Farei qualcosa, ma non so come

Ci scrive la nostra amica e lettrice Diana Severati, che molti a Roma conoscono per il suo impegno con l’associazione Terre di mezzo e per i lavoro sui temi del turismo responsabile: ci segnala, e volentieri rilanciamo, un progetto bello, importante e originale, «Scosse di fiducia». Si tratta di una raccolta fondi senza intermediari, come avviene nei Gruppi di acquisto solidale, a favore del comune di San Felice sul Panaro (Modena), gravemente colpito dalle recenti scosse di terremoto. Nell’homepage del sito dedicato al progetto, tra l’altro, si legge: «Invece che criticare le altre tipologie di raccolta (sms solidale, bonifico, parrocchie, ecc.) vediamo se siamo davvero in grado di attivare dal basso le tante persone che “io farei qualcosa ma non so bene come”».

I promotori del progetto (on line trovate nomi, cognomi, indirizzi e foto) andranno a consegnare personalmente i contributi raccolti, «senza intermediazioni, senza bandiere, come gruppi spontanei di persone che in questo mese si andranno a formare sul territorio italiano». La colletta è attiva da pochi giorni e fino al 20 luglio; la consegna è prevista entro il 31 luglio 2012.

Come funziona? Tutti possono partecipare, tutti sempre e solo come persone singole, «tenute insieme da quella roba che si chiama fiducia. E se guardi bene, forse, ce n’è molta di più nei piccoli comuni, in certi condomini, in alcune pmi ruspanti dove le persone si conoscono e ci mettono la faccia prima che il portafoglio». Due i modi per aderire: come donatori oppure come salvadanai umani. «Quindi non ci importa solo l’ammontare dell’offerta, ma la nostra volontà è ricostruire pezzetti di fiducia nel mondo reale, facendo leva sulle nostre facce e sulle dinamiche di rete». On line http://scossedifiducia.wordpress.com/  trovate le indicazioni su come partecipare alla donazione e su come diventare salvadanaio umano (al momento i raccoglitori sono una decina, tra cui Diana).

Insomma, un impegno gratuito per promuovere relazioni di fiducia e di solidarietà. Un progetto decisamente pericoloso per la dittatura economica di questi tempi.

 

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