Gioco d’azzardo, il bluff del governo

Misure ipocrite. Quelli del Nuovo Cinema Palazzo hanno le idee chiare. Il provvedimento del governo definito dai «grandi» media una «stretta sul gioco d’azzardo» è ridicolo, «un decreto che si limita a stabilire che i videopoker devono stare ad almeno 500 metri dalle scuole. Parliamo della terza impresa italiana, un’industria che fattura il 4% del Pil nazionale, e produce degrado, dipendenza, solitudine, miseria», scrivono in un post pubblicato su facebook. «Chi ci guadagna? Lo stato, e le mafie. Oggi il nostro ministro riconosce che forse si tratta di un problema, ma per combattere questo problema tutto quello che si può fare è tenere le slot macchine lontano dalle scuole? Due righe, una “stretta sul gioco d’azzardo”, infilate in un decreto sulla sanità, tra la tassa sulle bibite gassate e le norme per informazioni sul congelamento del pesce fresco. Un decreto ridicolo: lo stato, intanto, continua ad incassare».

Il Nuovo Cinema Palazzo, nato da un’occupazione di cittadini che ha detto no all’ennesimo casinò, pubblicano on line anche i numeri di Azzardopoli, il dossier di Libera presentato al Cinema Palazzo in gennaio: 76,1 miliardi di euro fatturato mercato legale del gioco nel 2011, primo posto in Europa e terzo posto nel mondo tra i paesi che giocano di più, 1.260 euro procapite, (neonati compresi) la spesa per i giochi, 10 miliardi di euro il fatturato illegale, 41 clan si spartiscono la torta del mercato illegale del gioco d’azzardo, 800mila persone dipendenti da gioco d’azzardo e quasi due milioni di giocatori a rischio, 400mila slotmachine in Italia, una macchinetta «mangiasoldi» ogni 150 abitanti, 294 sale e più di 50mila slot macchine distribuite tra Roma e provincia.
Città invisibile è un piccolo collettivo romano attento ai temi sociali e della decrescita.

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