, slogan col quale si vorrebbe cancellare e ripulire il ruolo dell’Italia che, in aperta violazione degli stessi principi costituzionali, negli ultimi 20 anni ha visto il nostro Paese partecipare a guerre di aggressione e di occupazione tra cui: Iraq nel 1991, Jugoslavia nel 1999, Afghanistan dal 2001, Iraq nel 2003 e la Libia nel 2011.

    Oggi si prosegue la stessa politica aggressiva con le operazioni e la guerra sporca di destabilizzazione della Siria, operata attraverso l’appoggio a gruppi armati di opposizione responsabili di atti di terrorismo, atrocità e distruzione che colpiscono la popolazione civile, luoghi di culto, scuole ed ospedali; mentre l’Italia prosegue le sue missioni di occupazione in Kosovo ed Afghanistan.

    Si vuole far dimenticare che queste guerre hanno provocato e continuano a provocare la morte di milioni di civili, tra cui moltissimi bambini, altro che solidarietà! Si vuol far dimenticare soprattutto che la guerra è proprio dentro di noi, a due passi da casa. Pisa viene sempre più trasformata in una base militare: dall’aeroporto a pochi chilometri dal centro cittadino, di cui è in corso l’ampliamento come HUB militare nazionale, decollano già aerei carichi di armi, tra cui si presume proiettili all’uranio impoverito.

    L’entusiasmo che si accompagna ad ogni attività festosa dei bambini viene in questo modo posto a servizio della propaganda militarista.

    Invitiamo tutte le forze che non si riconoscono nella impostazione retorico-militarista e che aspirano a costruire un futuro diverso per la città di Pisa a partecipare al presidio in piazza Garibaldi».

  7. Alberto Zoratti
    22 aprile 2013 at 17:32 #

    Email appena inviata al Comune di Pisa, in attesa di risposta

    From: Alberto Zoratti
    To: m.chiofalo@comune.pisa.it
    Cc: m.gazzarri@comune.pisa.it
    Sent: Monday, April 22, 2013 5:30 PM
    Subject: All’attenzione dell’assessore Chiofalo

    Gent.ma assessore Chiofalo,
    sono uno dei genitori che il 23 aprile non manderà il proprio figlio alla Giornata della solidarietà, rivendicando il diritto di non far partecipare i bambini ad un evento in cui i militari sono parte integrante di un percorso su diritti ed eguaglianza.
    Il modo con cui è nato l’evento negli anni passati, la modalità con cui è stato presentato quest’anno e l’assoluta mancanza di alternative non solo non mi trovano d’accordo ma li trovo modalità manipolative di un argomento, la solidarietà e la giustizia sociale come riconosciute all’interno della nostra Costituzione, che meriterebbero ben altra considerazione.
    Non ultimo, battezzare come “principio internazionalista” l’articolo 11, omettendo che per chiunque abbia un minimo di conoscenza di educazione civica la definizione si è sempre associata al termine “principio pacifista” fa sorridere se non fosse particolarmente preoccupante nella sua apparente innocuità

    Sperando che l’amministrazione di Pisa, il prossimo anno, sia all’altezza di capire le differenze nelle sensibilità espresse dalla sua cittadinanza, consentendo una libera scelta per chiunque
    Le invio distinti saluti
    Alberto Zoratti

  8. paolo
    22 aprile 2013 at 18:07 #

    Se la questione riguarda la costituzione allora non ci sono tante possibilità: o eliminiamo l’esercito o siamo d’accordo che i nostri soldati fanno solo peace keeping, sostegno alle popolazioni, ecc. Già su questo si punta al chiarimento.
    I bambini capiscono tutto. Se glielo spieghi.
    Mentre la questione della libertà di coscienza che si può o meno sfruttare dentro la scuola è un altro e più interessante spunto; cioè: ma se a me non piace il metodo e il contenuto della scuola quali alternative ho? quella di spendere 40 volte tanto e mandare il figlio in una parificata, oppure di tenerlo a casa (se posso) spendendo sempre di mio quando si creano situazioni evidenti come questa (ma le peggiori sono quelle quotidiane, certe frasi buttate lì dagli insegnanti, lo sappiamo) con il problema di separare i figli dal gruppo-classe, di farne quasi dei paria, in una età nella quale sentirsi diversi è letale.

    Mi sembra più significativo questo aspetto, che evidenzia quanto la Scuola italiana sia non-libera, sia profondamente politica, sia decisamente indirizzata a proporre modelli , anzi a proporre, di solito, un modello solo.

  9. Alberto Zoratti
    22 aprile 2013 at 18:30 #

    Caro Paolo,
    sì la questione del metodo educativo è importante, però in questo caso credo ci si trovi davanti a qualcosa di peggio. Non è l’applicazione di un particolare modello, o di chissà quale scuola di pensiero. Siamo nell’alveo del lasciarsi passare addosso le cose, insomma “queste cose sono sempre state fatte” oppure “ma dopotutto cosa vuole che sia”, o ancora “vabbè al limite teneteli a casa”.
    Non siamo alla scuola politicizzata (attenzione, oltretutto, alle cose che possono essere sottintese da affermazioni come questa: Berlusconi ha sempre accusato la scuola di essere di sinistra, così come i creazionisti americani la identificano come marxista), ma ad una certa carenza di senso critico nelle cose che si fanno. Che è l’anticamera della libertà di coscienza.
    Poi qui, credo, finiamo in un terreno molto delicato, ma penso sia utile almeno parlarne

  10. paolo
    23 aprile 2013 at 09:04 #

    Alberto, la scuola è politicizzata. Il problema è che io che sono genitore non ho voce in capitolo. Fosse anche solo ideologica, non sarebbe la mia di ideologia, se fosse confessionale non sarebbe la mia confessione. E non lo sarà mai finchè in questo paese non si supererà il problema di considerare “normale” che lo Stato intervenga su tutto e che quello che fa lo Stato è giusto. La carenza di senso critico anche da parte degli insegnanti viene da qui: si considerano parte di una macchina infallibile e intoccabile (come intoccabili sono loro. Completamente. ) E in certe situazioni oltre al coltello dalla parte del manico, hanno in mano anche la pistola carica e il bazooka. L’unica minaccia che sentono i dirigenti è il cambio di scuola, ma non è sempre possibile farlo, e quando lo fai ti sottoponi ad un sacrificio enorme (io per esempio ho scelto una scuola parificata, che non mi soddisfa al 100% ma non è fonte di pensieri notturni)

  11. Angelo Ferrara
    23 aprile 2013 at 19:20 #

    Cari,
    un altro punto di vista, inviato all’assessore Chiofalo

    un saluto

    —– Original Message —–
    From: “Angelo Ferrara”
    To:
    Cc:
    Sent: Tuesday, April 23, 2013 8:14 AM
    Subject: All’attenzione dell’assessoreChiofalo

    > Buongiorno,
    > sono un cittadino che per circa 10 anni ha svolto attività umanitarie in
    > varie nazioni dell’Africa centrale e tutt’ora sono impegnato con alcune
    > ONG per il sostegno alle popolazioni,questo per qualificare il mio
    > intervento non come genitore.
    > Più volte le ONG hanno ” messo in risalto quanto possa essere dannoso il
    > mischiare le attività militari con quelle umanitarie ”
    >
    > portare nelle scuole primarie miscelando guerra ,solidarietà e giustizia
    > trovo sia una falsità imperdonabile da parte degli adulti .
    > Sopratutto di coloro che ne hanno in affidamento la formazione!
    >
    > Distinti saluti
    > Angelo Ferrara
    >
    >

  12. Alberto Zoratti
    26 aprile 2013 at 15:19 #

    Care e cari,
    diversi genitori hanno inviato email all’assessore Chiofalo, membro di maggioranza dell’Amministrazione Filippeschi ormai in scadenza, ma a nessuna di queste è stata data risposta. Forse l’assessore e la sua maggioranza sono troppo preoccupate di un eventuale quanto probabile ballottaggio ed ogni intervento poco calibrato (e nel passato ce ne sono stati) potrebbe essere controproducente per la campagna elettorale portata avanti dal PD locale.
    Purtroppo anche in questi casi si dimostra quanto la politica (anche e soprattutto locale) sia poco capace di ascoltare i/le cittadini/e quando parlano…

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