Educare alla decrescita

La formazione può essere uno strumento di dissenso e di cambiamento profondo, dice l’associazione di consumo critico La Strada di Roma. Che ha preparato una piccola ma creativa cassetta degli attrezzi destinata a educatori, operatori sociali, formatori ma anche genitori e insegnanti (e perché no, amministratori locali) interessati a moltiplicare i laboratori di decrescita ed economia solidale attraverso l’imparare facendo e l’autoformazione

Se fino a un paio di anni fa potevano essere possibilità interessanti oggi i principi e le pratiche della decrescita e dell’economia solidale sono una necessità. Quanto meno sono un punto di partenza con il quale costruire nuove relazioni sociali. Su questi temi con modalità, obiettivi e strumenti differenti si muovono in tanti anche in ambito educativo e formativo, come ad esempio l’associazione La Strada di Roma, impegnata da anni sui temi del consumo critico. Qui di seguito pubblichiamo una sorta di cassetta degli attrezzi curata dall’associazione La Strada e destinata a educatori, operatori sociali, formatori di associazioni, cooperative, centri culturali e sociali ma anche genitori e insegnanti (e perché no, amministratori locali) interessati e moltiplicare laboratori di decrescita ed economia solidale con il protagonismo di ragazzi e giovani.

Scrivono quelli dell’associazione La Strada: «Abbiamo trovato la bacchetta magica. E siamo disposti a condividerla. Ecco venticinque proposte per cambiare il mondo. Sì, avete letto bene, cambiare il mondo. Venticinque proposte che mettono in discussione l’economia tradizionale e diffondono come tanti coriandoli principi e pratiche di equità, benessere, cooperazione, convivialità. Insomma, applicando alcune di queste proposte avrete di certo cambiato per sempre i ragazzi e le regazze educandi che avete incontrato nei vostri percorsi. E se proprio va male, bhè ci sono due cose che dovete sapere: la prima, avrete cambiato in meglio almeno qualcosa di voi; la seconda, vi sarete divertiti». Le proposte non sono prive di limiti ma in modo molto concreto e creativo dimostrano che la formazione oggi può essere uno strumento di dissenso e di cambiamento profondo.

La «cassetta degli attrezzi» si limita a poche ma sostanziose attenzioni sul «perché», rinviando a tutta la letteratura sociale ed economica ribelle che ormai esiste. In particolare, l’associazione suggerisce tre saggi – più volte segnalati nella pagine di Comune-info – con i quali prendere slancio prima di passare all’azione formativa: «L’invenzione dell’economia» di Serge Latouche (Bollati Boringhieri), «Antistasis. L’insurrezione in corso» di Gustavo Esteva (Asterios) e Crack capitalism di John Holloway (Derive Approdi). Tre letture con le quali riscoprire come l’economia (e il suo carico di pilastri, l’idea si sviluppo e di crescita, il Pil…) sia una non scienza inventata del capitalismo e come il cambiamento dal basso, per quanto frammentato, fragile, invisibile, ma autorganizzato, collettivo e legato al vissuto quotidiano (al mangiare, all’apprendere, all’abitare, al curarsi, allo scambiare…) esista e attenda di essere liberato qui e ora in modi diversi (del resto anche decrescita ed economia solidale non coincidono completamente). Insomma, tre preziose bussole con le quali orientarsi nella fuga dall”economia capitalista.

Per una definizione di decrescita e di economia solidale, dicono quelli de La Strada, sono utili le Faq diffuse in occasione della terza Conferenza internazionale della decrescita e l’articolo di Serge Latouche «Le università popolari del dopo crisi».

Chiaramente le proposte qui descritte brevemente sono da articolare e adeguare in base a contesti, esigenze, sensibilità differenti. I principali obiettivi di questi «venticinque attrezzi» sono mettere un granello di sabbia nell’idea tradizionale di economia e stuzzicare la creatività e la curiosità degli educatori, nel ripensare l’idea di cambiamento sociale, le nostre relazioni con gli altri e con l’ambiente. Tre i presupposti delle proposte educative: «imparare facendo», «pensare globalmente e agire localmente», «autoformazione» (accompagnata dall’intervento di adulti/facilitatori motivati e curiosi).

 

1) Gas ovvero Gruppi di acquisto solidale

Un Gruppo d’acquisto solidale è formato da un insieme di persone che decidono di incontrarsi per acquistare prodotti alimentari o di uso comune, da ridistribuire tra loro. Un gruppo d’acquisto diventa solidale se utilizza il concetto di solidarietà come criterio guida nella scelta dei prodotti: solidarietà che parte dai membri del gruppo e si estende ai piccoli produttori che forniscono i prodotti, alle comunità del sud del mondo, al rispetto dell’ambiente. I Gas cercano per lo più prodotti provenienti da piccoli produttori locali per avere la possibilità di conoscerli direttamente e per ridurre l’inquinamento e lo spreco di energia derivanti dal trasporto. Inoltre cercano prodotti biologici o ecologici che siano stati realizzati rispettando le condizioni di lavoro.

Obiettivo formativo possibile: promuovere la nascita e co-gestire un Gas tra alcuni nuclei familiari della propria realtà sociale, del proprio quartiere.

www.retegas.org

2) Cambusa critica

Cambuse Critiche è un progetto nato nell’estate 2010 dall’impegno di un gruppo di ragazzi scout di Roma (18/21 anni) per completare e attualizzare un percorso di autoformazione dedicato al tema del consumo critico. Il progetto consiste nell’organizzazione di «cambuse per i campi estivi attente all’ambiente e al sociale. Cambiare i prodotti che mangiamo durante i campi estivi è un primo passo per divenire consumatori attivi».

http://cambusecritiche.blogspot.it

3) Angolo dello scambio

Obiettivo formativo possibile: favorire e gestire lo scambio permanente di abiti e oggetti tra cittadini di ogni età.

4) Bookcrossing

È’ l’angolo dello scambio dedicato al libro e/o ai cd, dvd. (articoli sul bookcrossing sono qui).

5) Banca del tempo

La banca del tempo (BdT) è un gruppo unito dallo scambio gratuito di tempo. Chi aderisce mette a disposizione qualche ora per dare a un altro socio una certo servizo o una certa competenza (ad esempio, lezioni di chitarra, dog-sitter, fare la spesa, riparazione idraulica, conversazioni in inglese, ripetizioni di latino…); le «ore» offerte vengono «accreditate» o «addebitate» nella banca. In gran parte dei casi, la persona che rimborsa il debito è diversa da chi riceve il servizio/compotenza.

Obiettivo formativo possibile: promuovere la nascita e co-gestire una BdT tra le famiglie della propria realtà sociale o quartiere.

www.tempomat.it

Di certo, le BdT sono uno strumento con il quale mettere in discussione molte cose: quando una parrucchiera di Valladolid ha chiuso il salone a causa della crisi ha cominciato a scambiare pasti e altro in cambio di tagli; in Spagna le banche del tempo e i mercati dello scambio sono raddoppiati… perché rispondono a bisogni e generano speranza. Su questo leggi Sin dinero.

6) Isola ecologica

Obiettivo formativo possibile: favorire la raccolta differenziata dei rifiuti attraverso servizi di «svuota cantine» e/o di servizi di trasporto di rifiuti ingombranti, ma anche attraverso la gestione di spazi destinati al riuso e riciclo. L’obiettivo può comprendere l’organizzazione di mercati per la vendita o lo scambio.

7) Caffè delle riparazioni

Spazio in cui riparare direttamente o attraverso il supporto di esperti volontari oggetti di vario tipo, ma anche spazio di incontro e socializzazione. Leggi cosa combinano in Olanda (I Caffè delle riparazioni) o Francia (I pronto soccorso degli oggetti vecchi).

8) Biblioteca delle cose

Spazio destinato a favorire la condivisione di oggetti di uso non quotidiano (ad esempio, il trapano, i pennelli per verniciare, attrezzatura di bricolage, biciclette, attrezzi da cucina….).

9) Ciclofficina

Spazio nel quale poter gratuitamente riparare o recuperare la propria bicicletta o acquistare una delle biciclette riparate da altri.

10) Compost (vedi orto di quartiere)

11) Università del saper fare

Obiettivo formativo possibile: promuovere, con l’aiuto di artigiani, massaie, contadini, operai, idraulici, elettricisti, maestri, genitori e nonni… laboratori per il recupero e la condivisione di saperi e pratiche che invitano alla cooperazione, a inquinare di meno, a risparmiare, a riscoprire capacità manauli e autonomia. Laboratori di auto-produzione, auto-costruzione, auto-riparazione e riutilizzo, con i quali ogni singolo individuo può agire in modo immediato, concreto e diretto per migliorare la propria condizione e il proprio rapporto con l’ambiente, modificando progressivamente il proprio stile di vita.

Se cercate idee e suggestioni a propositi di autoproduzioni cliccate qua.

12) Laboratori creativi di riuso e riciclo

Obiettivo formativo possibile: promuovere laboratori per bambini e ragazzi (del quartiere, delle scuole locali) con cui sperimentare il riutilizzo di scarti non decomponibili (carta, stoffa, cassette della frutta, pallet…) delle nostre attività quotidiane.

Del resto, basta un po’ di creatività e bancali di legno diventano accoglienti salottini, pantaloni delle forze armate borse o coprimaterassi. E se riciclo e riuso si intrecciano con l’inclusione sociale dei detenuti, a partire da Rebibbia, allora nasce l’emporio carcerario «Recuperiamoci!», raccontato in questo articolo.

13) Giornata del Non Acquisto

La giornata del non acquisto, Buy Nothing Day, è un appuntamento promosso di anno in anno in tutto il mondo. L’idea è di trascorrere un giorno intero (solitamente un sabato di novembre) senza acquistare nulla, dimostrando così di non essere del tutto schiavi del consumismo. Una giornata per ragionare sulle abitudini di consumo e sulla possibilità di fare acquisti in maniera meno indotta, sviluppando una coscienza critica, nel rispetto dell’ambiente e dei lavoratori del sud del mondo. Alcune attività commerciali, ad esempio le botteghe del commercio equo e solidale, durante questa giornata aprono le porte ai cittadini clienti ma tengono il registratore di cassa chiuso, diffondendo materiale di informazione.

www.buynothingday.co.uk

14) M’illumino di meno

La nota campagna radiofonica sul risparmio energetico, lanciata da Caterpillar, trasmissione di Radio2, propone ogni anno di sperimentare e raccontare buone pratiche di consumo sostenibile in una giornata (solitamente il 17 febbraio): in primis la riduzione degli sprechi di energia elettrica nella propria quotidianità, ma anche produzione di energia pulita, mobilità sostenibile (bici, car sharing, mezzi pubblici, andare a piedi); riduzione dei rifiuti (raccolta differenziata, riciclo e riuso, attenzione allo spreco di cibo). Alcune reti di consumo critico hanno giustamente protestato con la trasmissione che ha accettato la sponsorizzazione di Eni, azienda responsabile di numerosi comportamente socialmente e ambientalmente discutibili (eufemismo) in molte parti del mondo (ad esempio in Nigeria), ciò non toglie che la partecipazione all’evento può essere lo stesso significativa dal punto di vista educativo (tanto più se vissuta con la consepevolezza suggerita dalle reti di consumo critico).

http://caterpillar.blog.rai.it/milluminodimeno/

15) Overshoot day

L’overshoot (letteralmente «superamento») ecologico si verifica quando i bisogni umani superano la capacità rigenerativa di un sistema ecologico naturale. L’overshoot globale avviene ogni anno quando le attività umane richiedono più risorse e producono più rifiuti, come la CO2, di quanto la biosfera possa rigenerare e assorbire. La cosiddetta impronta ecologica misura la quantità di suolo e mare necessaria a produrre tutte le risorse che una popolazione consuma e ad assorbire i suoi rifiuti, avvaledosi delle tecnologie più comunemente in uso. Durante l’Overshoot day vengono promosse iniziative di informazione sull’impronta ecologica delle nostre attività.

www.fotoprintnetwork.it

16) Mercatino di agricoltura contadina di filiera corta e di artigianato

Obiettivo formativo possibile: promuovere, anche insieme ad altri attori sociali del territorio, un appuntamento in piazza mensile con stand di produttori locali di agricoltura naturale (biologica, non per forza certificata), di artigiani, di associazioni e cooperative sociali. Durante la giornata possono essere organizzati e ospitati laboratori e attività ludiche per bambini, dibattiti e videoproiezioni (dedicati ai temi della decrescita e del consumo critico), spettacoli.

17) Promozione del commercio equo e solidale

Obiettivo formativo possibile: promuovere attività di informazione sul commercio equo e attività di vendita dei prodotti alimetari e di artigianato.

18) Orto urbano di quartiere e azioni di guerrilla gardening

Obiettivo formativo possibile: individuare una piccola area verde del quartiere nella quale coltivare, in collaborazione con altri cittadini e con le attenzioni quotidiane necessarie, un orto, i cui prodotti possono essere condivisi e/o destinati ad associazioni, punti Caritas o nuclei familiari più bisognosi. La cura di un orto consente anche la possibilità di utilizzare come fertilizzante autoprodotto il compost, quale risultato della decomposizione naturale di materie organiche (residui di potatura, scarti di cucina). Le azioni di «guerrilla gardening» invece puntano in diversi modi a prendersi cura di aiuole e spazi verdi abbandonati. In entrambi i casi, orti e piccoli «giardini» recuperati, si sperimenta condivisione, senso di responsabilità per il bene pubblico, socializzazione prima durante e dopo.

Ecco un foto-reportage interessante a proposito di guerrilla gardening.

19) Autoproduzioni collettive

Obiettivo formativo possibile: sperimentare risposte concrete e immediate al consumismo, riscoprendo il piacere del saper fare insieme (riducendo acquisti, rifiuti…): salsa di pomodoro; marmellate, succhi di frutta, yogurt…; pane e dolci; detersivi (se cercate idee e suggestioni a propositi di autoproduzioni cliccate qua).

20) Last minute market o Banco alimentare

L’esperienza promossa in alcune città, coinvolgendo imprese (soprattutto supermercati dai quali vengono recuperati prodotti invenduti ma perfettamente utilizzabili, per lo più alimentari), istituzioni locali, associazioni e singoli cittadini, punta alla riduzione dello spreco in tutte le sue forme, previene e riduce i rifiuti attraverso la valorizzazione dei beni invenduti con effetti positivi dal punto di vista ambientale, sociale, economico e nutrizionale.

Obiettivo formativo possibile: è ragionevole immaginare esperimenti più leggeri che alludono o tendono a Last minute market, ad esempio recuperando prodotti donati e assicurando servizi di trasporto insieme a Caritas o altre associazioni locali responsabili di eventuali distribuzioni. In questa direzione, accanto all’attività quotidiana di recupero di eccedenze alimentari da destinare ai più poveri, la Fondazione Banco alimentare Onlus organizza ogni anno, l’ultimo sabato di novembre, la Giornata Nazionale della Colletta Alimentare (anche in questo caso non mancano critiche per il coinvolgimento di imprese e banche come sponsor, che utilizzano l’iniziativa per mostrare un volto più dignitoso…).

www.lastminutemarket.itwww.bancoalimentare.it

21) Settimana della decrescita

Obiettivo formativo possibile: organizzare sette giorni di condivisione di spazi, di tempi e di iniziative, gran parte delle quali applicazioni dei temi della decrescita e del consumo critico. Un’esperienza (da preparare con cura e verificare) di co-housing, cucina collettiva, convivenza virtuosa, attenta ad esempio a risparmio energetico, alla mobilità sostenibile (bici, car sharing, mezzi pubblici, andare a piedi), alla riduzione dei rifiuti (raccolta differenziata, riciclo e riuso, attenzione allo spreco di cibo)…

22) Bilanci di giustizia

L’obiettivo delle famiglie che aderiscono a questa campagna promossa dall’associazione «Beati i costruttori di pace» è modificare secondo principi di equità la struttura dei propri consumi e l’utilizzo dei propri risparmi, cioè l’economia quotidiana. Ciò che però contraddistingue la campagna è l’idea che questi obiettivi si possano realizzare efficacemente solo insieme, in modo organizzato e mediante un’auto-misurazione e comunicazione costante. Le famiglie impegnate nella campagna hanno dimostrato la possibilità di condurre una vita sobria senza compiere sacrifici eccessivi: prova ne sia che la spesa media mensile risulta inferiore ai dati Istat dei consumi degli italiani.

Obiettivo formativo possibile: aderire alla campagna nazionale oppure sperimentare insieme ad altri gruppi o come singoli l’impegno costante a misurare i propri consumi e a rendirizzarli verso scelte di sobrietà e di economia critica.

www.bilancidigiustizia.it

23) Promozione della finanza critica

Obiettivo formativo possibile: apertura del conto di gruppo presso la filiale più vicina di Banca Popolare Etica (istituto di credito caratterizzato, pur tra limiti e contraddizioni, dalla trasparenze delle proprie operazioni e dalla possibilità di scegliere gli investimenti dei propri risparmi comunque limitati a progetti socialmente e ambientalmente sostenibili). L’impegno può estendersi nel promuovere inizitive di informazioni sul territorio per la promozione della finanza critica di Banca etica e delle Mag (Mutue di autogestione, esperienze che tendono favorire il microcredito tra i soci di una Mag, per investimenti sociali e ambientali, favorendo la relazione e gli scambi non monetari di beni e servizi tra i soci).

24) Mobilità sostenibile: car/bike pooling e sharing, jungo…

La necessità di ridurre la mobilità dipendente dal petrolio è cosa nota. Cominciano a diffondersi progetti alternativi a livello di piccole comunità e di stili di vita individuali che, ad esempio, riguardano la condivisione delle auto (car pooling, cioè la condivisione di un tragitto, o car sharing, cioè la condivisione dell’auto, o ancora jungo, il sistema di «autostop» prenotato on line in una rete di persone in qualche modo associate), l’utilizzo dei mezzi di trasporto pubblici (in primis quelli su rotaia, l’uso delle biciclette… e delle proprie gambe).

Obiettivo formativo possibile: promuovere e cogestire insieme a nuclei familiari del proprio quartiere un servizio che favorisce il prestito dell’auto, la condivisione di tragitti, l’uso delle biciclette.

25) Azioni e campagne di consumo critico (ad es. teatro forum)

Obiettivo formativo possibile: promuovere iniziative di informazione sul territorio, dopo un percorso di autoformazione, su uno o più temi della decrescita e del consumo critico. Le iniziative possono comprendere strumenti (azioni in piazza, veglie, teatro forum, progetti web, serate di ecologia domestica, incontri di condomini sostenibili…) e destinatari diversi, favorendo la partecipazione, la discussione e la collaborazione con altre persone e altri soggetti sociali.

L’associazione La Strada di Roma è impegnata da anni sui temi del consumo e del pensiero critico: ha gestito una bottega del commercio equo, ha promosso la nascita di diversi Gruppi di acquisto solidale, è stata responsabile di tre edizioni della Fiera dell’editoria della pace di Roma e del Lazio e di percorsi formativi con scuole e associazioni. Si è anche divertita a far nascere il sito di informazione indipendente Comune-info, attento ai temi della decrescita e dell’economia solidale. Chi fosse interessato ad approfondire questi temi può scrivere a assolastrada@libero.it

 

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2 Risposte a “Educare alla decrescita”

  1. FABIO MARZINI
    2 gennaio 2013 at 18:04 #

    SONO UN PICCOLO PRODUTTORE BIOLOGICO DELLA PROV. DI SIENA LOC. S. GIUSTO37 E CONDIVIDO TUTTO LO SPIRITO DELLA INIZIATIVA PERCHE’ ORMAI LA NS SOCIETA’ SE NON SI CAMBIA MENTALITA’ E’ DESTINATA AD AUTODISTRUGGERSI. IL PUNTO DEBOLE PER ME E’ COME AUTOORGANIZZARSI E DAR FORZA ALLE IDEE. IO SONO A DISPOSIZI0NE PER CONTATTI E CONOSCENZE SU IDEE E PROGETTI.SE QUALCUNO MI VUOLE VISITARE VENGA PURE A TROVARMI . CORDIALI SALUTI A TUTTI.

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  1. ValderaSolidale » SCUSA, MA CHE PANE MANGI? - 10 gennaio 2013

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