Il 6 dicembre di Roma

Il #6 dicembre degli studenti e della Fiom a Roma, più di altre città, è stata una giornata di straordinaria protesta insieme a precari e nuclei familiari. Non solo cortei ma anche una decina di occuapazioni, sociali e abitative (come quelle promosse da Action), che si aggiungono a quelle davvero numerose in corso. Il fermento sociale romano, che Comune-info segnala e racconta da nove mesi, è più diffuso e variegato di quanto si pensi. Cittadini e movimenti hanno smesso di aspettare il cambiamento

Di seguito il messaggio diffuso sul web dalla rete Action (foto. occupazione di due palazzine a Tor di Nona da parte di 120 famiglie) a proposito del 6 dicembre. Molte notizie e aggiornamenti (foto e video) su questi temi li trovate sul sito di Dinamopress.

Riprendiamoci la città e il diritto all’abitare! Riprendiamoci la vita, la terra, la luna e l’abbondanza…

…si l’abbondanza, quell’immenso patrimonio di alloggi invenduti e sfitti che nessuno potrà mai acquistare ne affittare perché viviamo in un paese che ha abolito per decreto il diritto alla casa e abitiamo in una città che privilegia gli affari dei «signori del mattone» alle necessità abitative dei suoi cittadini.

Sfratti, sgomberi, pignoramenti, affitti alle stelle sono diventati ormai una piaga, una calamità con cui quotidianamente siamo costretti a fare i conti forti solo della nostra voglia di sopravvivenza e come noi decine di migliaia di famiglie romane che combattono tutti i giorni una battaglia impari in una guerra che non abbiamo ne voluto ne alimentato. Una guerra combattuta spesso in silenzio e in solitudine, vissuta con rabbia e vergogna come se il vero delitto non fosse quello di averci tolto il futuro e la speranza, il lavoro e la sicurezza economica ma, bensì, essere diventati improvvisamente poveri e insolventi.

Ma anche dai peggiori incubi prima o poi ci si sveglia e allora viene il momento di presentare il conto. Quel momento è arrivato. E il conto è salato. Solo che stavolta non saremo noi a pagarlo ma saranno tutti quei costruttori “amici” di una classe politica corrotta e incapace che hanno utilizzato la città a proprio uso e consumo, saccheggiando risorse di tutti per ingrassare il loro conto in banca.

“Imprese” come quella che a Ponte di Nona, nelle vicinanze di Via Mejo de gnente… è stato permesso di costruire palazzine in mezzo al nulla, in spregio alle più elementari norme urbanistiche, in una delle zone più disagiate della città, per lasciarle poi al degrado e all’abbandono senza che nessuno gli chiedesse conto.

A questi e agli altri padroni della città che oggi si sveglieranno male diciamo che è arrivato il momento di risarcire le famiglie romane dei danni arrecati alla nostra vita e al diritto all’abitare cittadino. Se ieri erano 51.000 gli alloggi invenduti in tutta Roma, da oggi il numero è diminuito… prendetelo come un contributo al vostro bilancio aziendale.

Alla improbabile classe politica che governa Roma diciamo che la misura è colma: avete dimostrato di essere incapaci a gestire la politica abitativa di questa città, quindi da oggi decidiamo noi dove e come abitiamo. Consideratevi licenziati.

Ai cittadini romani diciamo che insieme possiamo aprire una stagione nuova, fatta del diritto di tutti a vivere in aniera dignitosa. Basta volerlo. TUTTI INSIEME FACCIAMO PAURA!

 

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