Di seguito, un articolo pubblicato dal sito dell’associazione Popica, a proposito di scuola, percorsi di intercultura e storia dal basso.
«Chi sono gli zingari?». Con questa domanda, lapidaria e lessicalmente scorretta, cominciavamo i laboratori con i ragazzi e le ragazze delle terze medie della scuola San Benedetto, nel quartiere popolare e storicamente a forte densità rom di Centocelle, periferia est di Roma. Le risposte, molto spesso politicamente scorrette, introducevano il tema degli incontri, un rimosso della storiografia ufficiale delle democrazie occidentali: il Porrajmos.
«Cos’è il Porrajmos?». Questa strana parola risuonava nelle classi di fronte gli occhi interrogativi e curiosi dei ragazzi. Sui libri di storia, dove presenti, solo pochissime parole per liquidare lo sterminio dei rom ad opera del nazifascismo, mezzo milione di donne uomini e bambini torturati e uccisi nei lager e nei rastrellamenti.
Più che una lezione di storia negata – l’Olocausto dei rom è stato definito da qualcuno «il genocidio dimenticato» – gli incontri con i ragazzi e le ragazze sono stati un momento di stimolo per chiunque, per loro e per noi.
Abbiamo scelto di svolgere gli incontri con un’impostazione frontale e dinamica, per non annoiare con freddi numeri e dati e soprattutto per far esprimere liberamente gli studenti, consentendogli sempre di dar sfogo anche alle proprie critiche e obiezioni. In quanto il problema dell’esclusione sociale, della discriminazione, del pregiudizio, della disinformazione, della persecuzione dei rom è tutt’altro che risolto. La lavagna si riempiva di ciò che il termine «zingaro» evocava nelle menti degli studenti e, ogni volta, per ogni classe, la discriminazione, il pregiudizio e la disinformazione emergevano feroci. Ma da lì a poco le certezze crollavano, di fronte ai video proiettati, alle immagini di personaggi famosi (grande successo per Pirlo e Ibrahimovic) di origine romanì, fino alle importanti testimonianze dirette di chi ha vissuto e vive nelle baraccopoli di Roma, subendo sgomberi e blitz polizieschi. Uomini e donne che potevano parlare delle loro esistenze da una cattedra di una scuola avvolti dalla rispettosa quanto interessata attenzione dei ragazzi e delle ragazze. Una presenza non scontata ai nostri laboratori, quella di uomini e donne costretti ogni giorno a sbattersi per la città con lavori faticosi e in nero. Rinunciare a ore di lavoro per essere in classe a raccontarsi vuol dire perdere quel pò di denaro con la vendita al chilo del ferro raccolto che si può mettere insieme.
Per i mesi di aprile e maggio 2012 Popica Onlus e scuola San Benedetto hanno collaborato intensamente e proficuamente, con due incontri per classe di un’ora e mezza ciascuno, in orario di lezione. Gli alunni hanno dimostrato interesse per l’argomento, ma la partecipazione si è spesso estesa ai professori, a loro volta in buona parte esclusi dall’informazione e dalle nozioni sui libri di storia di fronte a questo tema. Il tutto è culminato in un interessante incontro con il Comitato genitori della scuola, il 18 maggio.
Un’esperienza positiva ed importante che abbiamo voluto sviluppare a titolo assolutamente gratuito, fuori dai mille progetti destinati ai rom o alla loro inclusione, in quanto fermamente consci del nostro ruolo di attivismo e convinti dell’importanza di iniziare la battaglia contro le discriminazioni proprio nella culla della cultura, nella scuola, e proprio in quelle scuole, come la San Benedetto, che, più di altre, sono attente alla formazione umana dei loro alunni e delle loro alunne.
Christian Picucci e Gianluca Staderini, Popica onlus
LO SCHEMA DEGLI INCONTRI IN CLASSE
| temi | Lezione/durata | tipologia |
|
Prima parte:60 minuti | Frontale / Dinamica / IntroduttivaStimolare gli studenti ad esprimere liberamente la propria opinione.
Spazio per domande degli studenti. |
| Porrajmos | Seconda parte:30 minuti | Video |
(con riferimenti contestuali alle fonti scritte di natura teorica) |
Terza parte:30 minuti | Frontale/ teorica con indicazioni per gli approfondimenti individuali da sviluppare successivamente. |
| I Rom, i campi e gli sgomberi | Quarta parte:15 minuti | Video |
|
Quinta parte:45 minuti | Testimonianza diretta / conclusioni |





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