Il pane fatto in Casetta. Rossa

È uno dei simboli di quel cambiamento di paradigma al quale molti movimenti e studiosi allundono con le loro diverse pratiche e i loro saperi. A fare il pane in casa sono sempre di più, per molte buone ragioni. Prima di tutto per avere un prodotto buono e sano, ma anche per risparmiare, per divertirsi e per mettere in discussione l’idea che i saperi manuali siano di serie b. L’autoproduzione e la decrescita insomma hanno i loro gustoso immaginario. Non è certo un caso se incontri e corsi sull’autoproduzione si moltiplicano ovunque: giovedì 31 maggio, dalle 9,30 alle 12,30, ad esempio, lo spazio sociale Casetta Rossa (via G. B. Magnaghi 14, Garbatella, tel. 06 97848488, info@casettarossa.org) ospita il laboratorio di panificazione naturale proposto dall’Università del saper fare (un pezzo del Movimento per la decrescita felice).

Giovedì, dunque, si metteranno le mani in pasta per autoprodurre un bel pane che la lenta lievitazione naturale renderà digeribile, gustoso e sano. Non è difficile, ma ci sono informazioni e pratiche da conoscere bene per imparare a impastare con le giuste dosi di ingredienti e poi a casa seguire i tempi della lievitazione. E bisogna anche imparare a conservare ogni volta un pò di impasto per la successiva panificazione; il lievito madre è come una creatura vivente e per questo deve essere nutrito e curato con attenzione.

Durante l’incontro si parla di pane, cotture, farine bio, ricette e tipologie di lavorazioni. Di certo, spiegano i promotori del laboratoio, una volta provata la soddisfazione di autoprodursi il pane, e una volta sperimentata la bontà del pane a lievitazione naturale, sarà difficile non iniziare a panificare in casa. Verranno ammesse a ciascun corso le prime quindici persone che si iscriveranno e poi daranno conferma dopo aver ricevuto una e-mail dai promotori. Il contributo materiali richiesto è di 5 euro; i partecipanti dovranno portarsi da casa solo un canovaccio, un grembiule e un contenitore (di quelli richiudibili) per l’impasto e un barattolino di vetro per poter ricevere in dono la pasta madre. Il pane preparato non potrà essere cotto in loco, per cui bisognerà che ognuno lo porti a casa per cuocerlo in seguito.

 

Città invisibile è un piccolo collettivo attento ai temi sociali e della decrescita, nato all’interno dell’omonima libreria (info [at] editoriadellapace [dot] org) dell’ex mattatoio di Testaccio.

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