Quei focolai sociali sotto il cemento

E’ stata presentata il 3 luglio al Campidoglio la pubblicazione «Capitale Immobile. Speculazione e resistenze sociali a Roma, cinque casi di conflitto ambientale» che descrive e documenta casi di conflitto socio-ambientale ubicati nella zona urbana di Roma, inerenti aspetti diversi della gestione del territorio: mobilità, infrastrutture, edilizia, riqualificazione urbana, inquinamento e contaminazione. La pubblicazione è il risultato della ricerca condotta dal Centro di documentazione sui conflitti ambientali (Cdca) e dalla cooperativa L’Arancia nell’ambito del progetto «Positività e criticità nelle politiche del Comune di Roma in riferimento ai problemi socio-ambientali», finanziato dal Dipartimento tutela ambiente e verde del Comune di Roma.

A Roma come nelle altre città urbanizzazione selvaggia, speculazione edilizia, distruzione del territorio, inquinamento atmosferico, idrico, acustico, elettromagnetico finiscono col danneggiare la qualità della vita dei cittadini e annichilire gli equilibri naturali del territorio sotto il peso di coltri di cemento e asfalto. Per queste ragioni i conflitti ambientali (ovvero i crescenti focolai di conflitto sociale che vedono organizzarsi la società civile nell’opposizione a progetti di produzione, estrazione, costruzione di infrastrutture o smaltimento di residui, considerati socialmente e/o ambientalmente insostenibili) prima concentrati principalmente nelle aree rurali, sono sempre più diffusi nelle aree urbane.

I cinque casi trattati dalla ricerca riguardano la rigenerazione del quartiere di Tor Bella Monaca, il conflitto nato dall’ampliamento dell’aereoporto di Ciampino, il controverso progetto Pup (Piano Urbano Parcheggi), la costruzione del nuovo corridoio Roma-Latina e l’annosa questione delle antenne di Radio Vaticana con i loro drammatici impatti sulla salute della popolazione residente. A intervenire all’iniziativa, oltre ai ricercatori che hanno portato avanti il lavoro, i rappresentanti di alcuni dei comitati coinvolti nella stesura della ricerca, che hanno raccontato lo stato dell’arte delle singole vertenze ponendo in più casi l’attenzione sulla necessità di una informazione completa e corretta e sull’urgenza di predisporre strumenti concreti di partecipazione della società civile nelle decisioni che riguardano la gestione dei territori.

Nella stesura della mappatura sono stati recepiti gli studi esistenti realizzati da centri di ricerca, università, enti pubblici etc. prevedendo inoltre il coinvolgimento in via diretta dei comitati locali nati attorno ai singoli casi di conflitto socioambientale. In tal senso, la pubblicazione mira a un triplice obiettivo: richiamare l’attenzione dei media e dell’opinione pubblica sui casi descritti; elaborare uno strumento divulgativo che raccolga e sistematizzi le informazioni esistenti su ogni singolo conflitto rendendole accessibili a un ampio bacino di utenza; contribuire a tracciare un orizzonte teorico che unisca le diverse problematiche in un unico e complesso contesto con implicazioni locali e al contempo indici di tendenze globali.

Intento ulteriore della pubblicazione è dimostrare come l’implementazione di talune politiche orientate altrove rispetto all’interesse delle comunità residenti riveli sovente un carattere di insostenibilità socioambientale e come l’assenza di idonei procedimenti di informazione e consultazione della popolazione contribuisca a creare e approfondire un vulnus democratico di cui i cittadini chiedono sempre più spesso il superamento.

La pubblicazione è scaricabile gratuitamente dal web al seguente link (ne è permessa la riproduzione, parziale o totale, la circolazione, la diffusione e l’utilizzo ai fini divulgativi e didattici a patto di citarne correttamente la fonte).

 

Marica Di Pierri, Cdca

Tags:

advert

Iscriviti

Nessun commento

Lascia un commento