Paesaggi in movimento

Nelle ultime settimane su Comune abbiamo raccontato della diffusione a Roma degli orti urbani («Un orticello condiviso chiamato Roma», «La rivoluzione dei cetrioli»), delle proteste contro le discariche e delle proposte per la raccolta differenziata («Riano. Prima la differenziata»), ma anche dei progetti di mobilità alternativa («Critical mass. La rivolta senza leader e percorsi», «Le città si cambiano pedalando») e delle campagne per il recupero di capannoni e caserme. Questi temi e le loro ricadute molto pratiche sulla vita quotidiana delle persone sono più di un semplice pretesto per migliaia di cittadini, reti, comitati e associazioni (con molti limiti e sfumature diverse), interessati a sperimentare nuove relazioni sociali e a reinventare l’idea di città (o di paese) e di spazi pubblici. Molti di questi temi si incrociano nella campagna «Salviamo il paesaggio» che al momento raccoglie oltre cinquanta tra comitati e associazioni, tutti d’accordo per una «moratoria del cemento» di almeno un anno (in attesa della proposta di legge popolare che il Forum nazionale Salviamo il paesaggio sta mettendo a punto). L’iniziativa è stata rilanciata in un recente convegno organizzato dal Coordinamento romano del Forum alla Città dell’Altra Economia.

Ogni giorno infatti un pezzo dell’Agro romano viene distrutto: Roma è in una vera emergenza nazionale, dal punto di vista ambientale, agricolo, sociale ma anche archeologico. Serve una pianificazione partecipata, un’economia virtuosa, un’idea diversa anche del diritto. Ad esempio, alcuni del forum suggeriscono di invertire il punto di vista contenuto nella Costituzione iniziando dal concetto di compensazione: non più il diritto a costruire per gli edificatori (jus aedificandi), ma il diritto dei cittadini alla vivibilità ogni volta che si costruisce, il diritto alla salute, il diritto al paesaggio.

Insomma, il Forum Salviamo il paesaggio può essere una delle risposte collettive e creative più importanti alla crisi in cui versa il paesaggio contemporaneo e secondo molti potrebbe diventare un luogo non solo di incontro e scambio di opinioni, ma anche di promozione di azioni in grado di incidere sulla realtà. Come obiettivo principale, Salviamo il paesaggio Roma e Provincia segue l’iter del censimento degli edifici vuoti sfitti inutilizzati, sollecitando richieste di incontro con gli assessori e le commissioni urbanistiche, segue e contribuisce alla proposta di legge nazionale e individuerà proposte di carattere legislativo o normativo a livello nazionale, regionale, provinciale e comunale. Il Coordinamento romano inoltre sosterrà anche ognuno dei temi condivisi di interesse generale e trasversale legati al consumo del suolo e all’obiettivo di un’economia virtuosa. Molti di questi sono stati enucleati durante l’incontro: cartellone selvaggio, raccolta differenziata, piani del verde come elemento importante della pianificazione urbanistica e non più solo un aspetto secondario dell’arredo di una città, ville storiche, orti urbani, parcheggi, mobilità sostenibile e in generale stop al consumo di suolo sia nell’agro che in città.

Questi i comitati presenti al convegno del Forum: Parco Aguzzano, Comitato Beni Comuni Roma XVI, Comitato Villa Blanc, No Pup Indignati, Italia Nostra, Comitato Fuoripista, Arcipelago Scec, Comitato Tor Carbone-Fotografia, Movimento Verso un Comune Virtuoso, Associazione Ottavo Colle, Basta Cartelloni, Amuse Amici II Municipio, A.P. Per un’Altra Colombo, Slow Food, Movimento per la Decrescita Felice Circolo di Roma, Salviamo il paesaggio Latina, Comitato Piazza Vittorio Partecipata Comitati No Pup Roma, Salviamo Bracciano, Legambiente, Coordinamento Residenti Città Storica, Comitato di Quartiere Marconi, Cittadini Beni Comuni NO-I60, Comitati No Pup Da Vinci Indignati, Lavangaquadra (Nova Arcadia), Comitato Roma Si Muove, Comitato Collina Lanciani, Insieme per l’Aniene, ViviamoVitinia, Brigate Verdi, Riprendiamoci Roma, Co.Bra.Gor., Zerowaste Lazio, Salviamo Labico, Viviamo Vitinia, Respiro Verde LegAlberi.

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