Comuni per la decrescita

Stralci di un articolo pubblicato da Adnkronos.com.

Puntare a una maggiore autonomia energetica grazie a una fonte rinnovabile e a chilometro zero, sviluppando un’economia di filiera sul territorio in grado di creare occupazione e abbattere i costi delle bollette. L’ambizioso progetto parte da sei piccoli comuni montani della Valle dell’Aniene che guardano all’abbondante risorsa boschiva come alla possibile fonte di energia (la biomassa legnosa), da sfruttare sì, ma assicurando la tutela ambientale. Subiaco, Arcinazzo Romano, Piglio, Vallepietra, Jenne e Trevi nel Lazio (da dove il progetto è partito) potrebbero firmare entro l’estate l’accordo di programma che punta a rispondere all’esigenza termica locale, sviluppando un progetto basato sull’utilizzo di fonti rinnovabili in regime di cogenerazione. Il progetto nasce dall’esigenza delle piccole comunità montane di soddisfare l’alto fabbisogno energetico rispondendo alla filosofia «di non spendere, utilizzando una risorsa propria e trattenendola sul territorio», spiega all’Adnkronos Giovanna Conte, responsabile del coordinamento per i comuni del Progetto Aniene Green Net. Insomma, la risorsa c’è (il legno), i sindaci sono d’accordo e una soluzione del genere «permetterebbe di abbattere il costo delle bollette del 40-50 per cento», aggiunge la Conte. (…)

Il progetto si è avvalso della collaborazione dell’Università della Tuscia che ha mappato le specie boschive autoctone e realizzato uno studio di fattibilità dell’utilizzo della biomassa boschiva, con un occhio attento al mantenimento delle condizioni di salubrità del bosco. (…) Il progetto, assicura la Conte, non passerà attraverso interventi aggressivi perché punta alla microgenerazione, ovvero ai piccoli impianti che non impattano e non sovrasfruttano la risorsa boschiva. Che, anzi, dallo sviluppo di una filiera («possibilmente certificata», specifica la Conte) potrebbe trarre vantaggi sia in termini di rimboschimento, sia dal punto di vista della sicurezza, perché assicurerebbe la pulizia e l’eliminazione del materiale caduco che può alimentare focolai e incendi. (…)

Città invisibile è un piccolo collettivo attento ai temi sociali e della decrescita, nato all’interno dell’omonima libreria (info [at] editoriadellapace [dot] org) dell’ex mattatoio di Testaccio.

 

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