In attesa che la dittatura dell’auto sia messa davvero in discussione dalla mobilità in bici (e da un sistema integrato di mezzi pubblici, taxi collettivi, bike e car sharing, bike e car pooling) meritano attenzioni inedite esperienze di mutualismo che possono riguardare perfino la manutenzione di un veicolo, come propone un’associazione di meccanici e cittadini a Nantes. Qui di seguito stralci di un articolo pubblicato dal sito francese bastamag.net; a proposito di neomutualismo suggeriamo la lettura di «Dal capitalismo si esce insieme» e di «Un nuovo mutualismo».
Al civico 17 di rue Bellamy, nel centro di Nantes, l’atmosfera è calorosa. Nei locali di questo atelier (…) i 350 membri – tra cui un centinaio di donne – imparano a mantenere il proprio veicolo con l’aiuto di professionisti esperti. L’organizzazione è ben oliata. «Quando un membro desidera effettuare riparazioni, prende un appuntamento e la posizione a riservata – dice Christian, meccanico da quattordici anni nell’ atelier – Tutto il materiale è a sua disposizione, anche il personale permanente di aiuto se necessario». Cinque meccanici professionisti lavorano per l’associazione (…) con contratti a tempo indeterminato. Ci sono anche posti di lavoro agevolati (…) Il sostegno pubblico all’atelier, per facilitare l’accesso di persone a basso reddito, è di 4.000 euro, e integra il bilancio annuale che ammonta a 160.000 euro. (…)
«La prima volta ero molto preoccupato, non sapevo da dove cominciare – dice Thomas, 34 anni, volto un po’ annerito dall’olio, e membro dell’atelier da sei anni – Poco a poco ho preso confidenza. E poi ci sono sempre i meccanici professionisti ad aiutarti, ci muoviamo lentamente». (…). «La gente viene qui con cose concrete da fare. Ad esempio, sostituire una cinghia di distribuzione o le pastiglie dei freni o la marmitta. È così che si impara meglio», dice Christelle, 44 anni, il naso nel motore della sua Peugeot 306 per due ore. All’atelier non si improvvisa nulla: in ogni situazione, c’è una precisa metodologia da applicare. (…)
Con la condivisione delle conoscenze meccaniche, molto costosa, promossa da alcuni proprietari di garage, l’associazione offre un’alternativa economica per gli automobilisti sempre più strangolati finanziariamente. (…) Dice Christian, meccanico: «Il problema è che un numero crescente di automobilisti guida veicoli con scarsa manutenzione, perché non sono più in grado di coprire spese…». Secondo un rapporto recentemente presentato al ministero delle finanze, in Francia ci sono tra 370.000 e 740.000 veicoli non sono assicurati (…). Non un un fenomeno marginale dunque al quale deve essere aggiunta un’altra figura altrettanto inquietante: il 20% dei veicoli sulle strade sono privi di controlli tecnici. (…)
L’importo pagato dai soci – tra i 420 e 670 euro l’anno – si basa sul reddito ed è calcolato in base al numero dei membri dei nuclei familiari. Il principio di funzionamento è il mutulismo: non ci sono pagamenti supplementari per le operazioni praticate. I soci possono iscriversi al programma per gli interventi quante volte desiderano. Questo funzionamento sembra rassicurare gli automobilisti: «Dalla crisi del 2008, l’adesione è aumentato del 20%», dice uno dei meccanici». Commenta Thomas, proprietario di un vecchio veicolo che ha superato i 400.000 km. (…): «Il primo anno, il mio contributo era di 450 euro. Una somma considerevole, ma dopo aver fatto un cambio d’olio, sostituito la frizione e i freni… mi sono reso conto che avevo ammortizzato la spesa dal mio terzo appuntamento». (…)





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