Cammino contro la dittatura veloce

Quando si parla di altra mobilità per uscire dalla dittatura dell’auto si fa riferimento, giustamente, ai mezzi pubbliici, a volte alla condivisione di mezzi e servizi (car pooling, car sharing, taxi collettivi), sempre più spesso alle biciclette, un po’ meno al camminare. Eppure, solo per fare un paio di esempi, tra camminare e uscita dal capitalismo («Cammino per smetterla col capitalismo») oppure tra camminare e raccontare il mondo dal basso («Racconto e consumo suole») esistono relazioni profonde, come sembra confermare l’articolo qui di seguito pubblicato dal settimanale Adista.

Nel romanzo di fantascienza Fahreneit 451, Ray Bradbury descrive un potere ipertecnologico e invasivo che multa o imprigiona i pedoni (troppo lenti) e brucia i libri (cibo per la mente). Insomma il contrario di Pitagora che insegnava camminando, i passi delle gambe ad aiutare i passi del pensiero. Forse i bambini che, per arrivare a scuola, devono percorrere un tragitto a piedi, hanno una «marcia» in più di quelli che arrivano in classe con il Suv?

Camminare leggendo – due violazioni in una, secondo la dittatura della velocità – su un crinale di collina fra sole e ombra, alzando lo sguardo e riabbassandolo, rinfrescati dal vento, senza rumori a scoppio o elettronici (suoni di inquinamento) e senza altre offese ai cinque sensi: rimarrà un piacere estemporaneo per pochi o potrà diventare un atto rivoluzionario in grado di contribuire al cambiamento?

Il presente è ingiusto e polarizzato perfino rispetto all’atto del camminare nel silenzio. Tante persone vivono in luoghi rumorosi e trafficati, e non possono staccarsene. Molte altre sono obbligate a camminare gravate da pesi, acqua e legna; altro che diritto dei cinque sensi. Infine le gambe di altri non sono adatte a reggere i passi, e la disabilità senza solidarietà rimane immobile.

Tuttavia, mentre guidare o volare su mezzi a motore è destinato a rimanere un privilegio per una parte soltanto dell’umanità, camminare può diventare un piacere e dovere di tutti. Miliardi di passi in più sono milioni di gas serra in meno.

Camminare è una condizione per conoscere davvero il territorio «camminato» e poterlo dunque proteggere (oltre a preservarsi le coronarie): è quel che sottolineano gli ecologisti camminatori dell’associazione Federtrek; i quali hanno inventato perfino la joelette, speciale carrozzina per far camminare i disabili in montagna; ed ecco un’ingiustizia motoria superata con la solidarietà e la tecnologia.

Camminare in città aiuta la riduzione del danno: meno traffico e meno rumore e può anche dar luogo a movimenti di resistenza urbana analoghi alla ciclistica Critical Mass. Anche forme di sciopero efficace. L’articolo 190 del codice della strada dice che i pedoni hanno la precedenza quando attraversano le strisce pedonali. Allora basta essere una ventina di persone, avanti e indietro, e si può bloccare una città («sperimentato durante gli scioperi per la mia azienda», ci dice Guido). Ed è lecito, a norma di legge. Poi non è colpa né mia né tua se mentre io attraverso in un senso 5 o 6 persone mi seguono a distanza di due passi e altrettanti attraversano in senso opposto. E nulla mi vieta quando sono arrivato da una parte della strada di ricordarmi che dovevo andare dalla parte opposta, e così via. Occorre solo stare attenti a far fermare, senza creare casini, la prima auto. Ogni tanto si possono far passare una o due auto. Meglio non troppe altrimenti la colonna prende velocità ed è più difficile rifermarla.

Rimane da risolvere il camminare faticoso della bimba africana. Ma forse andrà da sé che, con una più equa ripartizione anche dei passi percorsi (e del resto dell’energia manuale), anche lei l’acqua finalmente se la troverà vicino a casa. E il sole le sostituirà in vario modo la legna.

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3 Risposte a “Cammino contro la dittatura veloce”

  1. 10 luglio 2012 at 10:04 #

    ciao, bellissimo articolo! ciclisti e pedoni uniti contro la dittatura della auto! per il diritto a camminare a a pedalare. contro la violenza del traffico e per ricostruire ugualianza e città insieme. resistenza urbana. Creiamo la CRITICAL MASS united. Bike and walk, pedoni e ciclisti insieme, per rivoluzionare la città.
    pedoni unitevi alla Critical Mass
    #salvaiciclisti

Trackbacks/Pingbacks

  1. Una rivoluzione su due piedi | CamminareLentamente - 1 ottobre 2012

    [...] proposito del camminare, consigliamo la lettura anche di «Cammino contro la dittatura veloce», «Racconto e consumo suole», «Camminiamo per smetterla col capitalismo» e della discussione [...]

  2. La mobilità fatta con i piedi « AltreScarpe blog - 20 dicembre 2012

    [...] Ho scritto il mio articolo dopo avere letto questo  http://comune-info.net/2012/07/cammino-contro-la-dittatura-della-velocita/ [...]

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